27 aprile 2021
"L'oro di famiglia" di Emanuele Pisano: la necessità di preservare i ricordi
17 febbraio 2021
Dalla prospettiva a Otto e mezzo: l'arte e l'abbraccio del caos
Ordine. Forse è questo che più ci affascina in un’opera d’arte. Forse è questa la differenza tra la vita vera, quella di tutti i giorni, e un’opera d’arte: l’ordine.
9 febbraio 2021
Un'amicizia rivoluzionaria: Artemisia Gentileschi e Galileo Galilei
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La fine del 500 e gli inizi del 600 vedono a Firenze il declino dei Medici; Ferdinando II morì nel 1621 lasciando il potere nelle mani della moglie Maria Maddalena d’Austria e della madre Cristina di Lorena. La cultura aveva ormai assunto un ruolo marginale, provinciale e a Firenze sembrava essere svanita la perfezione dell’architettura e la maestria del colore. Esisteva però nella città fiorentina ancora una certa vitalità espressa nella musica e nelle Accademie.
13 novembre 2020
Perché l’arte contemporanea è divenuta incomprensibile?
9 novembre 2020
Raffaello Sanzio, instancabile amante della meraviglia
2 novembre 2020
Borat – Seguito di film cinema: La dissacrazione del mito americano
Dall’American Dream all’American Nightmare: l’ultima opera del comico americano Sacha Baron Cohen è una spietata critica ad un’America da incubo
L’attore comico Sacha Baron Cohen è ritornato, questa volta più scatenato ed irriverente che mai. In piena pandemia, durante il lockdown, riesce ad ultimare il seguito del film Borat, uscito nelle sale nel 2006.
Borat – Seguito di film cinema (il titolo poi continua con: consegna di portentosa bustarella a regime americano per beneficio di fu gloriosa nazione di Kazakistan) racconta, senza peli sulla lingua, l’altra faccia, quella più cupa e spietata, dell’America.
30 dicembre 2019
Maurizio Cattelan ovvero l’inconsistenza dell’arte contemporanea
3 dicembre 2019
Proporzioni e simboli nelle cattedrali gotiche
Le cattedrali gotiche francesi sono forse la forma più elevata di costruzione sacra in Occidente, l’alta espressione artistica e simbolica e la loro sacralità non è dettata solo da fattori estetici e costruttivi ma soprattutto dalle suggestioni emotive che si provano al loro interno. Approfondendone meglio la loro costruzione e la struttura si scopre una complessità inattesa, come la complessa interpretazione delle facciate a bassorilievo e le impressionanti proporzioni matematiche di ogni elemento architettonico. La complessità e la ricchezza di significati sono legati ovviamente alla mentalità dell’epoca, per cui la geometria, il numero e la forma trasmettevano dei significati potenti in grado di comunicare all’inconscio un messaggio religioso ma soprattutto esoterico.
3 ottobre 2019
Il Kouros ritrovato
«Le evidenze scientifiche confermano l’appartenenza dei due reperti a un'unica scultura e il loro ricongiungimento costituisce a tutti gli effetti un vero e proprio nuovo ritrovamento archeologico che arricchisce il patrimonio culturale della Sicilia.» (Sebastiano Tusa, Palermo, 11 novembre 2018).
11 maggio 2019
Jisei no ku “le ultime parole prima di morire”: intervista a Silvia Montevecchi
“Let them bloom or let them die – it’s all the same:
cherry trees on mount Yoshino” (Rekisen)
25 febbraio 2019
Boucher, David e Fragonard: la Francia del ‘700 negli sguardi dei pittori di corte
Una bolla di sapone, leggera, continua a sfidare l’aria e le sue leggi avvicinandosi il più possibile al cielo, ma più questa vi si accosta più il rischio che esploda si fa concreto: chi riuscirebbe a sentire il piccolo tonfo schiumoso di una sfera quasi inconsistente e sempre più distante dalla terra? La Francia che danza sinuosamente attraverso il XVIII secolo altro non è che l’interno di questa bolla, un intero ceto, quello nobiliare e altolocato, vive in una commistione di banalità e leggerezza; ma come tutte le bolle troppo distanti dal suolo anche questa rischia di esplodere in un tonfo che, questa volta, tutto sarebbe tranne che inascoltato.
1 novembre 2018
Il Realismo di Courbet
| G. Courbet, Funerale a Ornans, 1849 |
«Come il classicismo è la caricatura del classico il realismo è spesso il contrario del reale».
Parole sante, queste di Marcel Gromaire, perché in cosa esattamente consista il realismo nessuno lo sa. Tanto è ambigua questa etichetta che nel tempo, per specificare meglio ed evitare confusioni, il termine realismo è stato seviziato e costretto ad accoppiamenti degni delle più acrobatiche composizioni del Kamasutra. Il realismo è stato dunque: «capitalistico», «critico», «esistenziale», «espressivo», «fenomenico», «magico», «patetico», «popolare», «proletario», «prosaico», «simbolico», «sociale» e «socialista», fin nelle più note varianti di «neo», «iper» e «infra».
6 giugno 2018
Picasso al Bateau-Lavoir
17 aprile 2018
MIC Faenza: 1908-2018 tutte le ceramiche del mondo
8 aprile 2018
L’arte delle icone bizantine e le differenze con quella occidentale
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| La Vergine del Segno |
Visitando un museo o una chiesa sono stato sempre colpito dall’alterità dell’arte bizantina-ortodossa, la suggestione che ne traevo è stata sempre viziata (sono consapevole di ciò) da un inevitabile retroterra culturale: l’idea cioè che quel tipo di arte non sia da considerarsi solamente superata, ma persino poco espressiva ed emotivamente poco coinvolgente. In fondo per un italiano immerso in una tradizione dove la bellezza dei volti, la naturalezza dei visi, la verosimiglianza dei paesaggi, la precisione delle prospettive e dei colori, è parte essenziale del suo patrimonio culturale, ciò che appare artisticamente più “semplice” assume un carattere di diminutio. L’iconografia bizantina infatti esprime prevalentemente un’arte statica, ieratica, senza prospettiva o con una prospettiva diversa dal consueto, con sfondi oro e la persistenza di uno stile invariato nel tempo.
30 gennaio 2018
Woody Allen tra autobiografismo e (auto)plagio
"Dio è morto, Marx è morto e anche io non mi sento tanto bene."
«Segnali d’imperfetta morte», per dirla con le parole d’un grande scrittore, s’erano visti da tempo, per la verità, ma dopo quell’ultima testamentaria opera che racchiude tutte le ossessioni cinematografiche di Allen – autobiografismo, comicità brillante e surreale, analisi psicologica, folgoranti ‘trovate’ a servizio d’una tecnica a volte inefficace – il nostro sembra vagolare, sperduto, nella notte della senilità.
So già che state pensando a Match Point (2005), che lo stesso Allen ha definito il suo miglior film, ma si stratta di un (auto)plagio, certo non privo di geniali intuizioni, o a Vicky Cristina Barcelona (2008) che non aggiunge niente alla sua carriera, ma che s’è beccato la denuncia dello scrittore Alexis de Vilar che lo ritiene un plagio del suo Goodbye, Barcelona.
In realtà certe caratteristiche i suoi film le hanno sempre avute – e parlo anche del plagio – solo che l’icastica che allora – quando era in vita – trasbordava potente dai suoi film, rendeva queste caratteristiche dei “marchi di fabbrica”. Eccone alcuni:
20 novembre 2017
La Sicilia vista da Ferdinando Scianna e Peppino Tornatore (passando per Dolce e Gabbana)
La carriera fotografica di Ferdinando Scianna (1943) inizia nella sua Bagheria quando, appena ventenne, allestisce la prima mostra. Il tema da cui prende spunto sono le feste popolari siciliane, un argomento a cui s’ispirerà anche successivamente. Da quel momento la sua professione lo porta spesso in giro per il mondo, ma di frequente torna a lavorare nella sua terra, di cui diviene, per mezzo delle immagini, un cantore tanto da collaborare con molti noti personaggi locali e pubblicare diversi libri ad essa legati. Caso vuole che a quella prima mostra del 1963, tenuta nel circolo culturale di Bagheria, intervenga anche il già celebre scrittore Leonardo Sciascia. Quell’occasione diviene spunto per una relazione che porta l'intellettuale agrigentino di Racalmuto a scrivere i testi del primo libro del fotografo, Feste religiose in Sicilia (1965).
14 novembre 2017
Un gioiello razionalista
25 ottobre 2017
Florence Biennale: Earth
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| Padiglione Spadolini - Florence Biennale (Fortezza da Basso, Firenze) |
Nei primi giorni di ottobre ho avuto l’opportunità di visitare il Padiglione Spadolini, spazio aperto ad esperienze artistiche, facente parte del complesso della Fortezza da Basso di Firenze. Riportato ad una condizione zero, il padiglione, ha accolto artisti provenienti da oltre 70 paesi del mondo dando loro la possibilità di confrontarsi in un ciclo artistico espositivo che le opere degli stessi hanno dato vita negli ambienti del padiglione.
14 ottobre 2017
Lucio Fontana: una nuova dimensione

