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27 ottobre 2015

«…Qua è sempre meglio…»

Africa
(Foto di Ekaterina Golovko)

Une civilisation qui s'avère incapable de
résoudre les problèmes que suscite son
fonctionnement est une civilisation décadente.
Une civilisation qui choisit de fermer les
yeux à ses problèmes les plus cruciaux est
une civilisation atteinte.
Aimé Césaire

Bambini, pance gonfie, mosche, ebola, carestia, guerre civili, povertà, sottosviluppo. Giraffe, coccodrilli, zebre, leoni, tramonti, savana.
Questo è il nostro pigro pensiero dell'Africa. Tutto il resto è un buco nero.

L'Africa è un continente sconosciuto e quello che non si conosce fa paura. In questo scritto, parte di un progetto più ampio, senza fare inchieste sensazionalistiche, cerchiamo di riordinare idee tratte dalle nostre esperienze in Africa e in Italia, dagli studi esistenti e dalla letteratura.

6 luglio 2015

Alajmo - L'arte di annacarsi (audiolettura)


Con L'arte di annacarsi Roberto Alajmo ha vinto una scommessa che sembrava persa in partenza: dire (ancora) qualcosa di significativo sulla Sicilia e i siciliani. Dopo i testi di Brancati, Bufalino, Consolo e Sciascia, scrivere di Sicilia è diventato un po' come scrivere d'amore: quasi impossibile senza inciampare in imperdonabili banalità. Eppure, come abbiamo detto, con questa raccolta di testi abilmente in bilico fra aneddotica, sociologia e flolklore, Roberto Alajmo è riuscito nell'impresa, con una lingua acuta e spesso ironica, e con minore indulgenza verso i siciliani rispetto ai sui celebri precedenti.

20 maggio 2015

Le coincidenze nel terremoto del Nepal

Macerie delle torri Patan e Basantapur, a sinistra il Gaddhi Baithak

Avevo già trascorso nove giorni in Nepal visitando luoghi dal forte impatto emotivo, conoscendo persone meravigliose e lasciandomi travolgere dall'ancestrale fascino dei templi induisti e buddisti. Adesso mi restavano le ultime ore di vacanza prima di tornare in Italia col volo delle ore 17, in fondo il viaggio per me s'era mentalmente già concluso il giorno precedente, dopo aver visitato l'ultimo tempio della città e aver comprato alcuni souvenir. Per questa ragione quella mattina invece di attendere inutilmente in albergo decisi di dedicare una manciata d'ore ad un'ultima passeggiata per le vie del centro, il mio compagno di viaggio invece, avendo avuto la febbre, sarebbe rimasto in stanza sino a quando, verso le due del pomeriggio, non fossi tornato per andare in aeroporto.

8 gennaio 2015

Mickiewicz - Incertezza (audiolettura)


Adam Mickiewicz

Adam Mickiewicz (1798-1855) è uno tra i maggiori poeti polacchi, con una formazione prettamente romantica e classica. In vita subì un esilio a vita, essendo tra coloro che criticavano il dominio russo sul suolo della Polonia. Tuttavia ebbe modo di viaggiare molto a Odessa, Mosca e San Pietroburgo e di stringere amicizia anche con Puskin. Scrisse sonetti, un'opera teatrale e tradusse in polacco Petrarca e Dante Alighieri.

17 dicembre 2014

La crisi del sapere umanistico

Aldo Giannulli


In un recente articolo di Aldo Giannulli, dall'eloquente titolo La crisi del sapere umanistico, ci si interroga in merito alla regressione delle materie umanistiche nelle scuole e nelle università. L'argomento è davvero calzante essendo in diminuzione un po' in tutto l'Occidente, il peso delle materie e del sapere umanistico in generale. In Italia, come sappiamo, il fenomeno è ancor più vistoso, ma anche nel resto d'Europa il problema è piuttosto serio.

2 dicembre 2014

Eco - Il nome della rosa (audiolettura)


Umberto Eco

Pur essendo un romanzo del 1980 Il nome della rosa è da considerare un classico della letteratura, non solo per l’ambientazione storica ma per la cura certosina del linguaggio e della storia.

29 agosto 2014

Un matrimonio giapponese

matrimonio giapponese

Le differenze culturali di un paese come il Giappone (rispetto all'Italia) non possono che rendere misterioso e affascinante tutto ciò che concerne la vita e gli usi di questo popolo. La fama del Giappone risiede soprattutto in una tradizione che richiama alla mente la bellezza dei gesti e la raffinatezza di tutto ciò che oggi viene considerato uno stereotipo. Viaggiare in questo paese significa farsi carico di uno spirito di osservazione acuto, anche se non basterebbe una vita per capire i segreti di questo popolo.
Pur nella mia limitatissima conoscenza ho cercato di riportare le sensazioni e i comportamenti cui ho assistito durante un tradizionale matrimonio giapponese (era l'aprile del 2013) tra un ragazzo tedesco e una giapponese.

22 agosto 2014

Lagerkvist - Dikter (audiolettura)


Pär Lagerkvist

In quella linea invisibile che divide i due secoli, quello prebellico e l'illusione della quiete perenne, e quello postbellico ovvero lo scontro dell'uomo contro l'idea realissima di un male violento in cui ogni generazione può piombare, in questa contrapposizione di idee e di risvolti storici, non poche sono le voci di coloro che hanno presentito il terrore, il male esistenziale. Tra questi va annoverato il nome del Premio Nobel svedese del 1951: Pär Lagerkvist. La lirica scandinava del Novecento è ben rappresentata dal poeta influenzato da Strindberg, la cui grandezza lui stesso innalza dinanzi all'altro genio scandinavo Ibsen. Nelle Dikter (trad. it. Poesie) di Lagerkvist due sono gli elementi di attrazione: la natura e l'essenza dell'uomo intesa come ricerca del male e del bene, dell'ordine e del Kaos (Caos è il titolo di un dramma di Lagerkvist del 1919). L'inferno sulla terra, questa terra che noi abitiamo, recita una poesia del poeta, è la parte di un tutto che va osservato, indagato fino a scoprire che, seguendo il modello nietzscheano dell'eterno ritorno dell'uguale, tutto torna indietro mentre la vita va avanti. Il disordine, il terrore e la spinta, il fervore degli uomini ricalca la stessa "febbre", lo stesso "fervore" religioso del Medioevo, come intende sottolineare Giacomo Oreglia, uno dei maggiori conoscitori del poeta scandinavo, riprendendo un passo da Modern Teater di Lagerkvist. Ma l'uomo post medioevo non è più rassicurato dall'immagine di un Dio (Den Gud som inte finns, tr. it. Il dio che non esiste), a lui resta solo la natura e con essa lui si identifica: la sera, le nubi, la stella e la via lattea, sono solo alcuni dei temi presenti nelle Dikter.

16 maggio 2014

Dalla parte di Swann - Marcel Proust

Marcel Proust

A lungo, mi sono coricato di buonora. Qualche volta, appena spenta la candela, gli occhi mi si chiudevano così in fretta che non avevo il tempo di dire a me stesso: «mi addormento». E, mezz'ora più tardi, il pensiero che era tempo di cercar sonno mi svegliava; volevo posare il libro che credevo di avere ancora fra le mani, e soffiare sul lume; mentre dormivo non avevo smesso di riflettere sulle cose che poco prima stavo leggendo, ma le riflessioni avevano preso una piega un po' particolare; mi sembrava d'essere io stesso quello di cui il libro si occupava: una chiesa, un quartetto, la rivalità di Francesco I e Carlo V. Questa convinzione sopravviveva per qualche secondo al mio risveglio; non scombussolata la mia ragione, ma premeva come un guscio sopra i miei occhi impedendogli di rendersi conto che la candela non era più accesa. Poi cominciava a diventarmi incomprensibile, come i pensieri di un'esistenza anteriore dopo la metempsicosi; l'argomento del libro si staccava da me, ero libero di pensarci o non pensarci; immediatamente recuperavo la vista e mi sbalordiva trovarmi circondato da un'oscurità che era dolce e riposante per i miei occhi ma più ancora, forse, nella mia mente, alla quale essa appariva come una cosa immotivata, inspiegabile, come qualcosa di veramente oscuro. Mi chiedevo che ora potesse essere; sentivo il fischio dei treni che, più o meno da lontano, come il canto di un uccello in una foresta, dava risalto alle distanze, descrivendomi la distesa della campagna deserta dove il viaggiatore si affretta verso la stazione più vicina, e il sentiero che percorre è destinato ad essere impresso nel suo ricordo dall'eccitazione che gli viene da luoghi nuovi e gesti non abituali, dai discorsi e dagli addii scambiati poco fa sotto una lampada straniera e che ancora lo seguono nel silenzio della notte, dalla dolcezza che si approssima del ritorno.

20 aprile 2014

Il silenzio delle cose




Madida di fumo
è la notte
con le sue onde
di buio,
sulle case cadono,
disfatte, le ore
ciascuna
col suo circolo vizioso.
Tu giaci nel riposo,
in un tramonto
di ciglia flebili
socchiuse,
e lampeggi nel tuo fioco
sogno che ti chiuse e ti piace
e d'intorno...
il silenzio delle cose.

23 marzo 2014

Queneau - Esercizi di stile (audiolettura)


Raymond Queneau

Immaginate un episodio raccontato dalla prospettiva di un narratore. Poi immaginate di leggere lo stesso episodio secondo stili diversi: metaforicamente, al passato prossimo o al presente, ampolloso o in rime, telegrafico o in latino. Esercizi di Stile di Raymond Queneau sono ciò che si professa, un mero esercizio di stile che mette in mostra le qualità letterarie dell’autore. La lettura quindi è come un gioco che si perpetua attraverso gli stili con cui sono sviluppati i diversi esercizi.

26 febbraio 2014

Il principe - Niccolò Machiavelli



Tutti gli stati, tutti e' dominii che hanno avuto e hanno imperio sopra gli uomini, sono stati e sono o repubbliche o principati. E' principati sono: o ereditarii, de' quali el sangue del loro signore ne sia suto lungo tempo principe, o e' sono nuovi. E' nuovi, o sono nuovi tutti, come fu Milano a Francesco Sforza, o sono come membri aggiunti allo stato ereditario del principe che li acquista, come è el regno di Napoli al re di Spagna. Sono questi dominii così acquistati, o consueti a vivere sotto uno principe, o usi ad essere liberi; e acquistonsi o con le armi d'altri o con le proprie, o per fortuna o per virtù.

Il titolo originale è, in latino, De Principatibus (secondo l'uso, tipico del Machiavelli, di intitolare latinamente i suoi libri) ma fu italianizzato già nelle prime edizioni del 1532. Per quanto riguarda la data di composizione, la tesi più accettabile è quella avanzata da F. Chabod e in genere dai più recenti studiosi italiani, secondo cui Il Principe sarebbe stato scritto di getto, nel giro di quattro o cinque mesi, nel secondo semestre del 1513 [...] Le concezioni politiche del Principe nascono da una posizione naturalistica tipicamente rinascimentale, cioè dall'idea che gli uomini sono un puro fenomeno di natura, (di qui i frequenti riferimenti al mondo animale) non soggetti a mutamenti sostanziali, nonostante il variare dei costumi e delle situazioni storiche. Se dunque gli uomini sono sempre gli stessi e se i fatti del mondo sono determinati dagli uomini, è evidente che si possono dedurre le leggi eterne che governano la storia ed elaborare una scienza politica universalmente valida.

Il testo è tratto dal blog di Emiliano E Zammitti Via degl'incipit

16 febbraio 2014

Il pioggiante



Piove, dunque non posso andare via da qui; dunque cade acqua dal cielo e nubi basse oscurano l’orizzonte; dunque non c’è il sole, non c’è la luce e le strade sono bagnate: non posso uscire; e se non posso uscire, allora devo restare a casa e badare a me stesso: sì devo badare a me stesso, a me stesso! Ma come devo fare? Come devo fare allora se non posso uscire? Le strade si bagnano e l’acqua si accumula ai bordi in pozzanghere di sporco... Allora tutto si sporca, tutto si bagna e io non posso uscire. Devo stare dentro a guardare la pioggia cadere? E che significa che la pioggia cade? Che significa dunque? …Sciocco! Come sono sciocco! La pioggia è la pioggia, che discorsi faccio? Se cade vuol dire che deve cadere, che Dio ha deciso che oggi deve cadere la pioggia e bagnare le strade! La pioggia è normale… come sono stato sciocco a credere diversamente! La pioggia è un fenomeno d’instabilità termobarica del tempo meteorologico, dunque un fenomeno fisico. S’addensano nubi e il contatto dei fronti termobarici ne favorisce il fenomeno. La pioggia è normale, non mi devo preoccupare, foss’anche l’attribuzione di un significato metaspirituale che lo sragionare dei sensi mi porta ad attribuire. La pioggia è la pioggia, con tutte le conseguenze, le citazioni e i tempi verbali in atto: piove, sta piovendo, ha piovuto e pioverà, e se voglio aggiungo piovendo e piovente: in ciò il participio assomiglia a spiovente, proprio come i tetti delle case. Ma non sarà allora che le case sono a spiovente per la pioggia? Probabile, davvero probabile… ma io sto supponendo troppe cose, troppe attribuzioni per un fenomeno meteorologico e non metaspirituale. La pioggia è pioggia e la devo accettare come tale. Dunque resterò fermo, seduto e immobile aspettando che termini e che esca il sole. E se non ci sarà il sole basterà che non piova più per poter uscire. Le strade saranno bagnate ormai e io posso uscire solo dopo la fine della pioggia… resto immobile a guardare, guardare dalla finestra le gocce bagnare i vetri.