22 luglio 2009

Una dozzina di idee per cambiare l’editoria

La copertina della raccolta XII

Sul finire del 2006 lessi casualmente un articolo che annunciava la nascita di una nuova forma di editoria on-demand chiamata Lulu. Lulu era, ed è tutt’ora, un sito che consente di stampare e vendere online la propria opera scegliendo proprio tutto, dalla copertina all’impaginazione sino al prezzo di copertina… Tutto ciò senza essere sottoposto ad alcun giudizio degli editor e senza alcun obbligo di spesa. In pratica è possibile ordinare anche una singola copia del proprio libro o magari una decina di copie da distribuire ad amici e conoscenti: una piccola rivoluzione nell’editoria. Come molti già sanno infatti le strade usuali per pubblicare un libro in Italia sono piene di difficoltà e tranelli; non è poi così difficile trovare piccole case editrici disposte a pubblicare l’opera di uno sconosciuto, non sempre perché credano nelle capacità dell’autore, in quanto l’editore avanza abitualmente una richiesta: garantire l’acquisto di almeno un certo numero di copie. Ciò si traduce in un costo di svariate centinaia di euro per l’autore e una pila di libri da dover vendere ad ogni costo. Sicché il risultato finale è che l’editore non perde economicamente nulla, mentre l’autore al più, recupererà una minima parte delle spese. Per questa ragione, tolte realisticamente le chance di un contratto milionario con la Mondandori, l’autore deve trovare altre possibilità…


Interessato alle opportunità offerte dalla rete, mi registrai subito presso Lulu e lavorai alla pubblicazione di alcuni miei racconti. Terminato il lavoro ordinai una copia stampata provando immediatamente un intenso brivido: avevo pubblicato qualcosa di mio senza troppe difficoltà e con una spesa minima! Ma alla fin fine mi resi subito conto che il mio era un libro come tanti, confuso tra mille altri sfornati dal sito. Non bastava infatti una pagina web messa a disposizione, era necessario qualcosa di più… Dopo alcune settimane, leggendo i post del forum di Lulu, lessi un annuncio dove si cercavano dodici autori disponibili a pubblicare una raccolta di racconti collettiva. L’autore di questo annuncio era Daniele Bonfanti, un nome famoso tra i frequentatori del sito poiché il suo romanzo L’eterno sogno era in vetta alla classifica delle vendite. Aderii subito, senza pensarci un minuto entrando a far parte della raccolta XII.

XII era un’idea strepitosa, un esperimento che solo la forza di internet rendeva realizzabile, unire dodici autori con stili e storie assolutamente diverse conosciutisi su internet senza alcun contatto diretto (almeno inizialmente). Nacque così una newsletter con cui iniziammo a discutere ogni aspetto della raccolta: il colore della copertina, la dimensione dei caratteri, la scelta dei racconti e le prefazioni. Ma la newsletter in poco tempo si rivelò insufficiente: giungevano troppi messaggi sul server poiché l’attività era divenuta frenetica, così si decise di passare al forum. Nacque quindi il forum XII-online inizialmente aperto solo agli “addetti ai lavori”, poi sempre più seguito anche da altri utenti che vi entravano per porre domande, parlare di libri e scambiarsi idee. La raccolta giunse a conclusione con l’inserimento della bella prefazione di Andrea G. Pinketts che uscì ufficialmente l’1 aprile 2007. Ogni autore curò la pubblicità tramite annunci sui giornali oppure attraverso interviste individuali e pagine web. Fu girato anche un divertente spot da Daniele Bonfanti e da Luigi Acerbi.



Nello stesso periodo sorse anche l’idea di creare una casa editrice XII, naturale continuazione del progetto. La proposta fu estesa a tutti gli autori, ma molti di noi non aderirono per svariate ragioni personali, me compreso… Tra i fondatori dell’associazione-casa editrice XII c’erano Davide Cassia, Luigi Acerbi, Strumm, Luigi Milani e Daniele Bonfanti che in merito aggiunge: «Dopo la pubblicazione [della raccolta XII], è seguito un periodo molto fitto in cui si è lavorato su tanti fronti in parallelo, perché ci eravamo posti come obiettivo quello di uscire con un primo catalogo di libri. Pochi mesi per mettere in moto, per costituirci ufficialmente come Associazione Culturale, aprire il marchio editoriale Edizioni XII - con tutto ciò che di burocratico comporta - creare un portale Web professionale e soprattutto per mettere a punto in sede di editing e publishing la bellezza di 8 titoli…»
Le Edizioni XII nascevano all’insegna di internet e del contatto diretto tra i suoi potenziali lettori attraverso il forum XII. Ma in cosa si differenzia XII dalle altre case editrici dopo l’esperienza comune con Lulu? «XII si differenzia dalla maggior parte delle altre case editrici perché non punta a “fare business” a ogni costo - dice Daniele Bonfanti - ma a pubblicare libri di qualità con una linea editoriale ben definita, anche a prescindere dalla commercialità. Si differenzia poi nel fatto che alla base c’è un gruppo di persone, che sono autori e lettori: questo ci rende “vicini” ai nostri autori e lettori, con i quali si crea spessissimo uno stretto rapporto personale. Questo grazie soprattutto alla community web che è per noi imprescindibile – e un’altra particolarità di XII è proprio la massiccia presenza di internet, strumento che oggi in Italia è ancora poco sfruttato e conosciuto dall’editoria.» 


Ma a fronte dell’esperienza dell’autoprodotta raccolta XII prima e della casa editrice adesso - chiedo ancora a Daniele Bonfanti - cosa deve fare uno scrittore per giungere alla notorietà? «La partecipazione a una raccolta autoprodotta non è il biglietto d’ingresso nell’Olimpo degli scrittori… Credo che ogni piccola cosa si sommi, quindi immagino che un pochino sia servita a tutti per essere letti, costituendo quindi un piccolo passo in avanti. Più che per “guadagnare fama”, è però senz’altro servita tantissimo l’esperienza alla base del libro; per migliorare i propri mezzi, per imparare a confrontarsi e favorire un approccio critico e autocritico. Insomma: un bel trampolino di lancio più che altro a livello di crescita autoriale (e, nel mio caso, davvero determinante nel mio percorso di editor e curatore), che è ovvio sia e debba essere sottesa a un futuro e auspicato riconoscimento da parte del pubblico (a parte per quegli autori-prodigio che sbucano fuori dal nulla progettati a tavolino dalle major, lì il percorso autoriale è nullo e la fama immediata, ma, beh, stiamo parlando di una cosa che non c’entra nulla con lo scrivere…). Per qualcuno degli autori, infatti, l’apprezzamento del pubblico e una soddisfacente prima finestra di notorietà sono arrivati con opere successive.»

La raccolta XII è stata un’esperienza interessante per tutti gli autori, me compreso; tuttavia l’illusione iniziale di poter fare a meno delle case editrici appare una vana possibilità. Lulu, infatti, proprio come i molteplici siti print-on-demand sorti nel frattempo sia in Italia che all’estero, non risolvono il problema, anzi ne aprono un altro: quello della qualità delle opere. Le nuove opportunità offerte dal mercato e dalla rete consentono modalità originali di promozione e autopromozione, ma anche un rapido accesso all’editoria, tuttavia il senso dello scrivere non risiede nel prodotto in sé, ma nell’intimo rapporto che l’autore ha con la scrittura.

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...