A Beirut esiste un edificio nato, secondo una storia tramandata da settant’anni, per togliere a un fratello la vista sul mare. Ma quella lama di cemento racconta qualcosa di molto più profondo sulla natura umana.
A Beirut esiste un edificio nato, secondo una storia tramandata da settant’anni, per togliere a un fratello la vista sul mare. Ma quella lama di cemento racconta qualcosa di molto più profondo sulla natura umana.
Ferragosto, festa piena di rumori, colori, sapori, che rappresenta per qualcuno l’inizio delle vacanze, per altri la fine. È il giorno in cui molti sentono il dovere di essere in un determinato luogo, possibilmente lontano e rigorosamente in compagnia, in cui il peso delle pressioni sociali si fa sentire più forte. Ed è per questo che è in assoluto una delle feste più divisive dell’anno, tanto amata quanto odiata. E i protagonisti della letteratura non possono non rivolgere il loro sguardo verso la percezione, il valore e il senso di questo giorno, donandoci punti di vista diversi ed interessanti. Parole da leggere e su cui riflettere, in attesa del prossimo Ferragosto.
Uccisi perché? Per il sogno di un gruppo di esaltati che giocavano a fare la rivoluzione, si illudevano di essere spiriti eletti, anime belle votate a una nobile utopia senza rendersi conto che i veri "figli del popolo", come li chiamava Pasolini, stavano dall'altra parte, erano i bersagli della loro stupida follia.