30 agosto 2012

Donna Mimma - Luigi Pirandello (Racconti - 1925)


E ve ne liberate, voi, almeno di quest'orribile ingombro materiale, andando a lasciare i vostri morti al camposanto. Sarà una pena, sarà un fastidio; ma poi vedete sciogliersi il mortorio, calare il feretro nella fossa; là, e addio. Finito.
Vi sembra poca fortuna?
 
Non pochi dei racconti di questa raccolta hanno le sembianze della favola, della storia con una morale di fondo. Morale amara però, con un retrogusto di pessimismo e relativismo che desola, che rattrista. L'invidia, il contrasto tra l'antico e il moderno, le astuzie della ragione che sbriciolano le maschere e le ipocrisie fissate da false certezze, l'assurdità che spesso riesce a vincere, sono i temi portanti che si possono cogliere. I personaggi sono tutti sofferenti, che si dolgono per i dolori dell'esistenza generati dall'invidia, dalla gelosia, dalla relatività dei punti di vista.

Affiora un Pirandello psicologo, un analista del profondo, dove si scova una ragione - sempre di prospettiva - che non riesce mai a vincere, a consolare. Per contrasto, in più, la stupidità mostra il suo volto più terrificante, più raccapricciante. La curiosità, la molla verso la conoscenza, non sempre può essere soddisfatta e i protagonisti, gli uomini, si trovano di fronte al bivio: rassegnarsi all'ignoranza o crucciarsi fino a trovare la follia.

Le foto e i post, se non diversamente specificato, sono state realizzate da Salvatore Calafiore e si possono trovare, insieme ad altro, su: http://salvokalat.blogspot.com/

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