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Scritto da Alessandro Mauro
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Sabato 19 Febbraio 2011 11:34 |
Ho sempre avuto un idiosincrasia verso il Festival di San Remo credo ricambiata dal Festival stesso. Tuttavia mi ha incuriosito il voto che Mario Luzzatto Fegiz sul «Corriere della Sera» ha dato alla canzone di Vecchioni: 10. Cosa avrà cantato per meritare tanto? In effetti mi sembra una bella canzone, e anche l’unica possibile di questi tempi, ma ho notato una cosa. Nel testo si evocano la precarietà lavorativa, le manifestazioni di piazza, la mala politica. I versi sono in rima, come questi:
Per il poeta che non può cantare per l’operaio che non ha più il suo lavoro per chi ha vent’anni e se ne sta a morire in un deserto come in un porcile e per tutti i ragazzi e le ragazze che difendono un libro, un libro vero così belli a gridare nelle piazze perché stanno uccidendo il pensiero
Ma nella strofa successiva Vecchioni inciampa:
per il bastardo che sta sempre al sole per il vigliacco che nasconde il cuore per la nostra memoria gettata al vento da questi signori del dolore
Da questi signori del dolore? Non è in rima! Non venitemi a dire che Vecchioni non ha trovato niente di meglio che la parola «dolore», perché è evidente che lì dovrebbe starci «Parlamento», farebbe rima e rimarcherebbe il legame col «bastardo che sta sempre al sole».
per la nostra memoria gettata al vento da questi signori del Parlamento
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