11 settembre 2017

La crisi della scienza contemporanea


Voglio condividere con voi uno spunto molto interessante in merito alla cosiddetta crisi della scienza. Per quanto l'argomento sia sostanzialmente appannaggio degli scienziati e molto meno del grande pubblico, è necessario raccontare l'esistenza di una vera e propria crisi. Questo aspetto è divenuto evidente già da qualche anno, ma si fa fatica a parlarne forse perché mina dalle basi il fondamento stesso della scienza galileiana: ogni fenomeno per essere convalidato deve essere riproducibile.

Fino ad oggi tale principio ha permesso di spingere molto in avanti le scoperte consentendo di ampliare parecchio lo studio dei fenomeni naturali; poi è venuta la meccanica quantistica che ha scombinato le carte rendendo necessario l'avvento di un principio di probabilità affinché un elettrone si possa trovare in un determinato punto. Ma al di là di questo c'è anche da far notare il fatto che soprattutto in medicina queste presunte certezze sono molto fragili. Non solo gli esperimenti spesso non danno gli stessi risultati, ma c'è anche la questione legata al crescente numero di frodi e ai forti interessi economici affinché un prodotto possa essere immesso sul mercato il prima possibile: anche saltando tutte le verifiche necessarie. Questo mix di cose sta riducendo progressivamente l'accuratezza delle pubblicazioni, ma soprattutto la volontà di testare se effettivamente quanto dichiarato sia vero.

Questo allarme è divenuto palese grazie alla pubblicazione di diversi articoli sull'argomento in diverse riviste e giornali tra cui la blasonata Nature. La sostanza di questo problema è ottimamente spiegata in questo video (su cui troverete anche un bell'elenco di riferimenti per poter approfondire). 

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