Oltre alla conversazione delle donne, sono i sogni che trattengono il mondo nella sua orbita. Ma sono ancora i sogni che gli fanno una corona di lune, per questo il cielo è lo splendore che c'è dentro la testa degli uomini, a meno che non sia la testa degli uomini il vero e unico cielo.
Siamo in Portogallo, tra Lisbona e Mafra, ai primi del Settecento. Ci troviamo durante il regno di Giovanni V, il sovrano che, circonvenuto da un frate, ottiene dal Signore una figlia in cambio di un convento francescano. Ma i regnanti e la costruzione del convento sono sullo sfondo per tutto il romanzo, come simbolo di vanità, di ecclesiastico monito. I veri protagonisti sono invece Baltasar Mateus, il Sette-Soli, ex soldato che perse la mano sinistra in battaglia; Blimunda, poi chiamata la Sette-Lune, dotata di oscuri poteri che le permettono di vedere attraverso la materia; e padre Bartolomeu Lourenço de Gusmão, il Volatore, un prete che si abbandona al dubbio più che alla fede, uno pseudo scienziato che ha un unico scopo nella vita: vedere l'uomo volare.
In breve la trama: Baltasar conosce Blimunda e s'innamorano durante un triste auto da fé (descritto meravigliosamente). Poco dopo Baltasar, insieme a Blimunda, si lascerà convincere da Bartolomeu ad aiutarlo nel suo progetto di costruzione di un uccello meccanico in grado di volare. S'intrecciano storia e finzione, forza di desiderio e vanità tra viaggi alla ricerca di conoscenze alchemiche, volontà di condannati a morte da imprigionare in vasi di vetro, visite e musiche di Domenico Scarlatti, odori di eresia fiutati dall'Inquisizione, un breve viaggio volante su un uccello meccanico che porterà i tre a dividersi, un tragico incidente che separerà i due innamorati per nove anni, per poi ritrovarsi in un emozionante finale mentre Baltasar muore sul rogo.
Non lo scritto migliore di Saramago. Storia a tratti sonnecchiante, forse perché un po' lunga. Spiccano l'ironia sin dalle primissime battute e le fulminanti frasi a marcare l'ignoranza e la creduloneria di un tempo, spesso partorita dalla religione. Lo stile del portoghese lo conosciamo: periodi lunghissimi sempre ben orchestrati - spesso non si vede un punto in una pagina -, prosa alta e popolare insieme, ma in questo romanzo ho fatto più fatica ad addentrarmici. Curiosità: il tempo verbale è il presente, anche se non manca l'imperfetto.
Le foto e i post, se non diversamente specificato, sono state realizzate da Salvatore Calafiore e si possono trovare, insieme ad altro, su: http://salvokalat.blogspot.com/
Un grazie a tutti voi - Sinceramente un grazie a chi ha lasciato questi comme...
Interessante articolo - Ciao, sono argentino ma vivo da più di dieci anni in ...
certo era tutto ampolloso, retorico, reazionario. come no. Quando riusciret...
Grazie per il sostegno! In questo caso l'accento alla "Montalbano" è ...