11 dicembre 2008

Tra arte e astronomia: le stelle di Van Gogh



«...guardare le stelle mi fa sempre sognare, così come lo fanno i puntini neri che rappresentano le città e i villaggi su una cartina. Perché, mi chiedo, i puntini luminosi del cielo non possono essere accessibili come quelli sulla cartina della Francia?»con queste parole Vincent Van Gogh si rivolgeva al fratello Theo in una delle lettere; i “puntini luminosi” che il pittore vorrebbe ancor più accessibili, sono il trait d’union tra il passato e il presente, tra i desideri di un artista e un’affascinante ricerca scientifica…


Nel 1888 il pittore olandese si trovava nella città di Arles, dove a breve avrebbe incontrato Paul Gauguin. Tra le sponde del fiume Rodano scoprì un punto adatto per rappresentare un soggetto: Notte stellata sul Rodano. Felice d’aver iniziato un nuovo lavoro scrive: «Sto lavorando [...] a uno studio del Rodano, della città illuminata dai lampioni a gas riflessi nel fiume blu. In alto il cielo stellato con il Gran Carro, un luccichìo di rosa e verde sul campo blu cobalto del cielo stellato, laddove le luci della città e i suoi crudeli riflessi sono oro rosso e verde bronzeo...» Recentemente l'astronomo italiano Gianluca Masi, ha eseguito uno studio accurato che gli ha permesso di ricostruire l’orario e la data (quest’ultima ancora troppo incerta) dell’esecuzione dell’opera. Grazie all’Orsa Maggiore, rappresentata sopra le luci della città, Masi ha scoperto che nel dipinto la costellazione appare deformata: questo dettaglio infatti fa supporre una pausa di almeno quaranta minuti nell’esecuzione dell’opera, essendo il cielo notturno mutato col trascorrere del tempo; il pittore probabilmente s’era dedicato ad altro, per poi riprendere il lavoro e fissare “erroneamente” le rimanenti stelle in una posizione diversa. Egli ha quindi stimato l’esecuzione del quadro in una notte compresa tra il 20 e il 30 settembre 1888 alle ore 22;30. A questo dettaglio si aggiunge anche la scoperta di una licenza, quella d’aver raffigurato la costellazione in un punto diverso da quello reale, cioè in direzione sud-ovest piuttosto che a nord.
La notte stellata sul Rodano il 25 settembre 1888 alle ore 22;30

L'anno dopo Van Gogh si trova a Saint-Rémy-de-Provence, sempre nel sud della Francia. Ricoveratosi volontariamente presso una clinica psichiatrica dipinge uno dei suoi quadri più famosi ossia Notte stellata, dove immortalerà Saint-Rémy e le Alpilles sullo sfondo; il cielo è rappresentato con vorticosi movimenti di colore: forse un omaggio alla galassia Vortice M51 disegnata da Lord Rosse nel 1845 col telescopio più grande dell’epoca? In merito all’esecuzione del quadro poi il pittore scrive: «…come se il cielo, passando attraverso i suoi gialli e i suoi azzurri, diventasse un irradiarsi di luci in moto per incutere un timor panico agli umani che sentono il mistero della natura.» Tra i gialli e gli azzurri del firmamento s’identifica facilmente la luna all’ultimo quarto, una stella bianca vicino l’albero in primo piano (Venere) e la costellazione dei pesci. Grazie ad un software astronomico è stata identificata la data di esecuzione dell’opera nelle ore che precedono l’alba del 23 maggio 1889, difatti se si confronta la disposizione dei corpi celesti, la fase e l’altezza della luna ci si accorge che il cielo è il medesimo.

Confronto tra la Notte stellata e l'alba del 23 maggio 1889

Con lo stesso principio lo staff texano di Donald Olson alcuni anni fa ha studiato il quadro Luna che sorge. In esso la campagna di Saint-Rémy appare in primo piano, e nello sfondo la luna piena che sorge sulle Alpilles. La posizione della luna ha fatto dedurre due date di esecuzione: il 16 maggio e il 13 luglio. Olson ha dedotto dai covoni di grano rappresentati nel quadro che la seconda data era quella più certa: l’opera infatti è stata rappresentata alle ore 21;08 del 13 luglio 1889.


La Luna che sorge e il cielo del 13 luglio 1889 alle ore 21;08
In Strada con cipressi e cielo stellato Van Gogh ha dipinto un allineamento di pianeti identificato nel 1988 da sempre da Donald Olson. Nel cielo si staglia un cipresso e per sfondo appaiono due puntini luminosi in compagnia della Luna. Egli è riuscito a identificare i pianeti Mercurio e Venere ben visibili al tramonto in quel periodo; ciò che il pittore ha rappresentato, quindi, è una congiunzione di pianeti avvenuta il 20 aprile 1890 tra le 19 e le 20 di sera.


La Strada con cipressi e cielo stellato e il tramonto del 20 aprile 1890

La composizione fu una delle ultime eseguite a Saint Remy, poiché un mese dopo egli si sarebbe trasferito a Auvers-sur-Oise a trenta chilometri da Parigi. Qui dipinse una casa Bianca che ha destato ancora una volta l’attenzione dello staff di Olson. Su quest’opera Van Gogh scrive: «…una casa bianca nella vegetazione con una stella nel cielo notturno e una luce arancione sulle finestre [...] e una nota di tetro rosa.» Questo dipinto infatti si chiama Casa bianca di notte, ove domina in alto la luce di Venere che ha permesso a Olson di datare l’opera il 16 giugno 1890 ore 20, ossia sei settimane prima del suicidio dell'artista olandese.

La Casa bianca di notte e il cielo al tramonto del 16 giugno 1890

Queste scoperte avvenute un secolo dopo la sua morte hanno indubbiamente svelato l'istante temporale di alcune opere, nonché il valore di una tonalità, di un segno grafico o di un contrasto di colore; tuttavia non saremo mai in grado di svelare la ragione che spingeva Van Gogh a rappresentare su tela quei "puntini luminosi"  incisi, appunto, come su di una cartina geografica in cielo.


Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...