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27 febbraio 2021

Amatissima (Romanzo - 1987)

Amatissima

Il 124 era carico di rancore. Carico del veleno d’una bambina. Le donne lo sapevano, e così anche i bambini. Per anni ognuno aveva cercato a modo suo di sopportare il rancore di quella casa ma, nel 1873, le uniche vittime rimaste erano Sethe e sua figlia Denver. La nonna, Baby Suggs, era morta e i due ragazzi, Howard e Bulgar, erano scappati via a tredici anni, non appena, al solo guardarsi nello specchio, questo si era frantumato (il segnale per Bulgar), non appena erano apparse sulla torta le due minuscole impronte di una manina (il segnale per Howard).

Un libro estremamente forte, onirico, che non si può non amare.

22 febbraio 2021

La pelle fredda (Romanzo - 2002)

la pelle fredda

A qualsevol lloc, un home de la meva edat i relativa experiència ha conegut l’amor i ha conegut l’odi. Ha viscut dies tristos i ha viscut fragments de bellesa. Ha conegut l’adversitat, la fraternitat i l’enemistat. Ha conegut alguna mena d’èxit i moltes derrotes. Allà mateix, al far, havia conegut les pitjors visions de l’abisme i de l’agonia   In qualsiasi luogo, un uomo della mia età e con la mia esperienza ha conosciuto l’amore e l’odio. Ha vissuto giorni tristi e frammenti di bellezza. Ha conosciuto l’avversità, la fraternità e l’inimicizia. Ha conosciuto alcuna forma di successo e molte sconfitte. Lì, al faro, avevo conosciuto le peggiori visioni dell’abisso e dell’agonia

È proprio nel momento in cui pensiamo di essere arrivati all’apice della nostra esistenza, di aver vissuto la maggior parte delle esperienze possibili nella nostra vita che la realtà ci propone nuove opportunità, nuove visioni del mondo. Quella stessa realtà che il protagonista del romanzo, La pell freda, raggiunge approdando su un’isola apparentemente deserta, come se questa garantisse l’accesso a un nuovo mondo in cui tutto è possibile, perfino mettere in discussione la propria percezione, nonché la propria esistenza. 

16 gennaio 2021

Io sono una famiglia. Il gabbiano - Liz Chester Brown (Romanzo 2020)

Quando incontri una persona e il suo – agire - è in perfetta armonia con il tuo – agire - ecco che senti una vibrazione interna: sono loro! Le tue – corde - interne che stanno muovendo perché toccate da un suono in sintonia con i tuoi suoni. Perché hai incontrato una persona in – simpatia – con te, cioè simile a te. 

27 dicembre 2020

La fabbrica di cioccolato - Roal Dahl (Romanzo 1964)

La fabbrica di cioccolato - Roal Dahl

Tutti e quattro saltavano su a sedere e i loro volti rugosi si illuminavano di sorrisi di gioia dopodiché cominciavano a chiacchierare. Volevano molto bene al ragazzo. Era l’unica cosa allegra della loro vita e per tutto il giorno non vedevano l’ora che lui venisse a visitarli. Spesso anche il padre e la madre di Charlie entravano nella stanza e, in piedi vicino alla porta, rimanevano ad ascoltare le storie che i vecchi raccontavano; e così, per circa mezzora ogni sera, quella stanza diventava un posto felice e tutta la famiglia dimenticava di essere povera e affamata

7 dicembre 2020

Febbre - Jonathan Bazzi (Romanzo 2019)

Febbre 

Il mondo va avanti anche se io sono in pericolo - Non fare la vittima. Ma è vero: per ogni malato la sua condizione è un evento assoluto. L'enigma che dovrebbe fermare il corso del tempo, la vita degli altri. la malattia recinta, scinde, confina chi non è portatore in una sfera a parte - egoista, impaurita -, lo riporta nell'io-me primordiale che non vede altro che se stesso.

Un libro scelto perché era arrivato finalista al premio Strega e mi aveva incuriosito, non conoscevo né l’autore, né la trama. Come spesso mi capita di fare, lo avevo scelto un po’ inconsapevolmente. 
Poi ti ritrovi in mano un diamante prezioso, un libro che da aspirante scrittrice avrei voluto scrivere io e da lettrice sono felice di averlo incontrato sul mio cammino e ora sia custodito gelosamente nella mia libreria.

4 settembre 2020

Per un’introduzione sugli Emaki - Marco Milone (saggio - 2020)

Per un’introduzione sugli Emaki
L’emakimono assume, quindi, un carattere particolare nel contesto artistico: per la prima volta il pubblico non ha una singola tavola, o immagine, da osservare, ma si ritrova a srotolare lentamente queste lunghe strisce, e osservare così le scene l’una dopo l’altra. Come un libro, l’emaki viene apprezzato maggiormente da chi lo tiene e lo srotola con le proprie mani, e in un certo senso richiama la relazione intima spettatore/oggetto, tipica dei manoscritti medievali europei – questo richiamo si fa più evidente innanzi alle delicate e dettagliate scene del Genji monogatari emaki e dell’Ise monogatari.

24 gennaio 2019

In viaggio con Erodoto - Ryszard Kapuściński (Autobiografia - 2004)

In viaggio con Erodoto

Anch’io, come molti altri probabilmente, durante le lezioni di letteratura greca ho lasciato viaggiare la mente, con i gomiti poggiati su un banco di legno e gli occhi sognanti davanti ai racconti delle avventure di Erodoto. In balia degli eventi, come direbbe “il greco”, mi sono ritrovata tra le mani questo libro ed ho iniziato a leggere.

28 settembre 2015

Un diavolo alla finestra - Voltaire (Dialoghi - 1760 circa)

un diavolo alla finestra
Ahimè! Mio stupido figlio, sono stato poco fa sul punto di morire dal ridere e sento che ora mi farete morire d'indignazione e di dolore. Se i disgraziati di cui mi parlate seducono il figlio d'Epitteto, potranno sedurne molti altri. Prevedo dei mali spaventosi sulla terra.

18 maggio 2015

La confessione - Lev Nicolaevic Tolstoj (Autobiografia - 1882)

La confessione
Ma poi di nuovo, dopo aver riconosciuto l'esistenza di Dio, tornavo all'analisi davanti il Dio ben noto, nostro creatore, l'unico Dio in tre persone distinte, che ci ha inviato suo figlio, il redentore. E di nuovo quel Dio, così remoto dal mondo e da me stesso, si fondeva sotto i miei occhi come un blocco di ghiaccio al sole, e di nuovo non mi restava più nulla tra le mani, e si disseccavano le fonti della vita, ricadevo nella disperazione e sentivo che non mi restava altro che uccidermi. E per giunta - la qual cosa era la peggiore di tutte - sentivo di non poter neppure uccidermi.
In questa meravigliosa confessione - un'opera esistenziale a tutti gli effetti - leggiamo il racconto profondissimo e assolutamente penetrante di una rivoluzione interiore, di una conversione religiosa. Il giovane Tolstoj, infatti, persa la fede impartitagli sin da bambino, in un cammino disperato, angoscioso, alla fine trova Dio.


4 febbraio 2015

Le notti d'ottobre - Gérard de Nerval (Racconto - 1852)



Se tutti questi dettagli non fossero esatti, e se non cercassi qui di fare un dagherrotipo della verità, quante risorse romanzesche mi fornirebbero queste due storie d'infelicità e di abbruttimento! Ai ricchi manca il coraggio necessario a penetrare in simili luoghi, in questo vestibolo del purgatorio dove forse sarebbe facile salvare qualche anima...

30 ottobre 2014

Il Tao della fisica - Fritjof Capra (Saggio - 1975)

Il Tao della fisica
«Nella concezione orientale, quindi, come in quella della fisica moderna, ogni cosa dell'universo è connessa a ogni altra cosa e nessuna sua parte è fondamentale. Le proprietà di una parte qualsiasi non sono determinate da qualche legge fondamentale, ma dalle proprietà di tutte le altre parti.»

20 agosto 2014

Il delta di Venere - Anaïs Nin (Racconti - 1969)

Il delta di Venere
Fingendo colpa e vergogna, si gettò contro le ginocchia del frate e piegò la testa come per piangere, ma in realtà il contatto con la nappa l'aveva portata all'orgasmo ed era scossa dai fremiti. Il frate, credendo che fossero dovuti al senso di colpa e di vergogna, la prese tra le braccia, la fece alzare dalla sua posizione in ginocchio, e la confortò.
Scritti su commissione, i racconti erotici di Anaïs Nin narrano di seduttori, donne lascive, prostitute, preti morbosi, ragazzini curiosi, ermafroditi; un carosello di amori incestuosi, pedofili, omosessuali, necrofili.

27 maggio 2014

Il capitano è fuori a pranzo - Charles Bukowski (Diario - 1998)

Bukowsky il capitano è fuori a pranzo
Nella morte non c'è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film, soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. Mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po' dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità. C'è rimasto ben poco che possa morire.
Tra la fine dell'estate del 1991 e l'inverno del 1993, mentre aspettava la morte, Bukowski scrisse questo sincero e intimo diario. Vi troviamo uno scrittore che cerca serenità, solitudine (che sente anche quando si trova sommerso nella folla degli ippodromi), che non vuole essere disturbato e che sbudella contro il mondo, poeti, pensatori, lettori, tutto il suo astio, la sua burbera misantropia. Ogni pretesto è buono per riflettere sulla vita, sul mondo, sull’onnipresente morte; bastano una corsa, i fari di un'auto, una visita, un ricordo, il suo mitizzato computer, le unghie dei piedi ad accenderlo, illuminarlo nella buia notte dell’esistenza. Nessun rammarico, nessun rimorso in queste pagine; anche se l'idea di abbandonare il mondo, la vita come la intese lui, la scrittura, la moglie, da qualche parte lo fa vacillare.

18 marzo 2014

L'Agnese va a morire - Renata Viganò (Romanzo - 1949)

L'Agnese va a morire - Renata Viganò
Sognò di andare a tirar giù l'impiccato. Si rammentava di non aver potuto vedergli la faccia. Adesso che era disteso in terra, si chinò per sapere chi era: riconobbe Palita, vivo, che si tolse la corda dal collo, e sembrava che stesse benissimo. Subito lui l'abbracciò; parlava forte, con una bella voce: - Sono venuto per dirti che sei una brava moglie e una brava compagna. Va' pure avanti così senza paura. Non ti succederà niente, a te e agli altri. Sono contento che tu lo sappia che cosa mi hanno fatto i tedeschi.

7 febbraio 2014

La natura - Tito Lucrezio Caro (Poema - I sec. a. C.)

La natura - Tito Lucrezio Caro
E quand'anche il tempo raccogliesse la nostra materia dopo la morte e di nuovo la disponesse nell'assetto in cui si trova ora e a noi fosse ridata la luce della vita, tuttavia neppure questo evento ci riguarderebbe minimamente, una volta che fosse interrotta la continuità della nostra coscienza.
Sei libri di fuoco, eccellenti per stile e filosofia professata; un omaggio alle dottrine di Epicuro, presumibilmente il più grande filosofo dell'antichità. Lucrezio, riponendo fiducia nei sensi, scagliandosi contro le superstizioni religiose, scrive un’opera inattuale, umanista, illuminista, materialista. Liberato da qualunque peso superstizioso, coglie il mondo sotto una nuova luce e solo allora può permettersi di iniziare a discutere sull’universo, sulla natura, e a scoprire che è la materia composta di atomi l’unico sostrato della natura. Nell’elogio dei sensi, l’atomismo, il materialismo, il meccanicismo trovano ragione d’essere e ogni cosa trova il suo ordine, la sua geometria, il suo significato. E la conoscenza della natura può divenire strumento per raggiungere la felicità; la gnoseologia per l'etica. Lo scopo della scienza sarà perciò quello di raggiungere l'atarassia, l'imperturbabilità dell’animo, afflitto e stanco dal fardello dell’ignoranza e delle credenze che incutono terrore e allontanano l’uomo dalla serenità. È dunque un libro che descrive ciò che è e, allo stesso tempo, descrive ciò che dovrebbe essere…

13 dicembre 2013

Piccole scene amorose - Pierre Louÿs (Racconti - 1927)

Piccole scene amorose

"Sei proprio gentile, Simone, a ospitarmi nel tuo letto... Ma non vorrei scandalizzarti"."E come?"."Non posso addormentarmi senza... senza..."."Ah! sei stata proprio cortese a dirmelo. Io l'avrei fatto senza confessartelo"."Ah! tu pure?... Ma tutto il letto trema, sappilo, quando io lo faccio. Per questo ho preferito avvertirti...".
Se volete eccitarvi, nel vero senso della parola, non potete non leggere questa spassosissima raccolta di scenette dialogiche a sfondo libidinoso. Brevissime e veloci scene; in poche battute sono descritti amori lesbici, confidenze erotiche, giochi onanistici a bizzeffe, ménage à trois, immaginazioni, desideri, voluttà, carnalità... Sono quasi unicamente donne le protagoniste che si raccontano, senza pudicizia, senza pregiudizi. Ma non tutto è innocente e gustabile: sono infatti raccontate storie estreme, spesso incestuose, di coprofagia, persino di pedofilia che non hanno nulla di eccitante e provocante.

4 ottobre 2013

Il castello di Crowley - Elizabeth Gaskell (Racconto - 1863)

Il castello di Crowley
L'amore era da lungo tempo scomparso dall'abitazione di quella coppia: un'abitazione, non una casa, persino nei giorni migliori. L'amore era uscito dalla finestra, prima ancora che la povertà entrasse dalla porta: eppure quella spietata ospite, che non tarda a scovare un giocatore poco raccomandabile, era arrivata.
Una visita a un castello normanno in rovina, edere che ne ricoprono le mura, boschi, un ponte su un fossato asciutto, un cimitero semi abbandonato, un vecchio custode testimone di una decadente storia: inizia in questo modo il racconto della scrittrice inglese, un invitante impasto di topos del ghost-story ottocentesco. Eppure questi elementi sono solo pretesti che danno alla narratrice l'occasione di riportare il racconto del vecchio guardiano sulla sfortunata Theresa Crowley. Promessa sposa a un brillante cugino, Duke, Theresa gli mostra sin dall'infanzia una certa indifferenza e così a Bessy, figlia del vicario e amica di giochi e innocenze. Mentre per tre anni il cugino sarà assente per il grand tour in Europa, l'adolescente Theresa si trasferisce a Parigi per crescere in eleganza e raffinatezza. Qui, sedotta dall'opulenza della città e dai modi gentili del conte di Grange, Theresa, di nascosto dal padre, si sposa con il conte; personaggio losco e dissoluto... Ben presto, però, la ragazza si accorgerà della vanità del loro amore e, infelice e con una dote dilapidata, subirà la tristezza che si affaccia prepotente nella sua vita. Nel frattempo il cugino promesso sposo si congiunge con Bessy di cui si era innamorato. Invidia e perfidia sconvolgono Theresa che, dopo la morte per assassinio del marito, ritorna al castello, dal deluso padre che intanto ospitava proprio Bessy e Duke. Anni dopo, morta Bessy per una strana malattia, dopo qualche tempo, finalmente, Theresa e Duke, tra lo smarrimento di amici e parenti, si sposano. Ma i due non saranno felici. Una volta scoperto che Victorine, la sempre fedele domestica di Theresa, era stata l'assassina di Bessy, Duke abbandona il castello e lascia da sola Theresa che morirà di disperazione appena dopo. Si spiega così il perché della rovina del castello di Crowley...

23 giugno 2013

Horror pleni - Gillo Dorfles (Saggio - 2008)

Horror pleni
Il tempo di un Paese e dei suoi abitanti, dunque - nonostante la presunta globalizzazione e gli scambi incessanti tra i popoli - rimane ancora ancorato a quello che è lo stadio evolutivo, piuttosto che alla sua peculiarità etnica. Per cui la concezione temporale non potrà uniformarsi a quella dominante sul pianeta se anche il linguaggio non avrà compiuto una sua lenta, ma inesorabile, evoluzione (o involuzione).
Non esiste uno spazio vuoto. Etere, muri di città, strade: nulla respira. Nella nostra società del consumismo siamo saturi di messaggi, siamo bersagliati da informazioni che spesso non hanno consapevolezza in noi. È un bene tutto ciò? Ecco una delle domande che si pone l'autore di questa raccolta di articoli rielaborati e già pubblicati dal «Corriere della Sera». Viviamo in una società in cui 'la (in)civiltà del rumore', come recita il sottotitolo, è pregnante, assuefacente. Politica, letteratura, arte, moda, siamo assuefatti dalle novità, dall'originalità a tutti i costi e non c'è più spazio per lo stupore. Una pioggia battente e costante che scivola sulla nostra pelle di plastica. L'inquinamento prodotto da notizie-proiettili che non riusciamo a schivare e che ormai ci vedono impermeabili, il rumore fastidioso quanto orripilante che coinvolge tutti i nostri sensi, ecco cosa ci resta di questo bombardamento. 

8 maggio 2013

La volontà di essere felici - Thomas Mann (Racconti - 1896/1905)


La volontà di essere felici
Credere, poter credere al dolore... Ma egli credeva al dolore, così intimamente che, qualsiasi cosa gli accadesse nel dolore, non poteva ritenerla né dannosa né cattiva. Il suo sguardo si posò sul manoscritto e strinse ancora di più le braccia al petto. Il talento stesso non era forse sofferenza?

Quattro racconti in cui l'Italia, la bellezza, la malattia, lo scetticismo sembrano sfondo comune che si interseca con i temi dell'arte come etica, sacrificio, fatica, sudore.