4 novembre 2013

Una tesi eretica: il riscaldamento globale non riguarda solo la Terra

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Da parecchi anni ormai il legame tra riscaldamento globale e inquinamento atmosferico sembra andare avanti escludendo di fatto altre possibili spiegazioni. È indubbio che il contributo dell'uomo nella produzione di anidride carbonica nell'aria sia un fatto oggettivo, ma è anche vero che se si esclude in maniera sbrigativa anche l'effetto (ancora poco chiaro) dell'energia irradiata dal Sole si commette un grave errore di valutazione.

L'argomento di questo articolo riguarda proprio queste discrepanze, focalizzandosi soprattutto su un aspetto del global warming poco conosciuto. Il riscaldamento globale infatti non riguarda solo la Terra, ma l'intero Sistema Solare. Ciò determina quantomeno la messa in discussione delle (presunte) certezze scientifiche con cui si è costruito il catastrofismo ecologista di questi anni...



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Attività solare rilevata in base al numero di macchie

Il Sole in quanto stella gialla di media grandezza, pur vivendo una fase stabile della propria vita manifesta delle variazioni che impattano vistosamente sull'ecosistema terrestre; ne sono un valido esempio le passate ere glaciali, ma anche fenomeni più recenti come il cosiddetto Minimo di Maunder avvenuto tra il 1645 e il 1715. In quegli anni furono registrate temperature insolitamente basse e l'assenza di macchie sulla superficie solare, tanto da far definire questo periodo come una sorta di "piccola era glaciale". Sono poi avvenuti anche altri "minimi storici" nel corso dell'ottocento, anche se di minore intensità, ma con il denominatore comune di una scarsa attività magnetica. Questa attività pur essendo costantemente monitorata da anni non può ancora essere considerata del tutto collegata all'energia che il Sole irradia nello spazio.

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Confronto tra numero di macchie solari e attività rilevata al carbonio 14
                                 
Se si osserva il grafico dell'andamento della temperatura sulla terra e la media delle macchie solari nell'ultimo periodo (anni 2000) c'è una vistosa discrepanza. Le macchie infatti sono diminuite mentre la temperatura media è cresciuta. Questo potrebbe riporre a favore della tesi riguardo l'incidenza dell'attività umana, ma vi sono anche altri dati che mostrano come proprio negli ultimi anni l'incremento delle temperature medie sembra essersi arrestato: tendenza che fa supporre un'inversione dei trend. Ma non è tutto perché altre ricerche rendono l'interpretazione ancor meno chiara...

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Confronto tra temperature medie sulla terra, livelli di anidride carbonica e macchie solari
                          
Secondo uno studio del dottor Lockwood dei Laboratori Rutherford Appleton in California il campo magnetico del Sole si è rafforzato del 230% dal 1901 a oggi. Altri dati riportano invece un indebolimento dell'eliosfera solare a livelli stranamente bassi, soprattutto negli ultimi decenni. L'eliosfera è una sorta di schermo energetico emesso dal Sole che protegge l'intero Sistema Solare dalle particelle galattiche. Un ulteriore indebolimento farebbe aumentare i disturbi alle apparecchiature elettroniche, ai satelliti, ma anche alla vita sulla Terra. In questo caos interpretativo c'è solo una certezza che pare avvalorare la tesi del contributo decisivo del Sole: nei pianeti del Sistema Solare le sonde automatiche hanno individuato già da alcuni anni un aumento delle temperature medie e dei relativi effetti superficiali.


Scioglimento dei ghiacci superficiali di Marte
Su Marte diverse sonde attorno al pianeta hanno rilevato una diminuzione della dimensione delle calotte polari nel corso delle ultime tre stagioni (ogni anno marziano equivale a due anni terrestri), ma anche segni di uno scioglimento dei ghiacci e tracce di un saltuario scorrimento di acqua (ricordiamo che su Marte a causa delle condizioni fisiche l'acqua liquida può esistere solo per breve tempo passando direttamente dalla forma solida a quella aeriforme). Secondo il dottor Feldman del Los Alamos National Laboratory, il pianeta sembra uscire dalla sua caratteristica "epoca glaciale", mentre il dottor Plaut del JPL ha dichiarato che vi sono chiare tracce di un cambio del clima di Marte.

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Calotta polare di Marte

Su
Giove sono stati riscontrati aumenti medi di temperature sino a 5ºC che determinano indubbiamente la creazione di molteplici tempeste sulla superficie gassosa. La Grande Macchia Rossa ad esempio dal 2006 ha una nuova compagna denominata Piccola Macchia Rossa e due anni dopo è sorta una terza Macchia che sembra rafforzare la tesi del cambiamento climatico in corso nel pianeta. Inoltre il campo magnetico di Giove sembra essere raddoppiato di dimensioni negli ultimi anni. Per un pianeta gassoso come Giove questa variazione è indice di un indubbio mutamento dell'energia interna responsabile del magnetismo.

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Le tre macchie rosse riprese (due di recente formazione) e degli ovali chiari (formazioni cicloniche)

La stessa cosa è riscontrabile su Saturno, Urano e Nettuno. Le temperature medie sono aumentate di qualche grado, determinando sulle superfici gassose la comparsa di molti più eventi atmosferici rispetto al passato: in poche parole anche nel Sistema Solare si sta riscontrando un global warming, anche se non sono ancora chiare le ragioni.


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Tempesta su Saturno osservata nel 2011
                                                        
Ciò detto emergono alcune importanti considerazioni: la prima che il riscaldamento globale sulla terra non è un fenomeno isolato. Questa affermazione potrebbe portare a pensare che il contributo dell'uomo all'effetto serra potrebbe non essere la causa principale del global warming. Se così fosse tutto l'approccio al problema dovrebbe cambiare in maniera tale da considerare il fenomeno come un evento ciclico.

La seconda considerazione riguarda molto più in generale l'astronomia e la scienza. A dispetto di quanto si conosce e si diffonde con spavalda sicurezza in riviste, documentari e servizi televisivi, l'analisi dei dati (come in questo caso) lascia gli scienziati ancora smarriti. I modelli atti a spiegare i meccanismi del Sole e dei pianeti gassosi, seppur grossolanamente coerenti, sono molto imperfetti. Proprio come avviene per le previsioni meteorologiche, anche i modelli a grande scala non sono affidabili. Nella dinamica dei fluidi vi sono troppe variabili da considerare e questa realtà rende la scienza paurosamente inesatta. Così anche i sistemi che descrivono gli effetti del riscaldamento globale non sono attendibili: molte previsioni si sono già dimostrate più volte sovrastimate o non veritiere.



Se da un lato è facile cadere nell'idea che il "pensiero unico" sull'argomento possa essere frutto di enormi interessi economici sullo sviluppo di tecnologie verdi è anche vero che la scienza mantiene tutt'oggi molti preconcetti. Non vi sono certezze su questo argomento, non c'è una verità da rivelare, c'è solo da considerare il vuoto interpretativo che ad oggi rimane sulle ragioni vere del riscaldamento globale.
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Aumento delle formazioni nuvolose su Nettuno

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