Feste popolari siciliane - Giuseppe Pitrè (Saggio - 1881)
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Scritto da Salvatore Calafiore   
Venerdì 18 Giugno 2010 09:24
Feste Popolari - PitrèUn braccio sulla schiena ed uno in alto (imitazione della figura del santo allorché fu frecciato) urlando viva san Bastiano! ad ogni gomito di strada, fermavansi appena, dopo due, tre chilometri di corsa, per bere in fretta un sorso di vino che i pietosi amministratori facevan distribuire sulle entrate della festa; e poi correvano, correvano, ansanti, trafelati, inebriati men dalla stanchezza e dal vino che dal loro fanatismo. Dieci o dodici chilometri di corsa per arrivare a Melilli!

Con uno stile antico e affascinante, lo studioso palermitano ci conduce verso i colori, gli odori e i gusti delle più importanti feste siciliane dell'anno. Si ripercorre l'intero calendario, le quattro stagioni, e con esse si possono rivisitare e avvertire i cambiamenti che il diverso clima impone alla natura, spesso semplice e povera come quella siciliana. E' un libro di poesia e immaginazione, di immagini vecchie e lontane simili ai quadri di un Poussin o di un Lorrain, oramai sopravissuti solo nel nostro animo di fanciulli incantati dalla notte e dai ricordi. Molte feste e usanze descritte dal "demopsicologo" sono scomparse, altre resistono agonizzanti, ed è inevitabile che prima o poi scompariranno anch'esse. Da qui un forte, ma non troppo, senso di nostalgia e di rammarico verso la lentezza e la semplicità che certe tradizioni, certe superstizioni, suscitavano nelle menti di uomini e donne invasati di miti e credenze religiose.

Si percepisce tra le pagine quanto forte fosse (e sia) il legame tra il comune e la chiesa, tra il laico e il religioso, e quanto politeismo importato, vestito da pesanti cappotti di monoteismo, dimori nelle tradizioni religiose.

Curiosi e divertenti i detti e i proverbi (rigorosamente in siciliano) sui santi e sulle date collegate ai loro festeggiamenti. Divertono pure gli usi gastronomici delle varie ricorrenze. Ciascuna di esse ha il suo cibo, di solito un gustosissimo dolce dal nome astruso e quasi impronunciabile, preparato dai frutti che le stagioni possono offrire.

Le foto e i post, se non diversamente specificato, sono state realizzate da Salvatore Calafiore e si possono trovare, insieme ad altro, su: http://salvokalat.blogspot.com/
Commenti
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Anonimo 14:15:12 20-06-2010

Pitrè? Ma quello, se non c'era, bisognava inventarlo!
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