1 agosto 2026
La peccatrice: tra finzione e vero storico, il destino di una sventurata
29 luglio 2026
NATO, Gladio e le stragi: il dubbio che attraversa la Repubblica
Esistono domande che la storia non riesce a chiudere, non perché manchino i documenti, ma perché i documenti, talvolta, sembrano aprire abissi più profondi delle risposte. Ferdinando Imposimato, magistrato abituato a muoversi tra terrorismo, criminalità organizzata e apparati dello Stato, ha lasciato una tesi destinata a disturbare la coscienza repubblicana: dietro alcune delle grandi stragi italiane non vi sarebbe soltanto la mano esecutiva dell’eversione nera o della mafia, ma l’ombra di un sistema più vasto, interno alla logica della Guerra fredda, capace di proteggere, orientare e forse utilizzare quelle forze.
27 luglio 2026
Antonio Fontanesi conquista il Giappone: oltre 200 opere in una grande mostra tra Kyoto, Tokyo e Nagoya
23 luglio 2026
20 luglio 2026
Vai all'inferno, Dante! Che storia...
L’ho trovato. Per caso, sul Kindle… Mai visto, mai sentito. Il titolo mi incuriosisce: Vai all’inferno, Dante! Sempre a caccia di nuovi libri adatti ai miei ragazzi, che infiammino la loro voglia di leggere (che disperazione fare la prof. di Lettere nel 2026…quando Instagram e TikTok ammiccano seducenti con i loro shorts davanti a milioni di adolescenti che, con scrollo compulsivo, immagazzinano immagini e spot verbali con grata ingordigia della società più social di sempre e le cataste di libri si accasciano moribonde sul luccichio spento degli antichi splendori). E questa (quella tra parentesi) è la premessa. La sindrome della lettrice che è in me vorrebbe, in un fantasmagorico mondo di parole che volano su unicorni, che i miei alunni provassero quella sensazione. Lo so che, almeno una volta nella vita, ha pervaso anche voi… Mia sorella Sonia, per esempio, la sentì quando, ancora nel decennio dei vent’anni, le passai L’assommoir di Zola. Io, studentessa universitaria dalla lettura internazionale ancora acerba, ero stata costretta a leggerlo per l’esame di Lingua e Letteratura francese e lo avevo divorato. Entusiasta, lo avevo raccomandato a lei. In preda a un demone non meglio identificato, mia sorella aveva vissuto quei giorni implorando il sopraggiungere delle tenebre per andare a letto con le gallinelle del pollaio di casa ed immergersi in quelle pagine un po’ ruvide e ingiallite, tipiche delle edizioni tascabili, quelle con la copertina flessibile, che alla fine, per un’eccessiva flessione, appaiono lacere come la pelle di un paio di sneakers troppo consumate. Ecco, è quella la sensazione! La mente ingombra per i troppi pensieri, le frasi più belle che vorresti memorizzare e ti sfuggono come spiritelli dispettosi, un velo di tristezza perché il libro “è già finito” ed un sorriso tra l’ebete e il soddisfatto, che ti fa venire voglia di iniziare subito un nuovo romanzo. Sì, perché di quella sensazione non puoi e non vuoi fare più a meno.
