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Repulsione, Roman Polański, 1965 |
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Scritto da Alessandro Mauro
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Domenica 03 Luglio 2011 09:37 |
Nove minuti e trenta di silenzio; non una parola; una sola attrice in scena. Basterebbe questo filmato tratto da Youtube a mostrare tutta la poesia nera di cui è capace il maestro francese.
La storia di Carol, una seducente – ai limiti dell’erotico – Catherine Deneuve che sprofonda, lentamente, in un gorgo magmatico di follia, è descritto da Polański tramite efficacissime incursioni nel surreale. Nei prolungati silenzi, (nei quali la macchina da presa mostra di non provare il minimo imbarazzo), ricorda la tensione psicologica di Bergman; nel lavoro raffinato sui rumori – la sveglia, l’acqua del bagno – ricorda le atmosfere imbastite da Mario Bava. La casa abitata da Carol diventa metafora della sua mente malata e comincia a riempirsi di crepe, fenditure: indizi di crollo.
Il film è stato girato a Londra nel 1965 e appartiene alla prima fase della sua attività di regista. Solo due anni più tardi incontrerà, e successivamente sposerà, Sharon Tate, nel ’69 brutalmente assassinata dalla setta di Charles “Satana” Manson.
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