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18 giugno 2018

Diceria dell'untore - Gesualdo Bufalino

Gesualdo Bufalino

O quando tutte le notti — per pigrizia, per avarizia — ritornavo a sognare lo stesso sogno: una strada color cenere, piatta, che scorre con andamento di fiume fra due muri più alti della statura di un uomo; poi si rompe, strapiomba sul vuoto. Qui sporgendomi da una balconata di tufo, non trapela rumore o barlume, ma mi sorprende un ribrezzo di pozzo, e con esso l'estasi che solo un irrisorio pedaggio rimanga a separarmi... Da che? Non mi stancavo di domandarmelo, senza però che bastasse l'impazienza a svegliarmi; bensì in uno stato di sdoppiata vitalità, sempre più rattratto entro le materne mucose delle lenzuola, e non per questo meno slegato ed elastico, cominciavo a calarmi di grotta in grotta, avendo per appiglio nient'altro che viluppi di malerba e schegge, fino al fondo dell'imbuto, dove, fra macerie di latomia, confusamente crescevano alberi (degli alberi non riuscivo a sognare che i nomi, ho imparato solo più tardi a incorporare nei nomi le forme).

26 febbraio 2018

La vita sospesa della Crimea

Sebastopoli
Memoriale al soldato e al marinaio a Sebastopoli

Quando si atterra all'aeroporto di Sinferopoli si ha subito la sensazione d'essere giunti in un luogo sospeso dove sembra di dover trattenere il fiato per respirare il più tardi possibile.
Appena aperte le porte dell’aeromobile il mio primo pensiero è stato quello di verificare se fosse vero il fatto che la mia SIM non avrebbe ricevuto alcun segnale di rete: il mio smartphone in effetti mostrava degli strani asterischi al posto del nome e delle tacche del gestore di telefonia locale, a conferma di quanto detto. Questo blackout del roaming per i gestori occidentali vige in tutta la Crimea, salvo non volerla aggirare acquistando una scheda locale. Tutto ciò mi pone nella spiacevole sensazione di sentirmi un fuorilegge, come una persona che non rispetta i dettami delle sanzioni internazionali imposte alla penisola. Questo particolare status faceva temere ai miei parenti a casa l’idea che la regione fosse pericolosa, magari per la presenza dei militari “invasori” per le strade, con posti di blocco e sacchi di sabbia a protezione dei punti sensibili… E invece nulla di tutto ciò era vero.

21 gennaio 2018

Blok - poesie (audiolettura)

Aleksandr Aleksandrovič Blok

Aleksandr Aleksandrovič Blok è uno dei più importati poeti russi nei primi anni del novecento, esponente di una poesia simbolista con influenze cristiano ortodosse. 

15 giugno 2017

MiR-941, ovvero la scoperta impossibile

DNA bit

Nel 2012 un'equipe dell'Università di Edimburgo guidata dal professor Taylor ha divulgato una scoperta che sarebbe opportuno definire epocale. Dietro il preoccupante silenzio dei media mainstream è stata annunciata la scoperta del gene miR-941 nel DNA umano. Questa sigla nasconde il gene responsabile dei processi evolutivi nell'uomo che lo hanno modificato sino all’attuale grado di cognizione. In pratica rispetto, ad esempio, alle scimmie questo gene (presente solo nell'uomo) ha indotto delle modifiche anatomiche che hanno favorito la fonazione nonché uno sviluppo encefalico tale da consentirci di sviluppare pensieri, idee e concetti.

20 marzo 2017

Iran, oltre i pregiudizi

strada di Teheran
Una strada di Teheran


Una donna che accenna un sorriso mantenendo il suo contegno di madre, una ragazzina curiosa protetta da un lungo hijab nero che copre tutto il corpo, oppure un anziano con la coppola - proprio come quelle che si vedono in Sicilia - che mi propone di fargli una foto... È facile incappare in queste scene se sei un turista in viaggio per l'Iran, talmente facile da sembrare assurdo a causa dei pregiudizi su questo paese.

17 gennaio 2017

La macchina del tempo e l’equazione di Dirac

Sono nato diverso, figlio di un padre mai conosciuto, già in tenera età sperimentavo la morte, la fine e la sua dura, paradossale realtà.

Ho spesso riflettuto sull'assurdità della vita, o sarebbe meglio dire, dell'esistenza, poiché parlare di vita includendo la possibilità di una morte che ne pone fine mi è sempre apparso paradossale, quasi una dicotomia, fin da quando, all'età di otto anni circa, in bagno, davanti allo specchio, mi dissi: «Un giorno anch'io non sarò più» e ricordo che provai un terribile senso di vuoto, come se qualcuno avesse improvvisamente staccato la spina del mio cervello.

O come quando, a nove o dieci anni, nel tornare da scuola, decisi di regalare un attimo di eternità ad un'immagine banale, consueta, un'immagine che sarebbe sparita nella quotidianità del mio vivere ma che volli strappare all'oblio delle abitudini di ogni giorno. Fissai infatti una piantina che cresceva sul ciglio di un marciapiede prossimo a casa, era primavera, Marzo o Aprile e dissi a quell'immagine: «Tu non sparirai dalla mia memoria, ti ricorderò per sempre». E cosi fu, ancora oggi passando da quel luogo ricordo quella qualunque mattina e quella ancor più qualsiasi piantina e mi rivedo col mio grembiule nero e miei pesanti occhiali, la cartella a tracolla, tornare verso casa.


19 maggio 2016

Il «questionario Proust» a Umberto Eco

Eco

Umberto Eco si è sottoposto più volte al questionario Proust. Quelle che seguono sono le domande e le risposte ottenute da un'intervista del 2005 per Vanity Fair e un'altra sottopostagli (in francese) durante la trasmissione televisiva di Bernard Pivot su Antenne 2.

25 dicembre 2015

McCarthy - La strada (audiolettura)

Cormarc McCarthy

La strada è un romanzo post-apocalittico. Narra di un mondo in cui la gente è sopravvissuta a una catastrofe che ha bruciato la vegetazione e estinto molte forme di vita. Gli uomini, tra cui il protagonista e suo figlio, si aggirano alla ricerca di cibo e di qualsiasi cosa possa essere utile per sopravvivere.

6 novembre 2015

Perché il libero arbitrio va messo in discussione

Libero arbitrio

Negli ultimi tempi mi sono trovato più volte a riflettere sul significato del libero arbitrio, questa facoltà tutta umana che consentirebbe di decidere tra il bene e il male, ma anche tra ciò che vogliamo fare e no. Su questo argomento le riflessioni, a mio avviso, sono spesso manchevoli di valutazioni pregnanti che rendano il dibattito più concreto.
In genere il libero arbitrio è mediato da una prospettiva religiosa, ed è infatti sotto questa chiave che il più delle volte i discorsi terminano, quasi non vi fosse null'altro da dover aggiungere; d'altronde non è accettabile l'idea che la propria esistenza non sia pienamente nelle proprie mani, perché ciò collide con la percezione che abbiamo della realtà.

27 ottobre 2015

«…Qua è sempre meglio…»

Africa
(Foto di Ekaterina Golovko)

Une civilisation qui s'avère incapable de
résoudre les problèmes que suscite son
fonctionnement est une civilisation décadente.
Une civilisation qui choisit de fermer les
yeux à ses problèmes les plus cruciaux est
une civilisation atteinte.
Aimé Césaire

Bambini, pance gonfie, mosche, ebola, carestia, guerre civili, povertà, sottosviluppo. Giraffe, coccodrilli, zebre, leoni, tramonti, savana.
Questo è il nostro pigro pensiero dell'Africa. Tutto il resto è un buco nero.

L'Africa è un continente sconosciuto e quello che non si conosce fa paura. In questo scritto, parte di un progetto più ampio, senza fare inchieste sensazionalistiche, cerchiamo di riordinare idee tratte dalle nostre esperienze in Africa e in Italia, dagli studi esistenti e dalla letteratura.

6 luglio 2015

Alajmo - L'arte di annacarsi (audiolettura)


Con L'arte di annacarsi Roberto Alajmo ha vinto una scommessa che sembrava persa in partenza: dire (ancora) qualcosa di significativo sulla Sicilia e i siciliani. Dopo i testi di Brancati, Bufalino, Consolo e Sciascia, scrivere di Sicilia è diventato un po' come scrivere d'amore: quasi impossibile senza inciampare in imperdonabili banalità. Eppure, come abbiamo detto, con questa raccolta di testi abilmente in bilico fra aneddotica, sociologia e flolklore, Roberto Alajmo è riuscito nell'impresa, con una lingua acuta e spesso ironica, e con minore indulgenza verso i siciliani rispetto ai sui celebri precedenti.

20 maggio 2015

Le coincidenze nel terremoto del Nepal

Macerie delle torri Patan e Basantapur, a sinistra il Gaddhi Baithak

Avevo già trascorso nove giorni in Nepal visitando luoghi dal forte impatto emotivo, conoscendo persone meravigliose e lasciandomi travolgere dall'ancestrale fascino dei templi induisti e buddisti. Adesso mi restavano le ultime ore di vacanza prima di tornare in Italia col volo delle ore 17, in fondo il viaggio per me s'era mentalmente già concluso il giorno precedente, dopo aver visitato l'ultimo tempio della città e aver comprato alcuni souvenir. Per questa ragione quella mattina invece di attendere inutilmente in albergo decisi di dedicare una manciata d'ore ad un'ultima passeggiata per le vie del centro, il mio compagno di viaggio invece, avendo avuto la febbre, sarebbe rimasto in stanza sino a quando, verso le due del pomeriggio, non fossi tornato per andare in aeroporto.

8 gennaio 2015

Mickiewicz - Incertezza (audiolettura)


Adam Mickiewicz

Adam Mickiewicz (1798-1855) è uno tra i maggiori poeti polacchi, con una formazione prettamente romantica e classica. In vita subì un esilio a vita, essendo tra coloro che criticavano il dominio russo sul suolo della Polonia. Tuttavia ebbe modo di viaggiare molto a Odessa, Mosca e San Pietroburgo e di stringere amicizia anche con Puskin. Scrisse sonetti, un'opera teatrale e tradusse in polacco Petrarca e Dante Alighieri.

17 dicembre 2014

La crisi del sapere umanistico

Aldo Giannulli


In un recente articolo di Aldo Giannulli, dall'eloquente titolo La crisi del sapere umanistico, ci si interroga in merito alla regressione delle materie umanistiche nelle scuole e nelle università. L'argomento è davvero calzante essendo in diminuzione un po' in tutto l'Occidente, il peso delle materie e del sapere umanistico in generale. In Italia, come sappiamo, il fenomeno è ancor più vistoso, ma anche nel resto d'Europa il problema è piuttosto serio.

2 dicembre 2014

Eco - Il nome della rosa (audiolettura)


Umberto Eco

Pur essendo un romanzo del 1980 Il nome della rosa è da considerare un classico della letteratura, non solo per l’ambientazione storica ma per la cura certosina del linguaggio e della storia.