20 febbraio 2026

Il monumento a Enzo Maiorca: quando i criteri e l’interpretazione dell’arte pubblica manifestano il declino culturale di un paese


La scelta di erigere un monumento è un elemento importante per una città. Un busto, una statua o appunto un monumento, oltre a celebrare un evento o una persona illustre imprimono un fattore culturale di grande portata se saputo costruire e collocare. Pertanto quando la scelta del monumento, sotto il profilo artistico e urbanistico è azzeccata, determina un immediato fattore di identificazione per la cittadinanza che lo elegge a simbolo. Un esempio che sovviene subito è quello del monumento a Giordano Bruno a Campo de’ fiori, a Roma ossia nel luogo in cui venne arso dal Sant’Uffizio nel 1600. La forza espressiva della statua, la posizione e il punto esatto di collocazione, ne fanno un potente simbolo che caratterizza la piazza e la personalità storica rappresentata.
La città di Siracusa ha deciso di dedicare un monumento alla memoria dell’apneista Enzo Maiorca, più volte detentore del record mondiale di immersione. Una scelta condivisibile, quella dell’Amministrazione locale, che per l’occasione ha predisposto un bando pubblico per stabilire a chi affidare l’opera. Nel dicembre 2025 è stato reso noto il vincitore, ossia l’artista veneto Tiziano Favaretto. Ma l’opera vincitrice, per le caratteristiche formali, estetiche e contenutistiche desta diversi dubbi in merito alla qualità dell’opera stessa e al criterio di selezione. Dubbi che raccontano molto di come oggi viene interpretata dalle collettività locali e non, questo importante aspetto culturale.

19 febbraio 2026

Dai roghi alla censura: storia di un lungo medioevo

La tecnica della stampa fu inventata nella seconda metà del Quattrocento a Magonza. Danke, Herr Gutenberg! Ne conseguì che la meccanizzazione della produzione di testi scritti (non solo libri) rese molto più rapida la diffusione del sapere. Poteva mai la Chiesa, specie in quel periodo denso di oscurantismo, starsene a guardare? Certo che no. Il Vaticano decise di elaborare al più presto nuove forme di controllo. Detto, fatto: nel 1559 papa Paolo IV, non a caso passato alla storia come il Papa Inquisitore, poco prima di morire il 18 agosto, come ultima e decisiva volontà firmò il famigerato Index librorum prohibitorum, da allora in poi aggiornato periodicamente (si contano una ventina di aggiornamenti ufficiali) fino al Novecento, quando la Congregazione per la dottrina della fede decise di sopprimerlo definitivamente il 4 febbraio del 1966. Tecnicamente l'Index fu abrogato nel contesto delle riforme introdotte dal Concilio Vaticano II, sotto papa Paolo VI.

16 febbraio 2026

Il 7 ottobre somiglia troppo a un'operazione sotto falsa bandiera


Dalla fatidica data del 7 ottobre 2023 in Palestina si sono aperti i cancelli dell’orrore. Con l’assalto di Hamas alle colonie israeliane, è iniziato un duro assedio alla Striscia di Gaza con lo scopo di eradicare Hamas, secondo le dichiarazioni ufficiali di Israele. Le azioni seguite sono state il bombardamento e la demolizione degli edifici della Striscia, la distruzione di tutte le strutture, degli ospedali e l’induzione volontaria della carestia.
Nei primi mesi questa reazione veniva considerata dai media e dalla politica occidentale come legittima difesa, seppur spropositata, nei termini di forza e efferatezza. Tuttavia col prolungarsi della guerra l’impressione di alcuni analisti è divenuta certezza, ossia quella di voler conquistare la Striscia cacciando i palestinesi per annetterla. Questa strategia israeliana sembrerebbe essere nata a causa delle circostanze e stimolata dal sentimento prodotto dall’assalto alle colonie. Vi sono però molteplici elementi, a tutt’oggi scarsamente indagati dai media, ma soprattutto dalla magistratura israeliana, che ricondurrebbero alla volontà pianificata di giungere a tutto ciò.

12 febbraio 2026

Intervista a Giuseppina Irene Groccia


Giuseppina Irene Groccia è un'artista, graphic designer, giornalista e direttrice del blog L’ArteCheMiPiace e del magazine ContempoArte, che oltre al territorio italiano è presente anche a Dubai. Collabora con Elapsus e molte altre riviste, mantenendo sempre alta l'attenzione sul mondo dell'arte e sulla valorizzazione degli artisti. Ha partecipato a numerose esposizioni in Italia e all'estero. Le sue opere sono entrate a far parte di collezionisti privati e gallerie. Ha anche pubblicato due libri fotografici con le sue opere. Tutti questi elementi ci hanno spinto a voler conoscere meglio le sue idee e i suoi progetti.

9 febbraio 2026

Il critico d’arte ha ancora senso oggi?

Nel secolo scorso il critico d’arte insieme al gallerista erano le due figure chiave su cui si reggeva il sistema dell’arte per relazionare pubblico e artisti. In un panorama di interessi quanto mai variegato ma effervescente il critico d’arte si ergeva per la sua capacità di proiettare la sua luce sapienziale su questo o quell’artista così da orientare gli interessi dei collezionisti se non addirittura di indirizzare le mode.