17 agosto 2011

Il volto della Luna - Plutarco (Saggio - I sec. d. C.)


Giacché da un lato non si è ancora dimostrato che la terra sia il centro dell'universo, dall'altro la coesione e concentrazione in essa degli oggetti di questa parte del mondo ci fa intendere come sulla luna probabilmente ci siano altri oggetti che su di essa cadendo convergono e lì si arrestano.
Appartenente ai Moralia, questo breve scritto oscilla tra il trattato scientifico e il racconto letterario-filosofico. Il dialogo tra i personaggi inizia, come sempre, dalla definizione di un problema: le macchie lunari, dilemma su cui filosofi e scienziati si sono arrovellati per secoli, che tra l’altro disegnerebbero sulla metà visibile della Luna un volto. Questo, ammiccante, il pretesto. Il discorso invece si concentra più su cosa siano in realtà tali macchie e su come siano possibili imperfezioni su un corpo celeste. Il dialogo plutarcheo dunque, in un gioco tanto colto quanto vivace, riporta le diverse teorie che cercavano di spiegare il perché delle chiazze nere su un corpo che sarebbe dovuto essere senza macchie. Dai toni cortesi, la discussione sul perché sfocia in un breve e divertente confronto sulla possibilità che sul nostro satellite ci possa vivere qualcuno. Per infine trascendere e diventare racconto mitologico.
Non ci sono definizioni superiori ad altre, né personaggi superbi. È un'operetta le cui tesi aprono molteplici vie interpretative, nelle quali lo scontro tra esse si risolve nella possibile scelta che il lettore può esercitare. L'autore propone più strade praticabili, il lettore sceglie quella che più gli si confà.
Cosa colpisce di più in questo trattato. Colpiscono soprattutto la vastità delle conoscenze di Plutarco e l’umiltà con cui scrive di un tema tanto delicato. Sorprende notare inoltre come nonostante la disparità delle molteplici teorie antiche oscurasse la verità, dopotutto, gli antichi sapienti non fossero così lontani da essa. E brucia notare che questo fermento, questa dolcissima curiosità fu accantonata per lunghissimi secoli per dare spazio all’insensata semplicità cristiana.

Sembra di rileggere le diverse speculazioni dantesche sullo stesso tema...

Le foto e i post, se non diversamente specificato, sono state realizzate da Salvatore Calafiore e si possono trovare, insieme ad altro, su: http://salvokalat.blogspot.com/

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