17 agosto 2026

La stanza 3327. Nikola Tesla, il silenzio del genio e il peso del futuro

Il 7 gennaio 1943, al trentatreesimo piano del New Yorker Hotel, morì un uomo che aveva contribuito a cambiare il modo in cui il mondo produce e utilizza l’energia. Nikola Tesla aveva ottantasei anni. La porta della stanza 3327 era chiusa, la città continuava a illuminarsi e milioni di persone vivevano già dentro una civiltà che egli aveva contribuito a immaginare. La scena è potente, ma va liberata dalla leggenda. Tesla non fu il profeta solitario al quale dobbiamo ogni tecnologia moderna, né il martire perfetto di una scienza incapace di riconoscere i propri figli. Fu un inventore reale, geniale e contraddittorio, capace di vedere sistemi prima ancora che esistessero gli strumenti necessari per costruirli.

12 agosto 2026

8 agosto 2026

I soliti ignoti, o dell'amaro in bocca

Ci sono anni che non si limitano a passare: lasciano una traccia, uno strappo nel tessuto di ciò che era stato fino a quel momento. Il 1958 è uno di questi anni per il cinema italiano. Il 26 luglio esce nelle sale I soliti ignoti di Mario Monicelli, e qualcosa cambia definitivamente. Non si tratta soltanto dell'apparizione di un film riuscito, ma della vera e propria nascita di un modo nuovo di guardare al paese, ai suoi abitanti, alla loro miseria, alla loro goffaggine. Nasce, con questo film, la commedia all'italiana.

6 agosto 2026

Grandi amici


Siamo amici dalle elementari Carlo ed io. Ogni sabato ci vediamo al bar Tordini per consumare il rito tutto maschile della chiacchierata al bar, essenziale per marcare il territorio, per far sapere chi comanda dalle ore diciotto in poi.
Nel bar ci conosciamo tutti, la famiglia Tordini lo gestisce da vent’anni.
Decido di ordinare un mezzo di rosso, il figlio di Tordini, con aria smarrita, mi risponde: “Come? Cosa?” ed io a spiegare: “Portami mezzo litro di vino rosso”, comunque è tanto un bravo ragazzo, si dice sempre così!
Dall’altra parte della strada sta passando una ragazza vestita di giallo, belle gambe, però bisogna immaginarla senza tacchi, senza trucco, senza reggiseno imbottito, senza unghie finte, senza finta abbronzatura, sarebbe simile ad una zampogna. No grazie, preferisco una partita a calcetto con gli amici.

3 agosto 2026

L'Odissea di Nolan e la scatola vuota

L’Odissea di Christopher Nolan ha generato tante critiche ma anche tanti ammiratori. Da un lato, viene tacciata di essere antistorica, forzatamente inclusiva (si veda la polemica sull’Elena nera) e non rispettosa della vera storia di Odisseo; dall’altro, è stata apprezzata la capacità del regista di condensare nel film aspetti che nel poema omerico vengono accennati o comunque sono insiti, come la caduta dell’età del Bronzo o il tema dell’ospitalità. Al netto delle opinioni personali, il colossal di Nolan impone al pubblico una riflessione estetica: qual è il rapporto tra un capolavoro consolidato e un’opera d’arte derivata? Quando la distanza con l’impianto originario diventa eccessiva per recriminare l’unità col modello?