29 settembre 2010

La rivoluzione copernicana - Thomas S. Kuhn (Saggio - 1957)



Che conosciamo o meno le loro teorie, siamo intellettualmente gli eredi di uomini come Copernico e Darwin. I processi fondamentali del nostro pensiero hanno da loro ricevuto nuova forma, proprio come il pensiero dei nostri figli e nipoti sarà stato riplasmato dall'opera di Einstein e di Freud.
Il saggio dello storico e filosofo della scienza statunitense evidenzia diversi aspetti della rivoluzione copernicana che non sono scontati. Pone l’accento particolarmente su come la rivoluzione di Copernico, la detronizzazione della Terra (e quindi dell'uomo) nell'economia dell'universo, abbia avuto un’importanza così grande da abbracciare non solo l'astronomia, ma anche e soprattutto aspetti scientifici e filosofici. Una rivoluzione che ha portato il pensiero occidentale a compiere quel balzo verso una più ampia conoscenza e coscienza di sé. E altresì evidenzia come tale rivolta culturale non abbia di colpo soppiantato la vecchia visione del mondo. Il processo di assimilazione, di accettazione della teoria copernicana, difatti, è stato lunghissimo e disseminato di problemi. Eppure è solo grazie a questi quesiti che grandi pensatori e scienziati hanno determinato il cambiamento e la rottura di uno schema, di un paradigma, approssimativo e imperfetto, per giungere a una più particolareggiata e reale teoria del cosmo. Kuhn sottolinea inoltre come le cause dei cambiamenti scientifici siano quasi esclusivamente interne a una ristretta comunità di scienziati, i pochi in grado di capire e di sapere studiare nei dettagli le diverse e non facili complicazioni che ogni teoria deve affrontare. Ecco uno dei motivi per cui la resistenza, nei secoli, della teoria geocentrica sia restata fortissima. Tale resistenza, ancora vigorosa dopo l’ascesa della teoria eliocentrica, è spiegata da Kuhn con quei meccanismi psicologici, che ci indurrebbero a diffidare delle novità teoriche, e con quel bisogno di sicurezza, quel profondo sospiro di sollievo che facciamo innanzi ai miracoli dell’ignoranza.
Nella parte centrale del volume, l'autore riporta lunghi passi tratti dal sovversivo De Rivolutionibus orbium coelestium di Copernico, e nel farlo mostra quanto l'astronomo polacco fosse comunque legato alla tradizione, al quadro della scienza aristotelica. Un modo per continuare a sostenere che da subito non c’è stata alcuna vera e propria spaccatura tra le due grandi teorie tolemaica e copernicana.

È soprattutto un libro di storia della scienza, in particolare dell'astronomia, che scorre perfino per chi di queste materie sa ben poco.

Le foto e i post, se non diversamente specificato, sono state realizzate da Salvatore Calafiore e si possono trovare, insieme ad altro, su: http://salvokalat.blogspot.com/

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