9 dicembre 2011

Meneghello - I piccoli maestri

Romanzo rivisto nel 1976, frutto di una decantazione della memoria e dunque di una riflessione scevra da eccessive pulsioni emotive. È il racconto disincantato di un gruppo di amici, con le idee dietro la nuca e l'arditezza sotto il cuore, che si organizzano e si improvvisano agguerriti combattenti per affrontare e resistere al fascismo e ai tedeschi occupanti. L'io narrante, lo stesso autore, incantato dalle suadenze della memoria e al contempo disincantato dal tempo trascorso, ricorda quasi con malinconia i fatti di guerra successivi all'8 settembre fino alla liberazione. Dunque un romanzo resistenziale, tuttavia senza quella patina abietta di eroismo e retorica che in qualche modo ha falsato verità e riflessioni.
I protagonisti, per lo più giovani studenti universitari e di vita, sono ragazzi improvvisati eroi (perché la storia così l'ha definiti) ma che di guerra, guerriglia e imboscate sapevano solo dai libri di storia e da brevi e inadeguati corsi addestrativi. Sono sbandati alla ricerca di una nuova strada, però attenti a snidare, tra le insidie di una coscienza che si trova di fronte gli orrori dell'odio e della guerra, la costruzione di una nuova Italia. Un romanzo di formazione se vogliamo; il racconto dell'evoluzione delle coscienze, ma, come si scriveva, senza retorica, senza esaltazione.

Le pagine scelte riflettono questo momento di contraddizione, di smarrimento, che caratterizzano il racconto.

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