20 marzo 2011

Voci dal Giappone

Abbiamo visto tutti le immagini che ci giungono dal Giappone, il terremoto prima e la devastante onda che travolgeva tutto e cancellava in pochi istanti intere città. Siamo rimasti basiti di fronte alla potenza della natura ma anche consci che la nostra civiltà, per quanto organizzata, sia del tutto fragile, appesa ad un cavo elettrico che ci mantenga in vita. Sicché eliminate le certezze, persi gli affetti, tutto si svuota di senso e la vita appare diversa...

«La Repubblica.it» ha raccolto le voci dei protagonisti della tragedia in uno spazio chiamato Giappone, le voci dall'orrore. Frasi e immagini che da sole manifestano una grande forza emotiva che ci avvicina empaticamente ad un popolo e ad una cultura apparentemente lontana.

Pensavo che fosse l'ultimo giorno della mia vita.
Hiromitsu Shinkawa, salvato in mare aperto

Ho perso tutto. Non ho un'assicurazione. La mia vita è finita.
Chikano Fujima

L'acqua era fredda e scura. Ho nuotato molto per salvare mia madre, è stato difficile con tutti quei rottami.
Hideaki Akaiwa

Quando lo tsunami è arrivato, non sono riuscito a trascinare in macchina i miei genitori anziani. Li ho persi.
Harumi Watanabe

Non c'è elettricità, ma nel cielo brillano milioni di stelle. Finalmente vediamo la bellezza della natura.
yurikoparsons

Alcune pagine della storia è meglio leggerle sui libri, non viverle in prima persona.
TokyoTwilighter

Vorrei volare verso una città con del cibo come Wendy con Peter Pan.
Kaoru Brigeil

Abbiamo continuato a lavorare sui reattori con la certezza che sarebbe stata morte certa.
Michiko Otsuki, una dei 50 operai eroi di Fukushima

Ma noi, così intossicati dalla nostra prosperità, ora abbiamo piantato un nuovo seme di speranza.
tkk0

Mi reputo personalmente fortunato perché questa tragedia è iniziata cinque giorni prima della mia partenza per Tokyo. Da allora seguo con particolare affetto, il destino di questa nazione.

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