14 febbraio 2011

L'ultimo quaderno - José Saramago (Saggi - 2010)



Vorrei pensare che la fine di Berlusconi si avvicina. Ma per questo bisognerà che l'elettorato italiano esca dalla sua apatia, sia essa involontaria o complice, e riprenda la frase di Cicerone che ho ricordato giorni fa. Che dicano una volta e si senta in tutto il mondo: 'Troppo hai abusato di noi, Berlusconi, la porta è quella, sparisci'. E se sarà la porta della prigione, allora potremo dire che giustizia sarà stata fatta. Finalmente.
Dal marzo al novembre 2009, il grande scrittore portoghese da poco scomparso scrisse su un blog (sic) di tutto ciò che quotidianamente lo pressava intellettualmente. Dalla politica all'economia, dalla storia alla filosofia, dall'attualità alla scienza, dalla biografia all'autobiografia. In questo volume sono raccolte quelle pagine tanto acute quanto profetiche, in una collezione di speranza, di filantropia seppur nella crudele analisi che contraddistingue il pensiero dell’autore di “Caino”. I testi sono concisi, diretti, alcuni furiosi, senza orpelli particolari però (anche se di sovente il gioco retorico si affaccia burlante). Alle volte il tocco elegante e la sintassi straordinaria di Saramago esplodono, mentre il tono degli scritti, spesso polemico, è scevro di fiocchi e merletti. Di facile lettura quindi, gli articoli sono brevissimi e ciò rende la lettura veloce e godibilissima. Non mancano, ma non ci meravigliamo, le astuzie dell'ironia contro le superstizioni e le religioni (in particolare quella cattolica).

È chiaro che le intenzioni spesso occasionali degli interventi, oggi, lasciano il tempo che trovano. Alcuni amici, alcuni autori, alcune circostanze, infatti, appaiono lontane e ormai dimenticate. Resta comunque un libro, una raccolta di scritti che, al di là di poche pagine, può essere letto non solo dai lettori appassionati dell’opera di Saramago, ma anche dal comune e curioso lettore.
Scritto da uno spirito profondissimo, illuminato, audace, imperturbabile, che si manifesta nell’odio verso l'ignoranza, verso la corruzione, verso chi distrugge la bellezza e la cultura (il nostro Berlusconi è più volte chiamato in causa...), che si manifesta pure nella passione verso chi invece promuove la conoscenza e la poesia, questo è, per qualche motivo, un libro dicembrino mi suggeriscono, un libro dal sapore invernale, malinconico e al contempo lucente.


Le foto e i post, se non diversamente specificato, sono state realizzate da Salvatore Calafiore e si possono trovare, insieme ad altro, su: http://salvokalat.blogspot.com/
Salvatore Calafiore

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