23 dicembre 2010

"Bianco" Natale

Macchina da cucire,

Macchina del caffé,

Macchina.

Persino il vocabolario ha dovuto piegarsi all´indebolimento umano a causa della sua meccanicizzazione. Indifeso e debole, l´uomo non puó che affidare il suo stesso Essere alla macchina che lui stesso ha creato e che a lui appartiene piú del suo sé.

L´uomo a lavoro. Breve scenario di vita quotidiana degli uomini privati della loro esistenza. Suoni ovattati di macchine e autobus. La neve si scioglie al sole. Un uomo é intento a vivere, cioé ad annullarsi, lento processo al quale, da qualche secolo, si dedica con grande successo.

Le pareti bianche lo confondono, lo aiutano a guardare le cose in modo neutro come le pareti che lo circondano. Resta da credere che l´inconsistenza del colore senza tonalitá possa imbiancare i suoi pensieri o in qualche modo nasconderne le scure macchie che li compongono?
Le linee lisce, calde ed innocue, non appaiono che noiose, prive di quelle irregolaritá notevoli, ingrigiscono la sua visuale, la fermano, la dissacrano gentilmente.

I palazzi dalla finestra sono tutti regolari, tutti uguali e coincidenti in grandezza, larghezza e colore. Non ve ne é uno che sia piú alto di quello che gli si innalza accanto. La prospettiva ha un suo perché, lo hanno spiegato e ripetuto fino alla nausea. Che il neo non é bello e che non sta bene opporsi alle convenzioni, é un Diktat felice oramai unanimemente accettato dopo essere stati violentati dalle tivvú a sfondo aziendale e dai reteirati tentativi, riusciti, di dettare una legge che valesse per tutti.

Il pastore – tipologia di uomo di grande successo ed inguaribile amante del suo ego - ignaro del gregge, ma consapevole di sé, ha ora in mano le sue brave pecorelle, le quali mai si separerebbero dalla guida mandata loro dal cielo, o meglio, dalla terra, quella terra che loro hanno degradato e resa insulsa. Da questo ne segue che lo stesso uomo redentore-guida, scelto dalle pecore della terra sporcata, sia egli stesso il simbolo piú basso e umanamente squallido, macchiato della stessa terra putrida che lo ha generato.

Dove é, che fine ha fatto l´uomo originario, non é domanda da porre.

Relegato e morto nello schema imposto, all´uomo non resta che muoversi nella dimensione che lui stesso si é creato, la stessa che ha permesso al nulla e alla banalitá di avere un posto di rilievo nella sua esistenza.

Quando il pensiero non coincide con il movimento dell´affermazione verbale avvertita come una forza poderosa che deve essere ascoltata, quando, ancora, riflettere non significa lasciarsi andare al tempo e alle esigenze della memoria  alle considerazioni personali, allora l´uomo si ritrova faccia a faccia con il suo stesso nulla, con una forma del suo essere uomo oramai distante dalle strutture che lo rendono tali.

La morte della attivitá naturale dell´uomo, volto a pensare, riflettere e ricercare, coincide non solo con la morte dei valori totali, quali l´etica, la morale. A morire, ad essere stato ucciso é Dio stesso, non l´idea di Dio, si badi. A lui e al figlio suo ogni uomo ricorre come il padre al figlio nel momento del bisogno e a feste comandate. L´indebolimento del pensiero ha generato un affievolimento del dibattito religioso, al contrario di quanto oggi si possa credere. Non esiste piú alcun adepto religioso deciso, a parte integralisti lontani anni luce dalla religione della pietá, nessun proselitismo sentito o radicato da un profondo volere, anche imposto volendo, del desiderio dell´individuo.

Dio, si diceva, é morto, assassinato non dal contrasto o dalla lotta di chi non crede nel dogma, bensí é morto nell´indifferenza dell´uomo alienato, incapace di riflettere e dunque vittima di un sistema che accetta. Non vi puó essere uccissione piú terribile e disumana per Dio, se non quella della indifferenza mascherata da profonda devozione.

Buon Natale.

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