Filosofia


La morte di Godot e il pensiero calcolante. L'impotenza del pensiero nei tempi moderni
Share Condividi
Scritto da Debora Francione   
Martedì 20 Dicembre 2011 17:09
godot2

Se vi è un grande assente nei nostri giorni, è proprio il caso di dirlo, è l'assenza stessa. Ogni silenzio è riempito da vuote chiacchiere, dal suono della musica o da quello della televisione. Se oggi noi dobbiamo fare i conti un «ospite inquietante», per citare Heidegger, mancante al banchetto della cultura occidentale degli ultimi anni, é proprio l'assenza. Ogni posto vuoto è prontamente riempito, ogni silenzio stroncato, ogni necessità assecondata, ogni disturbo violentemente sradicato per non sentirne il dolore, l'impressione di un vuoto nello stomaco.
Leggi tutto...
 
La lingua che noi siamo: Zagrebelsky
Share Condividi
Scritto da Debora Francione   
Venerdì 13 Maggio 2011 16:22
sulla_lingua_del_tempo_presente_-_zagrebelsky

Attraverso un breve resoconto «Sulla lingua del tempo presente», Zagrebelsky riflette e fa riflettere su quanto la lingua possa essere molto più di un insieme di segni linguistici. Ci aiuta a comprendere la funzione che si nasconde dietro il mero atto naturale del parlare. Ecco, allora che il parlare non è più, solo, un portare qualcosa da dentro a fuori, ma al contrario è anche il processo opposto: si porta qualcosa di detto fuori, dentro di noi. Questo portare fuori verso la nostra interiorità può essere molto più di un processo passivo e improduttivo. Accogliere un significato linguistico al quale siamo sottoposti reiteratamente, cambia, lentamente, la coscienza individuale e, a seconda degli strumenti massmediatici utilizzati, quella di una intera comunità linguistica o, anche, della massa. Dal pensiero nasce la parola e quest’ultima rappresenta il pensiero, la capacità pensante di chi la porta fuori. Ma la parola può essere anche un’arma che in tempo di guerra può nascondere insidie ed essere inautentica, asservita a chi vuole asservire. Ma la parola è altresì la dimostrazione che si è liberi di esprimersi, sempre.
Un grido composto, ma tagliente ed acuto, è dunque quello che proviene dalla sensibilità di uno dei più grandi interpreti della crisi dei nostri giorni, nonché costituzionalista di professione: Gustavo Zagrebelsky.
Leggi tutto...
 
Michael Conradt: “La filosofia e la vita vera”
Share Condividi
Scritto da Debora Francione   
Lunedì 04 Aprile 2011 07:49
Dal convegno del 2.03.2011 presso l’Evangelische Akademie

Più volte il professor Conradt ha sottolineato, durante la presentazione, che la filosofia non è stata per lui una giustificazione esistenziale, un appiglio grazie al quale lenire personali insoddisfazioni o frustrazioni. La filosofia ha avuto un altro senso, un altro ruolo. Io non posso certamente contraddire le parole del professore ma è lecito chiedersi quale ruolo possa avere la filosofia per un uomo che intenda viverla appieno, se non quello totalizzante in grado di colmare quei vuoti esistenziali nei quali noi uomini sempre cadiamo. È difficile credere allo studio asettico di una materia che abbisogna dello stupore infantile di una parte dell’uomo che non può essere solleticata se non dall’incanto, dalla meraviglia scaturita dalla passione più pura. Come ogni cosa nella vita, tutto serve a salvare le nostre esistenze inaridite e fragili, e, forse, il più bel Deus ex Machina è offerto dall’incanto, dall’“amore del sapere” offerto, appunto, dalla filosofia.
Leggi tutto...
 
Il problema del nichilismo in Occidente: “Avere” ed “Essere”
Share Condividi
Scritto da Debora Francione   
Domenica 06 Marzo 2011 21:43
Vivere appieno, assecondare le proprie tendenze in concomitanza con le proprie capacità è un processo naturale che stempera non solo lo stato di frustrazione al quale oggi noi tutti siamo soggetti, bensì amplifica il margine di umanità. Cosa significa? L’amplificazione del margine di umanità si ottiene vivendo non nella modalità dell’“avere”, bensì secondo quella dell’“essere”, per riprendere la nota dicotomia di Erich Fromm. Fondare la propria esperienza umana lasciandosi attraversare anche e per lo più da quei desideri innati, piaceri personali, che differenziano tra loro gli individui rendendo varia una codificazione umana oggi improntata alla spersonalizzazione dell’individuo, è il Weg, (il percorso, la via) sfida dell’uomo moderno.
Leggi tutto...
 
Il problema del nichilismo in Occidente in rapporto al pensiero di Heidegger
Share Condividi
Scritto da Debora Francione   
Sabato 26 Febbraio 2011 03:19
Immaginiamo una scatola e l’aria che la contiene. La scatola è a noi visibile, la si può toccare e usare a proprio piacimento. Ecco, io definirei l’ente una scatola, e l’essere? L’essere è l’aria, quel nulla invisibile all’occhio umano che però la riempie, un vuoto pieno di significato che non può essere visto, semmai interiormente vissuto.
Le righe che seguono sono una riflessione sulle scatole che noi siamo diventati, sull’aria che vi sta al loro interno e dunque è una riflessione sull’essere, il grande dimenticato.
Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 3

elapsus

Vorresti contribuire anche tu alla crescita di Elapsus? Hai nuove idee da proporre? Clicca qui...

English French German Japanese Portuguese Russian Spanish

Elapsus RSS:

(clicca su readers per abbonarti agli RSS)

Cosa sono? Scoprilo... 

Vuoi ricevere la newsletter di Elapsus?

Scrivi qui la tua email:

Delivered by FeedBurner

Attenzione, questo sito è ottimizzato per Mozilla Firefox.
Navigando con Internet Explorer 6, le pagine potrebbero subire modifiche impreviste o non essere visibili.

Elapsus è tutelato dalla licenza Creative Commons. Per ulteriori informazioni leggi il disclaimer o clicca sul logo Creative Commons.

Creative Commons License

RocketTheme Joomla Templates