A metà ottobre è uscito l'ultimo album della cantante islandese Björk. Magari la cosa non interesserà tutti i lettori di Elapsus perché le sue canzoni possono anche non raccogliere un vasto consenso di pubblico come per altri artisti, la vera notizia in effetti è l'uso degli ultimi strumenti informatici come piattaforma di utilizzo.
Biophilia, questo il nome del nuovo album, raccoglie tracce legate al mondo della scienza. Basti pensare a titoli come Dark Matter, Solstice, Cosmogony o Virus. La particolarità di questo album risiede nella piccola rivoluzione che Björk ha apportato alla musica. Per la prima volta infatti un album esce in formato app per iPad e iPhone, un lavoro che ha rischiesto la collaborazione di artisti, grafici e app designer di cui la cantante si è magistralmente affidata. L'applicazione gratuita, ma sapientemente strutturata in modo da stimolare ulteriori acquisti di singole app ad essa collegati, è un'esperienza unica.
Biophilia nasce per esse ascoltato ma anche vissuto, letto, approfondito nonché per poter interagire con esso. Così sin dall'iniziale scermata, un universo di costellazioni musicali su cui è possibile zoomare e navigare, si giunge alle singole tracce dove la musica si sposa con l'animazione delle immagini.
L'aver creduto in questo progetto, nonché l'aver dichiarato di aver creato parti dell'album sfruttando un iPad, merita il nostro plauso perché è stata la cantante prima a lanciare un'idea e un concetto innovativi. Di sicuro dopo questo primo albun di Björk il mondo della musica si sposterà verso tali forme di diffusione, ampliando definitivamente il concetto stesso di ascolto e visione di un brano.
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