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17 maggio 2011

Eros e Priapo - Carlo Emilio Gadda (Saggio - 1967)

Eros e Priapo
La carenza di facoltà critiche, l'assoluta incapacità di documentarsi criticamente, che è propria di certe donne oltreché di moltissimi uomini, lasciò aperto il ricettacolo delle loro psico-fiche riceventi. La dedizione minorile al super-maschio, al padre, al padrone, accolse e introitò il dogma. Il dogma fallico ossia il fallo dogmatico pervenne a depositare nell'utero di talune poverine lo scodinzolante zoo, il germe della certezza canonica.
Lo spietato pastiche, nei contenuti antifascista, antimussoliniano in particolare ('Poffarbacco', 'Bombetta', 'Istrione millantatore', 'Kuce', 'Somaro', 'mentecatto', sono solo alcuni degli appellativi usati per invocare Mussolini), esalta la rabbia dello scrittore milanese che vide nel ventennio il disfacimento dell’Italia. Per Gadda quei ventuno anni furono l'estrinsecazione di un impulso erotico e di un’ignoranza dovute all'assenza del Logos, della ragione. Non mi sembra un caso che nel testo si trovino innumerevoli citazioni letterarie, storiche, filosofiche; hanno di certo lo scopo di marcare la differenza tra la possibilità di critica del Logos contro la meschina riverenza e volgarità dell'Eros e di Priapo, soprattutto. La visione gaddiana del sesso però non è bigotta. L’Eros delineato e caratteristico del duce agisce da solo, istintivamente, e senza Logos non può che portare alla rovina. Un libro epicureo quindi, contro gli eccessi.

12 maggio 2011

H. P. Lovecraft - Michel Houellebecq (Saggio - 1991)

Lovecraft


Fatto tanto più sorprendente in quanto Lovecraft è stato per tutta la vita il prototipo del gentiluomo discreto, riservato e ammodo. [...] Nessuno l'ha mai visto andare in collera; né piangere, né ridere. Una vita ridotta al minimo, da cui ogni forza vitale è stata drenata verso la letteratura e il sogno. Una vita esemplare.
Biografia disordinata, senza un ordine cronologico; saggio istintivo che sfocia in un omaggio quasi romanzato; alle volte analisi del testo; seppur misero di divertenti aneddoti e curiosità, resta un saggio affascinante e avvincente. La vita, come l'opera, dello scrittore di Providence è intrigante, oscura, intensamente ostile verso la vita. E questi elementi sono tutti descritti sapientemente da Houellebecq. Di quest’ultimo emerge soprattutto la passione verso lo scrittore americano, che però è mantenuta nei limiti della ragione e della lucidità. Il libro è quindi il resoconto di un incontro, l'incontro della scoperta e del successivo spiazzamento che la lettura dei racconti di Lovecraft è in grado di suscitare. È meritevole di attenzione che, sebbene follemente appassionato, Houellebecq non si astenga dal criticare, dove e se è possibile, il grande scrittore americano.

22 aprile 2011

François le Champi - George Sand (Romanzo - 1848)

François le Champi - George Sand


E quando fu tutto solo cominciò a tremare e a soffocare come se avesse avuto la febbre. In realtà non fu ammalato che d'amore, poiché per la prima volta si sentiva ardere da una grande fiammata, avendola covata tutta la vita sotto la cenere.
Appartenente al ciclo dei "romanzi campestri" - storie che raccontano un ritorno rousseano alla genuinità, all'uomo non macchiato dal progresso e dalla società -, Francois le Champi è un romanzo mediocre, come non ne leggevo da tanto tempo.

12 aprile 2011

Diario di scuola - Daniel Pennac (Autobiografia - 2007)

diario di scuola


Il sapere è anzitutto carnale. Le nostre orecchie e i nostri occhi lo captano, la nostra bocca lo trasmette. Certo, ci viene dai libri, ma i libri escono da noi. Fa rumore, un pensiero, e il piacere di leggere è un retaggio del bisogno di dire.
Un ormai maturo Pennac, già scrittore famoso nel mondo, già professore di lingua in pensione, ricorda la madre e una certa indisponenza di questa verso le difficoltà scolastiche del figlio. Problematicità serie però; lo scrittore francese si può definire (e si definisce) studente somaro, uno di quelli che non riescono in nulla e non capiscono nulla. Il libro ci appare una confessione quindi, la confessione di chi però, attraverso le fatiche dello studio e l’aiuto di pochi ma fondamentali insegnanti, ce l'ha fatta. È riuscito a essere qualcuno, a capire – ma senza supponenza - come ci si dovrebbe muovere tra gli studenti ‘somari’.

29 marzo 2011

Aurora - Friedrich Nietzsche (Aforismi e pensieri - 1881)


Aurora - Friedrich Nietzsche

E dietro questa vera follia, non sta anche il più immodesto di tutti i riposti pensieri, quello di essere noi stessi il principio del bene, poiché è alla nostra stregua che si misura bene e male?
Sapere, sviscerare fin dentro le ossa, penetrare con passione nella parola, nella scienza, per smantellare pregiudizi morali, religiosi, mondani; per cogliere i chicchi d'uva, pure quelli amari, della verità. In ciò consiste, in estrema sintesi, lo scopo del filosofo: un uomo solo, con un’ombra poco silenziosa, un dostoevskiano uomo del sottosuolo che scava e, nel sotterrarsi, demolisce quella fede che filosofi e teologi hanno calato nella morale, nell'idea insana del bene e del male. Pensieri sui pregiudizi morali recita il sottotitolo: occorre compiere una rivoluzione, un ribaltamento, sicuro e tracotante, per porre fine alla notte e inaugurare così l'alba di una nuova età, da accettare, da condividere nella sua pienezza. Pregiudizi morali che hanno la loro origine nel divieto e nel comando del passato, dell'educazione, della tradizione; un Super-io ante litteram dunque. Naturalmente, per vedere l'alba di una nuova era, è necessario distruggere le tenebre costruite sulle menzogne e sulle superstizioni. Per farlo, per distruggere questo buio, questo cielo di novilunio e insieme nuvoloso, bisogna smascherare, e poi uccidere, il colpevole: il secolare e nefasto insegnamento cristiano.

14 febbraio 2011

L'ultimo quaderno - José Saramago (Saggi - 2010)

l'ultimo quaderno saramago


Vorrei pensare che la fine di Berlusconi si avvicina. Ma per questo bisognerà che l'elettorato italiano esca dalla sua apatia, sia essa involontaria o complice, e riprenda la frase di Cicerone che ho ricordato giorni fa. Che dicano una volta e si senta in tutto il mondo: 'Troppo hai abusato di noi, Berlusconi, la porta è quella, sparisci'. E se sarà la porta della prigione, allora potremo dire che giustizia sarà stata fatta. Finalmente.
Dal marzo al novembre 2009, il grande scrittore portoghese da poco scomparso scrisse su un blog (sic) di tutto ciò che quotidianamente lo pressava intellettualmente. Dalla politica all'economia, dalla storia alla filosofia, dall'attualità alla scienza, dalla biografia all'autobiografia. In questo volume sono raccolte quelle pagine tanto acute quanto profetiche, in una collezione di speranza, di filantropia seppur nella crudele analisi che contraddistingue il pensiero dell’autore di “Caino”. I testi sono concisi, diretti, alcuni furiosi, senza orpelli particolari però (anche se di sovente il gioco retorico si affaccia burlante). Alle volte il tocco elegante e la sintassi straordinaria di Saramago esplodono, mentre il tono degli scritti, spesso polemico, è scevro di fiocchi e merletti. Di facile lettura quindi, gli articoli sono brevissimi e ciò rende la lettura veloce e godibilissima. Non mancano, ma non ci meravigliamo, le astuzie dell'ironia contro le superstizioni e le religioni (in particolare quella cattolica).

13 gennaio 2011

Il bagno di Diana - Pierre Klossowski (Saggio - 1956)

Il bagno di Diana


Volendosi riposare dalla corsa, vuol vedersi mentre riposa immersa nell'onda, ma resta nondimeno aggressiva. È per uccidere che accetta di essere vista, ma nell'uccidere si concede. Ucciderà se uno sguardo la insozza, ma esalterà colui che, morente, l'avrà scorta.
La storia di Diana e Atteone è solo il pretesto per lo scrittore francese di origine polacca di esaltare la bellezza del gioco della sensualità. Viene alla luce così una nuova mitologia la cui pretesa consiste nel svelare le spiegazioni più scabrose, le interpretazioni meno ovvie e accettate. Nell'assenza di pudicizia, sia nel mito sia nei commenti, nondimeno ci si accorge di quanta ipocrisia ci sia stata nel definire alcuni miti. L'istinto, la sensualità, il dionisiaco (ricorda Nietzsche...), la bramosia dei sensi sono stati, quasi da sempre, concepiti come mostruosi e di sicura perdizione per l'uomo. Nelle pagine di Klossowski non è così. C'è sempre un che di pensato, un che di voluto; un desiderio non represso ma giustificato e assennato.

31 dicembre 2010

Dialogo tra un filosofo, un giudeo e un cristiano - Pietro Abelardo (Saggio - 1140)

Dialogo tra un filosofo, un giudeo e un cristiano


Non, come credono i più, con il piacere vergognoso e disonesto, pieno di lusinghe, della sensualità, ma con una certa tranquillità interiore dell'anima, per la quale essa rimane serena nelle circostanze felici e in quelle avverse, paga dei propri beni, senza alcun rimorso di peccato che possa tormentarla.
Al chiaro del lumicino della solitudine, il filosofo francese, in un sogno (artificio tipicamente medievale), è chiamato a giudice da tre personaggi, differenti e apparentemente molto lontani tra loro, per considerare la superiorità di una o di un'altra religione. Questi personaggi, come recita il titolo, sono un filosofo pagano, il quale non riconosce alcuna rivelazione scritta; un giudeo, di cui si apprezza la chiusura e la cocciutaggine; e un cristiano, dietro cui si vela lo stesso Abelardo. Siamo ben lontani dalla presenza tra essi di uno scettico autentico, e meno che mai di un ateo; tutti e tre, infatti, credono e venerano un unico Dio. Ciò non toglie originalità al libro.

15 dicembre 2010

Lettere d'amore alla nipote - Voltaire (Lettere - 1740 - 1750)

lettere d'amore alla nipote


Mi vergogno un po', alla mia età, di lasciare la filosofia e la mia solitudine per diventare il buffone del re; ma sembra ci fosse gran folla che ambiva essere rivestita di questa grande dignità, e mi è stato fatto l'onore di darmi la preferenza.
Impreziosite d’ironia, di tenerezza, di apprensione, le lettere di Voltaire a Marie-Louise, vedova Denis, sua nipote, tratteggiano un Voltaire a tratti tediato dalla mediocrità, a tratti affettuoso, a tratti ambiguo nei confronti dei potenti, combattuto tra il suo volere essere filosofo solitario e il suo desiderio di pavoneggiarsi innanzi a loro.

1 dicembre 2010

La persuasione e la rettorica - Carlo Michelstaedter (Saggio - 1913)

La persuasione e la rettorica


Così l'uomo nella via della persuasione mantiene in ogni punto l'equilibrio della sua persona; egli non si dibatte, non ha incertezze, stanchezze, se non teme mai il dolore ma ne ha preso onestamente la persona. "Egli lo vive in ogni punto".
Particolarissima tesi di laurea di un giovane ventitreenne, il quale, dopo averla conclusa, si tolse drammaticamente la vita. E, forse, si potrebbe pensare che le speculazioni sull’argomento della tesi non siano del tutto estranee alla sua scelta di morte…

Con uno stile ampolloso, carico di entusiasmo giovanile, dove abbondano i richiami e le citazioni in greco, e i periodi hanno le vesti delle sentenze (sono aforistici il più delle volte e nella loro categoricità e assolutezza possono non essere apprezzabili...), questo libro non è di certo una tesi di laurea! I toni sono accesi, vivaci, sentiti, retorici.

21 novembre 2010

Pasto nudo - William Seward Burroughs (Romanzo - 1959)

pasto nudo


Se ne stava lì nell'ombra dell'aula del tribunale, la faccia come una pellicola strappata, stravolta dalla voglia e dalla fame di organi larvali che brulicano nell'incerta carne ectoplasmatica del tossico (dieci giorni al fresco all'epoca della Prima Udienza), carne che svanisce al primo tocco silenzioso della droga.
Frammenti di ricordi, di resoconti deformati dalle droghe, di personaggi immaginari e sfuggenti, si condensano nelle pagine senza perno di questo romanzo-cronaca delle allucinazioni di uno scrittore americano che, nelle droghe, ha cercato il senso della sua esistenza. Un senso che però non ha gravità alcuna (sebbene la "normalità" non ne abbia allo stesso modo; ma questo è un altro problema...), che precipita verso i baratri dell'assurdità, dell'apatia, dell'autodistruzione.


3 novembre 2010

La vita è sogno - Pedro Calderon de la Barca (Teatro - 1635)

la vita è sogno
Io voglio sapere, oh Cielo, dato che mi tratti in questo modo, che delitto ho commesso contro di te nascendo; anche se comprendo quale reato ho commesso, già solo con la mia nascita. Visto che il più grande crimine dell'uomo è nascere, la tua giustizia e la tua severità hanno avuto un motivo sufficiente.
Conquista di sé, precarietà dei beni materiali, illusione del reale, impegno morale (di matrice cattolica), libero arbitrio sono i temi principali di questo classico del teatro spagnolo e mondiale. Nonostante i frequenti momenti ilari e spassosi, si avverte un onnipresente pessimismo, i cui strali si dirigono verso la miseria della vita. L'impalcatura filosofica della storia (perché, è bene sottolinearlo, le intenzioni dell’autore sono filosofiche) si regge sui terreni molli della religione. Eppure lo spagnolo ne avverte tutta la precarietà e si dimena tra contraddizioni e ambiguità, cercando di tenere l’opera su un piano il più coerentemente possibile.

27 ottobre 2010

Il disagio della civiltà - Sigmund Freud (Saggio - 1930)

Il disagio della civiltà

Quando il credente si trova da ultimo costretto a parlare del 'decreto imperscrutabile' di Dio, confessa con ciò che gli è rimasta, come ultima possibilità di consolazione e fonte di piacere nella sofferenza, la sottomissione incondizionata.
Nato dalla spinta delle osservazioni di Romain Rolland su L'avvenire di un'illusione, questo saggio riprende le indagini sulla religione che avevano caratterizzato lo studio del 1927, per poi cimentarsi nell’analisi dell’origine dei disagi psichici nella società civile. Ed è appunto cominciando lo studio del problema del perché quel sentimento dell'assoluto, del tutto, dell'unità che tutti possiedono, e che è all'origine dell'energia religiosa (alla domanda Freud risponde facilmente che non tutti avvertono quel sentimento…), il padre della psicanalisi si spinge fino a descrivere il malessere, il violento conflitto interiore che è connaturato nell'uomo civile.

19 ottobre 2010

Le saggezze antiche - Michel Onfray (Saggio - 2006)

Le saggezze antiche


La disperazione capita se abbiamo sperato, il disinganno sorge perché abbiamo atteso; lezione di saggezza: non sperare, non attendere, accontentarsi... Ogni filosofia edonistica invita a concentrarsi solo sulla modalità presente del tempo: invita a non lasciare alla nostalgia o alla proiezione nel futuro alcun potere su di sé.
Primo volume della celebre Controstoria della filosofia, il manuale di Onfray affronta, in prospettiva laica, materialista e atea, la storia della filosofia antica fino ai filosofi edonisti dell'antica Roma.

29 settembre 2010

La rivoluzione copernicana - Thomas S. Kuhn (Saggio - 1957)

la rivoluzione copernicana


Che conosciamo o meno le loro teorie, siamo intellettualmente gli eredi di uomini come Copernico e Darwin. I processi fondamentali del nostro pensiero hanno da loro ricevuto nuova forma, proprio come il pensiero dei nostri figli e nipoti sarà stato riplasmato dall'opera di Einstein e di Freud.

27 agosto 2010

L'inconveniente di essere nati - Emile Michel Cioran (Aforismi - 1973)

L'inconveniente di essere nati


Non ho ucciso nessuno, ho fatto di più: ho ucciso il Possibile e, proprio come Macbeth, ciò di cui ho più bisogno è pregare, ma, proprio come lui, non posso dire 'Amen'.
Pensieri notturni, frutti d'insonnie e di incubi angoscianti, gli aforismi di Cioran, scrittore e filosofo profondo e pregevole, denunciano l'insensatezza dell'esistenza con il rigore maniacale dell'estremo pessimismo. L'avversione verso tutto, verso soprattutto l'inutilità, è l'ovvia repulsione verso la vita dell'uomo. L'uomo, infatti, è per il filosofo apolide l'emblema dell'inconcludenza estrema, del non senso. Ma anche Cioran stesso è uomo, e anche lui, in una confessione violenta e drammatica, è vittima dei suoi stessi strali.

29 luglio 2010

Il fiele ibleo - Gesualdo Bufalino (Saggio - 1995)

il fiele ibleo bufalino

Si sa quanto sia difficile, di una donna, intendere i lineamenti segreti, i crocicchi dei nervi, le maree degli umori, le impronte digitali dell'anima. E quanto sia ancora più difficile penetrarne veramente il corpo, al di là d'una effimera presunzione di possesso carnale. Lo stesso accade con la donna Sicilia, volta a volta una medusa che impietra e una 'Mater dolorosa' trafitta al cuore da sette pugnali. Forse così converrebbe che un pittore la ritraesse: una Madonna Erinni, con un'aureola sul capo e, sotto la cuffia azzurra, cento viperette nascoste...
Della Sicilia e dei siciliani non mancano meravigliose descrizioni, profonde analisi sociali, coraggiosi affronti e contraddittori spergiuri. C'è chi li ha amati, chi invece li ha odiati, chi li ha fraintesi (li giustifichiamo però, l’incoerenza è nel carattere stesso della Sicilia). Eppure, in questo assedio d’emozioni, difficilmente si è riuscito a carpire un senso univoco (che non c'è, lo sappiamo tutti) dell'isola e dei suoi isolani. Forestieri o isolani che siano, nei loro occhi ingannati dalla natura selvaggia e atroce della luce, trovare il momento di sintesi è tutt'altro che facile. Lo abbiamo scritto poche righe sopra: la Sicilia è terra di contraddizioni, di antitesi, di ossimori; è questo il senso... Sempre uguale e sempre diversa, affabile e scontrosa a un tempo, virtuosa e insieme viziosa, blasfema e religiosissima, feroce e misericordiosa...

4 luglio 2010

Giulia o la nuova Eloisa - Jean-Jacques Rousseau (Romanzo - 1761)


Giulia o la nuova Eloisia Rousseau

L'unico mezzo sarebbe di spartire tutta la propria vita in due grandi porzioni, l'una per vedere l'altra per riflettere; ma anche questo è pressoché impossibile, perché la ragione non è un mobile che si possa lasciare e riprendere a piacimento, e se uno è riuscito a viver dieci anni senza pensare non penserà mai più.
Quanto obsoleto conservatorismo.
In questo romanzo epistolare - filosofico, i valori propugnati da Giulia - Rousseau sono i valori borghesi tutt'oggi dominanti e ipocritamente celebrati. Eppure, anche se Rousseau non se n’è accorto, sono valori emendati, lo sanno tutti, da quel vizio tanto deprecato ma la cui necessità regola e armonizza la convivenza tra gli uomini. Ma questo è un altro discorso…

18 giugno 2010

Feste popolari siciliane - Giuseppe Pitrè (Saggio - 1881)

feste popolari siciliane
Un braccio sulla schiena ed uno in alto (imitazione della figura del santo allorché fu frecciato) urlando viva san Bastiano! ad ogni gomito di strada, fermavansi appena, dopo due, tre chilometri di corsa, per bere in fretta un sorso di vino che i pietosi amministratori facevan distribuire sulle entrate della festa; e poi correvano, correvano, ansanti, trafelati, inebriati men dalla stanchezza e dal vino che dal loro fanatismo. Dieci o dodici chilometri di corsa per arrivare a Melilli!
Con uno stile antico e affascinante, lo studioso palermitano ci conduce verso i colori, gli odori e i gusti delle più importanti feste siciliane dell'anno. Si ripercorre l'intero calendario, le quattro stagioni, e con esse si possono rivisitare e avvertire i cambiamenti che il diverso clima impone alla natura, spesso semplice e povera come quella siciliana. E' un libro di poesia e immaginazione, di immagini vecchie e lontane simili ai quadri di un Poussin o di un Lorrain, oramai sopravvissuti solo nel nostro animo di fanciulli incantati dalla notte e dai ricordi. Molte feste e usanze descritte dal "demopsicologo" sono scomparse, altre resistono agonizzanti, ed è inevitabile che prima o poi scompariranno anch'esse. Da qui un forte, ma non troppo, senso di nostalgia e di rammarico verso la lentezza e la semplicità che certe tradizioni, certe superstizioni, suscitavano nelle menti di uomini e donne invasati di miti e credenze religiose.

29 maggio 2010

Dialoghi sulla religione naturale - David Hume (Saggio - 1779)

Dialoghi sulla religione naturale - David Hume
Le vecchie domande di Epicuro sono ancora senza risposta. Vuole   prevenire il male, ma non ne è capace? Allora è impotente. Ne è capace ma non vuole? Allora è malvagia. Ne è capace e lo vuole? E allora da dove proviene il male?
I "Dialoghi", con estrema lucidità e impetuosità, profanano quanto di più certo potesse esserci nella mente degli uomini: l'esistenza di Dio. Infatti, il tema essenziale di questa accesa e tesa conversazione tra diversi attori è che non può essere dimostrata, né a priori né a posteriori, l'esistenza di un Essere sommo, per alcuni necessario.