29 luglio 2011

Lascaux. La nascita dell'arte - Georges Bataille (Saggio - 1955)


Siamo pervasi da un sentimento di danza dello spirito davanti a queste opere la cui bellezza non consueta emana dei moti febbrili: ciò che ci pervade di fronte ad essa è la libera comunicazione tra l'essere e il mondo; l'uomo s'innalza mettendosi in comunione con il mondo che lo circonda, di cui scopre la ricchezza.
Negli ultimi giorni dell’estate del ’40, nei pressi di Montignac, un gruppetto di adolescenti s’imbatte nello stretto ingresso di una grotta. S’immergono nel buio; trovano la luce dei primissimi passi dell'homo sapiens.
Tutti conosciamo le straordinarie raffigurazioni rupestri della grotta di Lascaux, nessuno si è mai tirato indietro nel riconoscere il loro ancestrale fascino. Meno che mai Bataille, il pensatore che in questo saggio, di ispirazione hegeliana, cerca di rilevare come a Lascaux, per la prima volta, l’animale è diventato uomo. La grotta è un "miracolo", è la nascita dell'arte e quindi del superamento dell'animale che riconosce la bellezza, la religione, se stesso come un tutt’uno con la natura. Tutto ebbe inizio a Lascaux. Festa, religione, gioco, trasgressione, nel loro movimento dialettico e nella loro sintesi, secondo il filosofo francese inaugurano un mondo nuovo: il mondo dell'arte. E in questo universo si manifesta l’importanza universale dell'arte per l'uomo. Ecco quindi che nata essa nasce l'uomo e nasce la comunicazione, tutta spirituale, tra gli uomini. Si segue una linea, un confine tra ciò che l'uomo era prima e ciò che è divenuto, tra l'animale e l'uomo che sa cogliere ed esprimere la propria vita interiore. L’arte è gioco; e con la sua origine l'uomo diventa pienamente tale. E con l'arte si ha il tempo per riflettere...

Se una critica al saggio è possibile scovarla, si può rintracciare nella mancanza di una considerazione che sembrerebbe consequenziale. Con la luce dell’arte e quindi dell’uomo, la possibilità di quest’ultimo di avere del tempo per se stesso, la meditazione, il gioco, ossia la riflessione sulla componente temporale mi sembra sia poco percettibile nel saggio. In questo piacevolissimo scritto di Bataille, appunto credo si sia lasciato poco spazio all’idea che con l’avvento dell’arte l’uomo si sia impossessato, oltre che di una coscienza, di un bisogno, di un desiderio di comprensione della meraviglia del mondo che lo circonda, che solo il tempo libero poteva permettergli. Se con l’arte nasce l’uomo e viceversa, nasce pure il tempo, se nasce il tempo si partorisce la possibilità della comprensione (di cui l’arte è uno degli strumenti).

Scritto con uno stile scorrevole e per nulla affaticante, è una brillante riflessione sull'arte, sulla bellezza, sulla passione e sull'amore, ma anche sull'uomo, sulla sua differenza dagli animali, sulla sua capacità di creare l'arte.

Le foto e i post, se non diversamente specificato, sono state realizzate da Salvatore Calafiore e si possono trovare, insieme ad altro, su: http://salvokalat.blogspot.com/

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