11 febbraio 2018

"Non mi avete fatto niente", un testo che va oltre le banalità

Ermal Meta E Fabrizio Moro

A dire il vero non seguo il Festival di Sanremo e sono sempre molto distaccato rispetto alle produzioni artistiche contemporanee. Per questa ragione non sono molto aggiornato su nomi e canzoni, così fino a poche ore fa non conoscevo la canzone vincitrice dell'edizione 2018. Ma un amico stamane mi ha invitato ad ascoltare con attenzione Non mi avete fatto niente di Ermal Meta e Fabrizio Moro.


Se è vero che quest'anno il Festival ha avuto un incremento di successo e di ascolti, è anche vero che la qualità della canzone vincitrice sembra seguire lo stesso trend. In tutti i siti web dove si commenta la canzone, e magari si prova a tracciarne un significato, ci si sofferma ovviamente su ciò che nel testo è più evidente: l'elenco delle stragi citate e il significato generale della canzone che fa da sprone oltre la paura quotidiana. Il testo però dice molto di più, ad esempio non ci si è soffermati sulla frase: "E questo corpo enorme che noi chiamiamo Terra / Ferito nei suoi organi dall'Asia all'Inghilterra." Come non vedere l'allusione ad una terra vista in chiave spirituale, come un grande corpo i cui organi sono proprio le creature umane ferite dalla violenza.
Il ritornello poi sembra andare in contrasto con la realtà di ciò che si perde, perché in queste stragi chiaramente qualcuno perde la vita: 
Non mi avete fatto niente 
Non mi avete fatto niente
Non mi avete tolto niente
Questa è la mia vita che va avanti
oltre tutto, oltre la gente
 
In questo caso si è detto che ciò che viete tolto sarebbe la libertà individuale, ma forse potremmo interpretare anche il punto di vista di chi è morto in quelle stragi e di chi potenzialmente potrebbe morire. La morte così diviene un passaggio oltre, "un passaggio oltre tutto, oltre la gente". Ma c'è anche una chiave interpretativa che potrebbe essere collegata ad una visione reincarnazionista quando ad esempio si canta: "L'Imam e tutti i preti / ingressi separati della stessa casa / miliardi di persone che sperano in qualcosa / Braccia senza mani / facce senza nomi / scambiamoci la pelle / in fondo siamo umani." ma più in generale nel tono dell'intera canzone.

Attraverso questa chiave si spiegherebbe ancora il ritornello:
Non mi avete fatto niente
Non mi avete fatto niente
Non mi avete tolto niente
Questa è la mia vita che va avanti
oltre tutto, oltre la gente 
La morte ci separa dal corpo fisico, ma l'anima va avanti in attesa di reincarnarsi e: "il mondo si rialza col sorriso di un bambino", una nuova vita che torna dopo il bardoEd il finale, un po' più realista in cui si ammette che la felicità e l'esistenza fisica vengono comunque spezzati da questi eventi tragici: "Sono consapevole che tutto più non torna / La felicità volava / Come vola via una bolla.

Il senso generale tuttavia resta quello di non farsi influenzare da tutto, dalla guerra e dai fatti tragici, perché possediamo un'anima che va oltre, e in questo oltre il termine della vita non porta via nulla, perché il viaggio prosegue.


1 commento:

Francesco Motta ha detto...

Purtroppo la rabbia cieca, frutto di una visione assai limitata, figlia di tragici condizionamenti e rabbiose voglie di ritorsione, porta questi poveri strumenti del male a distruggersi spezzando vite altrui. Un giorno lontano gli uomini scopriranno le tragiche, ma necessarie connessioni sottili tra i destini di vittime e carnefici, bimbi malati e madri disperate, oppressori e oppressi e un raggio di sole dará improvvisamente senso a questo apparente assurdo gioco che chiamiamo vita....