Teleindicatore solari. Foto di Gabriel White (da Flickr)
L'orologio a palette nasce da un'idea e dall'abilità meccanica di Remigio Solari che assieme al fratello Fermo fonda la ditta Solari, che diverrà celebre in tutto il mondo proprio per questo prodotto e per altri direttamente correlati. Remigio infatti inventa un sistema che permette la scansione del tempo attraverso un sistema meccanico a palette. Una prima idea viene abbozzata poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, da cui giungerà anche la nascita della macchina timbra cartellino che utilizza proprio questo sistema. Ma è nel 1947 che prende davvero avvio il progetto del famoso orologio chiamato Cifra 5.
Brionvega è un'azienda italiana nata nel 1945 a Milano da Giuseppe Brion e Leone Pajetta. Avvalendosi del supporto di importanti designer è da qui che sono nati due oggetti culto del design italiano.
TS 502 è il nome anonimo di un oggetto meglio conosciuto come radio cubo (1964). Si tratta infatti di una radio portatile che aperta in due semiparti da un lato modula la frequenza e dall'altro il volume dove risiede anche l'altoparlante. La particolarità di questo oggetto risiede nella praticità, nella trasportabilità (grazie all'uso di batterie) e alla gradevolezza del design. L'innovazione per allora riguardava soprattutto il rivestimento in plastica colorata che ne vivacizzava l'immagine e il ruolo.
Chi non possiede a casa una caffettiera Bialetti? Come immaginare la nostra vita senza il piccolo piacere piacere della Moka al mattino o dopo pranzo?
Il caffé espresso è una delle bevande che fanno parte della cultura e dello stile di vita di noi italiani e su questa esigenza Alfonso Bialetti dopo aver fondato nel 1919 un’officina per la produzione di semilavorati in alluminio mette sul mercato nel 1933 la Moka Express, una caffettiera rivoluzionaria che permette di preparare a casa e in tempi brevi, un ottimo caffé.
L'inconfondibile caffettiera dalla forma ottagonale, design studiato proprio per permettere un'ottima presa, eseguendo così lo smontaggio dei pezzi senza fatica. La caffettiera abbina la leggerezza dell'alluminio e la resistenza al calore della bachelite, determinando un oggetto semplice e assolutamente funzionale. La Moka Bialetti, che prende il nome dall'omonima località dello Yemen dove si coltiva una qualità pregiata di caffè, conosce subito una buona diffusione in Italia. Ma il vero boom della Moka avviene solo nel dopoguerra, quando subentra il figlio Renato Bialetti al comando dell'azienda nel 1947, imprimendo una nuova notorietà del marchio.
Nel 1958 attraverso massicci investimenti pubblicitari la Bialetti conosce un vero e proprio boom non solo in Italia ma anche all'estero, nasce infatti dalla matita di Paul Campani, l'inventore di tanti personaggi del Carosello, l'Omino coi baffi (caricatura di Renato Bialetti) che col suo indice puntato verso l'alto diviene subito il simbolo dell'azienda.
La bottiglia Campari di Fortunato Depero (immagine dal sito differenza.org)
Sono trascorsi poco meno di 80 anni e quella bottiglietta rossa a forma di calice rovesciato è sempre lì, prodotta in migliaia di esemplari ogni giorno e sempre attuale. Stiamo parlando della bottiglietta Campari disegnata da Fortunato Depero, poliedrico futurista che nel 1932 progettò questo oggetto di design industriale. In quegli anni Davide Campari commissionò a Depero il progetto della famosa bottiglia che ha caratterizzato poi il marchio e lo stile del gruppo fino ad oggi.
Il bicchiere di Matteo Ragni (dal sito matteoragni.com)
La forma e la semplicità hanno permesso il mantenimento inalterato nel tempo dell'oggetto, rilanciandone oltretutto la medesima forma attraverso altri oggetti. Nel 2009 Matteo Ragni crea in edizione limitata un bicchiere che si sovrappone alla bottiglia di Depero divenendo un oggetto unico e separabile. L'unione delle due forme opposte rivaluta sia l'oggetto che l'atto del bere. Ma non solo, il designer Raffaele Celentano alimenta il mito della Campari e della bottiglietta creando il lampadario Campari Light con 10 bottigliette poste attorno alla lampada, le quali creano un suggestivo effetto visivo di colore rosso.
Il lampadario Campari light di Raffaele Celentano (dal sito Illuminazioneitaliana.it)
Il marchio negli anni ha mantenuto alto il nome attraverso un'attenta campagna pubblicitaria iniziata sin dagli anni trenta del novecento, quanto il grafico pubblicitario era ancora una volta Fortunato Depero. Di seguito mostriamo un video con alcune grafiche prodotte dall'artista futurista col sottofondo musicale cantanto dal tenore Fernando CrivelliL'ora del Campari.
Immagine dal sito: christiandepoorter.nova100.ilsole24ore.com
Il posacenere cubo di Bruno Munari è uno dei più geniali oggetti del design italiano. Utilizzando un'inedita forma cubica dell'oggetto in sè e una semplice fessura per raccogliere la cenere e le cicche di sigaretta, Munari reinventa un oggetto da tavolo tradizionalmente aperto. La lamina di alluminio ripiegata nasconde alla vista e contiene agevolmente i residui di tabacco rendendolo facilmente trasportabile.
Lo stile minimale del cubo di Munari è un design assolutamente attuale pur essendo stato prodotto dall'azienda Danese di Milano solo nel 1957. Questo oggetto segna anche l'inizio della collaborazione tra Danese e Munari nel campo del design industriale ottenendo il doppio vantaggio della semplicità estetica e costruttiva.
Nel seguente filmato del 1992 Munari all'Università di Venezia parla del suo cubo:
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