19 marzo 2026

La virtù della costanza nell’epica rinascimentale: Il Costante di Francesco Bolognetti

Nel panorama della letteratura italiana del Cinquecento esistono opere che, pur nate con ambizioni elevate, sono progressivamente scomparse dalla memoria culturale. Tra queste si colloca Il Costante, poema epico composto da Francesco Bolognetti, autore bolognese attivo nella seconda metà del XVI secolo. L’opera, strutturata in sedici libri e scritta in ottave, rappresenta uno dei tentativi più significativi di rinnovare l’epica italiana dopo il successo travolgente dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto. Attraverso la figura di un eroe fedele fino al sacrificio, Bolognetti costruisce una narrazione che riflette profondamente sulle virtù morali e civili celebrate dall’umanesimo rinascimentale. Sebbene oggi il poema sia quasi dimenticato, la sua lettura permette di comprendere meglio le tensioni culturali e letterarie di un’epoca che cercava nuovi modelli per l’epica moderna.

16 marzo 2026

Quando l’algoritmo non vuole spegnersi. Mito tecnologico e responsabilità umana nell’era dell’IA

Dalle voci di una presunta “ribellione” delle macchine ai veri problemi di sicurezza e progettazione: cosa ci insegna il dibattito scientifico sul comportamento inatteso dei sistemi intelligenti

13 marzo 2026

Platone - Fedone (audiolettura)


Il Fedone è uno dei più celebri dialoghi di Platone. Nell'opera sono presenti dei dialoghi atti a sviluppare il metodo maieutico di Socrate che è anche uno dei personaggi. L'estratto in particolare parla inizialmente della morte, per cui Socrate sostiene l'immortalità dell'anima e quindi la rinascita ad altra vita, nonché il fatto che alle anime buone tocchi un premio alle cattive qualcosa di brutto.
Posto ciò Socrate espone la sua dottrina della reminescenza secondo cui il nostro apprendere non è altro che un rimembrare da un'altra vita.

9 marzo 2026

L'arte come resistenza emotiva contro l'anestesia del mondo

Spegnere le notifiche per non lasciarsi consumare dal rumore dei missili e dei comunicati gelidi non è disinteresse, ma un riflesso di autodifesa. Quando l'orrore diventa un bombardamento perenne, il rischio è di ritrovarsi anestetizzati, con il volume emotivo che si abbassa fino al silenzio. È in mezzo a questo rumore che l'arte diventa necessaria, quasi come l'aria. Non è un rifugio per scappare, ma un modo per non farsi mangiare dal cinismo e proteggere quella fragilità che ci ostiniamo a voler tenere viva.

6 marzo 2026

Divinazione algoritmica e politica dell’interpretazione: dalla tecnica del prompt alla governance del senso

Tra curve probabilistiche e paesaggi accidentati, la conoscenza algoritmica promette orientamento, ma impone responsabilità critica nell’attraversare l’incertezza.