Oggi nell'edizione online del «Corriere» è comparsa un'intervista al grande scultore Arnaldo Pomodoro, una gloria italiana nell'ambito della scultura, il "Signore della Scultura" come recita il titolo in questione. Riporto questa notizia perché è raro trovare un'intervista ad una personalità di valore come Pomodoro, un artista vero, le cui opere sono presenti in tantissime città del mondo: da Los Angeles a Mosca, passando per l'Italia e i musei vaticani. Le sfere e le sculture, spesso alla base di figure geometriche essenziali, risultano inconfondibili per il contrasto tra il liscio esterno e gli interni complessi (quasi fossero cuori meccanici).
Cliccando nell'immagine in alto è possibile vedere l'intervista del «Corriere.it», mentre nel video da Youtube è raccontata la vita e le opere dell'artista.
Pomodoro:La sua sfera con la superficie distribuita in fratture, dentro le quali si scorgono elementi scultorei prismatici,irregolari, quasi a dirci che là dentro c'è una vita, seminascosta, ma densa,solida,forte.
Credo che far vedere dentro le forme lisce,solide e massicce,senza sfigurarle,mantenendole integre,sia una delle caratteristiche dell'arte di Pomodoro. Mi pare che lui si sia diplomato geometra,prima della/e laurea/e e che sia pesarese d'origine. La sua sfera scolpita è anche posta esternamente al palazzo dell'ONU ed è riprodotta in molti alti posti, anche a Pesaro ove risalta, bella, sull'orizzonte marino.C'è una sua opera rimasta al livello di plastico progettuale ed è a Urbino, semismarrita nell'ambito degli uffici urbanistici comunali e riguarda il progetto dell'ampliamento del cimitero
di Urbino, sulla collina a monte di questo e del mausoleo dei duchi del Montefeltro. Questo progetto,mai realizzato,assomiglia alla superficie della suddetta sfera: sono fratture che si sarebbero realizzate sulla collina, anch'essa quasi semisferica,ed avrebbero accolto nel loro interno le nuove tombe e senza alterare la panoramica della collina stessa,cioè senza impatti visuali per chi guarda da lontano. Ardito e bello,come progetto e forse,se non certamente,inadatto alle nostre idee profane sull'architettura sepolcrale, ormai consolidate nei secoli: o salme sottoterra o internate nei loculi su file sovrapposte; forni dall'aspetto orribile, non solo per la loro funzione, ma anche per l'impatto visivo.
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