8 agosto 2026

I soliti ignoti, o dell'amaro in bocca

Ci sono anni che non si limitano a passare: lasciano una traccia, uno strappo nel tessuto di ciò che era stato fino a quel momento. Il 1958 è uno di questi anni per il cinema italiano. Il 26 luglio esce nelle sale I soliti ignoti di Mario Monicelli, e qualcosa cambia definitivamente. Non si tratta soltanto dell'apparizione di un film riuscito, ma della vera e propria nascita di un modo nuovo di guardare al paese, ai suoi abitanti, alla loro miseria, alla loro goffaggine. Nasce, con questo film, la commedia all'italiana.

6 agosto 2026

Grandi amici


Siamo amici dalle elementari Carlo ed io. Ogni sabato ci vediamo al bar Tordini per consumare il rito tutto maschile della chiacchierata al bar, essenziale per marcare il territorio, per far sapere chi comanda dalle ore diciotto in poi.
Nel bar ci conosciamo tutti, la famiglia Tordini lo gestisce da vent’anni.
Decido di ordinare un mezzo di rosso, il figlio di Tordini, con aria smarrita, mi risponde: “Come? Cosa?” ed io a spiegare: “Portami mezzo litro di vino rosso”, comunque è tanto un bravo ragazzo, si dice sempre così!
Dall’altra parte della strada sta passando una ragazza vestita di giallo, belle gambe, però bisogna immaginarla senza tacchi, senza trucco, senza reggiseno imbottito, senza unghie finte, senza finta abbronzatura, sarebbe simile ad una zampogna. No grazie, preferisco una partita a calcetto con gli amici.

3 agosto 2026

L'Odissea di Nolan e la scatola vuota

L’Odissea di Christopher Nolan ha generato tante critiche ma anche tanti ammiratori. Da un lato, viene tacciata di essere antistorica, forzatamente inclusiva (si veda la polemica sull’Elena nera) e non rispettosa della vera storia di Odisseo; dall’altro, è stata apprezzata la capacità del regista di condensare nel film aspetti che nel poema omerico vengono accennati o comunque sono insiti, come la caduta dell’età del Bronzo o il tema dell’ospitalità. Al netto delle opinioni personali, il colossal di Nolan impone al pubblico una riflessione estetica: qual è il rapporto tra un capolavoro consolidato e un’opera d’arte derivata? Quando la distanza con l’impianto originario diventa eccessiva per recriminare l’unità col modello? 

1 agosto 2026

La peccatrice: tra finzione e vero storico, il destino di una sventurata

La bambina Artemisia assiste alla decapitazione di Beatrice Cenci: incarnazioni volgari di Eva tentatrice, provocano, annichiliscono la volontà dell’uomo, lo irretiscono con l’incanto delle loro arti muliebri, sono esse stesse il Peccato.
Questo è il filo rosso (sangue, da lettera scarlatta) che lega il destino delle due protagoniste di Elizabeth Fremantle, nell’indistricabile groviglio di amore, morte, vendetta e delirio. Dopo La disobbediente, che la sua fascinazione aveva rivolto alla riscrittura del beffardo gioco machista di una pittrice geniale tra pittori (maschi) spesso mediocri, la Fremantle, con la sua potente carica evocativa, questa volta decide di dare voce a lei, Beatrice Cenci, sviluppando una sorta di prequel non canonico, tessendo con dovizia di dettagli il drammatico ordito della sua vicenda, la cui morte capitale in piazza tanto aveva impressionato la piccola Artemisia. E se le due eroine, per questioni evidentemente anagrafiche e temporali, non si incontreranno mai, l’autrice ne traccia un’ideale continuità, rivelandone pensieri e tempestosi sentimenti, custodendone segreti e non-detti, che suggellano due storie tristi, per motivi diversi certo, ma pur sempre tristi.

29 luglio 2026

NATO, Gladio e le stragi: il dubbio che attraversa la Repubblica

Esistono domande che la storia non riesce a chiudere, non perché manchino i documenti, ma perché i documenti, talvolta, sembrano aprire abissi più profondi delle risposte. Ferdinando Imposimato, magistrato abituato a muoversi tra terrorismo, criminalità organizzata e apparati dello Stato, ha lasciato una tesi destinata a disturbare la coscienza repubblicana: dietro alcune delle grandi stragi italiane non vi sarebbe soltanto la mano esecutiva dell’eversione nera o della mafia, ma l’ombra di un sistema più vasto, interno alla logica della Guerra fredda, capace di proteggere, orientare e forse utilizzare quelle forze.