Visualizzazione post con etichetta ARTE. Mostra tutti i post
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30 dicembre 2019

Maurizio Cattelan ovvero l’inconsistenza dell’arte contemporanea

comedian Cattelan

Nelle ultime settimane i media hanno molto parlato dell’ultima trovata di Maurizio Cattelan, ossia della sua ultima opera Comedian, nota a tutti come “La banana”. È assolutamente evidente il fatto che anche quest’opera, così come molte altre di diversi artisti contemporanei susciti una grande mole di domande e perplessità; la smaterializzazione delle opere tramite l’introduzione di nuovi concetti come le performance (ad esempio quella dell’artista che ha mangiato la banana di Cattelan) e in questo caso con l’utilizzo di materiale facilmente deperibile, apre da tempo un dibattito sul valore reale dell’opera d’arte contemporanea. A tutto ciò si aggiunge l’ovvia considerazione da parte del pubblico sul fatto che chiunque poteva fare quest’opera, non essendo necessarie particolari abilità, e senza dover parlare addirittura di genialità. Insomma l’occasione della presentazione a Miami di Comedian da parte di Cattelan riapre necessariamente un dibattito che da tempo agita il mondo dell’arte: stiamo parlando di arte o di farsa?

3 dicembre 2019

Proporzioni e simboli nelle cattedrali gotiche

cattedrale di Laon

Le cattedrali gotiche francesi sono forse la forma più elevata di costruzione sacra in Occidente, l’alta espressione artistica e simbolica e la loro sacralità non è dettata solo da fattori estetici e costruttivi ma soprattutto dalle suggestioni emotive che si provano al loro interno. Approfondendone meglio la loro costruzione e la struttura si scopre una complessità inattesa, come la complessa interpretazione delle facciate a bassorilievo e le impressionanti proporzioni matematiche di ogni elemento architettonico. La complessità e la ricchezza di significati sono legati ovviamente alla mentalità dell’epoca, per cui la geometria, il numero e la forma trasmettevano dei significati potenti in grado di comunicare all’inconscio un messaggio religioso ma soprattutto esoterico. 

3 ottobre 2019

Il Kouros ritrovato

Kouros ritrovato

«Le evidenze scientifiche confermano l’appartenenza dei due reperti a un'unica scultura e il loro ricongiungimento costituisce a tutti gli effetti un vero e proprio nuovo ritrovamento archeologico che arricchisce il patrimonio culturale della Sicilia.» (Sebastiano Tusa, Palermo, 11 novembre 2018). 
Il progetto di studio lanciato da Vittorio Sgarbi e sostenuto dal compianto Sebastiano Tusa (a suo tempo Assessore alla Cultura della Regione Sicilia) può dirsi portato a termine grazie agli studi condotti da una equipe di esperti, al fine di ricongiungere le due parti del Kouros

11 maggio 2019

Jisei no ku “le ultime parole prima di morire”: intervista a Silvia Montevecchi

“Let them bloom or let them die – it’s all the same:
cherry trees on mount Yoshino” (Rekisen)
Un nuovo sguardo sull'arte - Arte Laguna Prize. Arrivato alla sua 13a edizione, il concorso, allestito all’interno degli spazi dell’Arsenale di Venezia, ha visto la partecipazione di artisti nazionali ed internazionali che si sono presentati con oltre 120 progetti divisi per sezioni: pittura, arte fotografica e fotografia digitale, sculture e istallazioni/arte virtuale, video arte e performance, arte ambientale e arte urbana, design.
Abbiamo avuto il piacere di conoscere la photographer e visual artist Silvia Montevecchi che con il suo progetto Jisei no ku ha ottenuto il premio assoluto nella categoria “Arte fotografica e arte digitale”.

25 febbraio 2019

Boucher, David e Fragonard: la Francia del ‘700 negli sguardi dei pittori di corte

la lettrice

Una bolla di sapone, leggera, continua a sfidare l’aria e le sue leggi avvicinandosi il più possibile al cielo, ma più questa vi si accosta più il rischio che esploda si fa concreto: chi riuscirebbe a sentire il piccolo tonfo schiumoso di una sfera quasi inconsistente e sempre più distante dalla terra? La Francia che danza sinuosamente attraverso il XVIII secolo altro non è che l’interno di questa bolla, un intero ceto, quello nobiliare e altolocato, vive in una commistione di banalità e leggerezza; ma come tutte le bolle troppo distanti dal suolo anche questa rischia di esplodere in un tonfo che, questa volta, tutto sarebbe tranne che inascoltato.

1 novembre 2018

Il Realismo di Courbet

G. Courbet, Funerale a Ornans
G. Courbet, Funerale a Ornans, 1849

«Come il classicismo è la caricatura del classico il realismo è spesso il contrario del reale».
Parole sante, queste di Marcel Gromaire, perché in cosa esattamente consista il realismo nessuno lo sa. Tanto è ambigua questa etichetta che nel tempo, per specificare meglio ed evitare confusioni, il termine realismo è stato seviziato e costretto ad accoppiamenti degni delle più acrobatiche composizioni del Kamasutra. Il realismo è stato dunque: «capitalistico», «critico», «esistenziale», «espressivo», «fenomenico», «magico», «patetico», «popolare», «proletario», «prosaico», «simbolico», «sociale» e «socialista», fin nelle più note varianti di «neo», «iper» e «infra».



6 giugno 2018

Picasso al Bateau-Lavoir

Bateau-Lavoir

Nei primi anni del novecento presso il 18° arrondissement di Parigi, al 13 di place Émile-Goudeau, si poteva affittare un appartamento con appena 15 franchi al mese; era una cifra modesta, giustificata dal fatto che l’immobile in questione era privo di servizi essenziali come gas ed elettricità. Per fortuna c’era l’acqua, anche se distribuita solo al primo piano, e le pareti divisorie erano così sottili da far soffrire caldo o freddo in base alle temperature di stagione. Si aggiunga poi la fama del quartiere, Montmartre, abitato storicamente da artisti e gente umile. L’immobile in passato era stato adibito a laboratorio di pianoforti, ma nel 1889 il proprietario incaricò un architetto di restaurarlo dividendo così l’edificio in dieci appartamenti; usando le travi di legno, l’architetto creò scale e accessi che lo resero simile ad un labirinto angusto e poco funzionale: ma il proprietario voleva farci soldi così iniziò ad affittarlo…

17 aprile 2018

MIC Faenza: 1908-2018 tutte le ceramiche del mondo

ceramiche Faenza

Ieri. Era il 1908 quando a Faenza, nel pieno svolgimento dell’Esposizione internazionale dedicata al terzo centenario della nascita di Evangelista Torricelli, Gaetano Ballardini (direttore del museo fino al 1953) decise di realizzare il primo nucleo del museo internazionale delle ceramiche all’interno dell’ex convento di San Maglorio, grazie alle donazioni di artisti e collezionisti privati. Gli sforzi del direttore, delle istituzioni e di tutti coloro che ne parteciparono alla realizzazione, caddero in frantumi nel corso della seconda guerra mondiale, quando il museo fu vittima di un pesante bombardamento riportando danni sostanziali sia alla struttura sia alle collezioni. Nessuno si perse d’animo lavorando in prima linea per la riabilitazione degli spazi. Grazie agli interventi di restauro e alle nuove donazioni, il museo riaprì le sue porte nel 1949. 

8 aprile 2018

L’arte delle icone bizantine e le differenze con quella occidentale

Vergine del Segno
La Vergine del Segno

Visitando un museo o una chiesa sono stato sempre colpito dall’alterità dell’arte bizantina-ortodossa, la suggestione che ne traevo è stata sempre viziata (sono consapevole di ciò) da un inevitabile retroterra culturale: l’idea cioè che quel tipo di arte non sia da considerarsi solamente superata, ma persino poco espressiva ed emotivamente poco coinvolgente. In fondo per un italiano immerso in una tradizione dove la bellezza dei volti, la naturalezza dei visi, la verosimiglianza dei paesaggi, la precisione delle prospettive e dei colori, è parte essenziale del suo patrimonio culturale, ciò che appare artisticamente più “semplice” assume un carattere di diminutio. L’iconografia bizantina infatti esprime prevalentemente un’arte statica, ieratica, senza prospettiva o con una prospettiva diversa dal consueto, con sfondi oro e la persistenza di uno stile invariato nel tempo. 
Superficialmente si potrebbe dire che l’arte sacra bizantino-ortodossa è semplicemente “rimasta indietro”, mentre quella occidentale è andata avanti. Formalmente ciò è vero perché dopo Giotto la rappresentazione sacra occidentale e orientale hanno preso due direzioni diverse. Anzi potremmo dire che quella occidentale si è discostata dai canoni classici per virare verso forme di progressivo realismo. Così viene subito da chiedersi: perché è avvenuta una tale divaricazione? Perché l’arte ortodossa non è mai mutata? La risposta risiede sostanzialmente nella differente interpretazione teologica dell’arte sacra.

30 gennaio 2018

Woody Allen tra autobiografismo e (auto)plagio

Woody Allen

"Dio è morto, Marx è morto e anche io non mi sento tanto bene."
Nell’inverno del 1997 Woody Allen è morto. Almeno per me.
Dopo aver terminato Harry a pezzi nient’altro che il prolifico regista americano puntualmente ogni anno, ci propina, sembra essere all’altezza della stagione d’oro che ha vissuto tra la fine degli anni settanta (da Io e Annie) e quella fatidica data. Quella della sua morte, appunto. Ma siccome la morte, notoriamente, «nobilita l’uomo» e ancor di più l’artista, ecco i critici europei non mancare mai al puntuale appuntamento – a Cannes o a Venezia – con lo sperticato elogio del maestro.

«Segnali d’imperfetta morte», per dirla con le parole d’un grande scrittore, s’erano visti da tempo, per la verità, ma dopo quell’ultima testamentaria opera che racchiude tutte le ossessioni cinematografiche di Allen – autobiografismo, comicità brillante e surreale, analisi psicologica, folgoranti ‘trovate’ a servizio d’una tecnica a volte inefficace – il nostro sembra vagolare, sperduto, nella notte della senilità.

So già che state pensando a Match Point (2005), che lo stesso Allen ha definito il suo miglior film, ma si stratta di un (auto)plagio, certo non privo di geniali intuizioni, o a Vicky Cristina Barcelona (2008) che non aggiunge niente alla sua carriera, ma che s’è beccato la denuncia dello scrittore Alexis de Vilar che lo ritiene un plagio del suo Goodbye, Barcelona.

In realtà certe caratteristiche i suoi film le hanno sempre avute – e parlo anche del plagio – solo che l’icastica che allora – quando era in vita – trasbordava potente dai suoi film, rendeva queste caratteristiche dei “marchi di fabbrica”. Eccone alcuni:

20 novembre 2017

La Sicilia vista da Ferdinando Scianna e Peppino Tornatore (passando per Dolce e Gabbana)


Monica Bellucci, Ferdinando Scianna

La carriera fotografica di Ferdinando Scianna (1943) inizia nella sua Bagheria quando, appena ventenne, allestisce la prima mostra. Il tema da cui prende spunto sono le feste popolari siciliane, un argomento a cui s’ispirerà anche successivamente. Da quel momento la sua professione lo porta spesso in giro per il mondo, ma di frequente torna a lavorare nella sua terra, di cui diviene, per mezzo delle immagini, un cantore tanto da collaborare con molti noti personaggi locali e pubblicare diversi libri ad essa legati. Caso vuole che a quella prima mostra del 1963, tenuta nel circolo culturale di Bagheria, intervenga anche il già celebre scrittore Leonardo Sciascia. Quell’occasione diviene spunto per una relazione che porta l'intellettuale agrigentino di Racalmuto a scrivere i testi del primo libro del fotografo, Feste religiose in Sicilia (1965).

14 novembre 2017

Un gioiello razionalista

Scala palazzo delle poste palermo

Non posso negare una certa ammirazione nei confronti dell'architettura razionalista italiana degli anni 30. Le linee essenziali di certi edifici di Roma, come il cosiddetto Colosseo quadrato all'EUR o la monumentalità dello stadio dei Marmi, non mi lascia indifferente. Non si tratta di un'associazione mentale verso l'architettura di regime, quanto di considerare la volontà degli architetti di allora di fare un'architettura di qualità e nello stesso tempo all'avanguardia.
Uno degli esempi poco noti di architettura razionalista si trova a Palermo, stiamo parlando del Palazzo delle Poste sulla centralissima via Roma. Questo edificio normalmente è visitabile solo nell'ambito delle sue funzioni di sede delle Poste Italiane, pertanto molte delle sale sono inaccessibili al pubblico. Ma lo scorso mese, grazie alla manifestazione Le vie dei tesori alcune delle sue stanze sono state finalmente aperte al pubblico...

25 ottobre 2017

Florence Biennale: Earth

Padiglione Spadolini - Florence Biennale (Fortezza da Basso, Firenze)

Nei primi giorni di ottobre ho avuto l’opportunità di visitare il Padiglione Spadolini, spazio aperto ad esperienze artistiche, facente parte del complesso della Fortezza da Basso di Firenze. Riportato ad una condizione zero, il padiglione, ha accolto artisti provenienti da oltre 70 paesi del mondo dando loro la possibilità di confrontarsi in un ciclo artistico espositivo che le opere degli stessi hanno dato vita negli ambienti del padiglione.


14 ottobre 2017

Lucio Fontana: una nuova dimensione



La nuova concezione di spazio è stata stabilita nella seconda metà del XX secolo da Lucio Fontana. Se fino a quel momento gli artisti si erano interrogati sul proprio IO interiore, versando sulla tela sensazioni e suggestioni, con Fontana l'interrogativo passa alla materia stessa. Debitore dell'interpretazione informale e dell'astrattismo, oltrepassa il confine del tangibile, cercando risposte in spazi sconosciuti.  

2 settembre 2017

Percorsi artistici nell’opera di Flavia Alexandra Grattacaso: tra antichità e moderno

Sine Carrus
È arte tra cielo e terra, tra i simboli umani e animali di questa terra e la rappresentazione divina dei magnifici templi di Paestum, quella firmata da Flavia Alexandra Grattacaso. Giovane artista cresciuta all’ombra delle celeberrime rovine di Paestum, quello di Flavia è il caso di un’artista le cui radici, insieme alla tradizione del suo luogo natio, hanno inciso in misura decisiva e costante su tutta la sua trama artistica. La storia dei suoi quadri racconta il passato del luogo nel quale l’artista è cresciuta, ossia Paestum, con i suoi templi e un lascito artistico e storico immenso, che ha reso questo luogo meta prediletta di artisti provenienti da tutta Europa. È con il Grand Tour che Paestum diventa meta di pellegrinaggio artistico di intellettuali assettati delle bellezze e della storia italiana. A celebrare nei loro scritti ricchi di testimonianze la bellezza di Paestum parteciperanno, tra i tanti, due figure di spicco della scena artistica del passato come Goethe e il Winckelmann. Alla stregua di un moderno Grand Tour alla volta di Paestum, l’artista sembra riproporre, secondo un percorso simbolico e alternativo, le tappe attraversate dagli intellettuali del passato, aggiungendovi non pochi elementi di mistero. 

29 agosto 2017

La decorazione islamica come simbolo di penetrazione del messaggio divino

Moschea dello Scià, Isfahan
Muqarnas e decorazioni della Moschea dello Scià a Isfahan

Da quando ho avuto il privilegio di visitare Isfahan (Iran) e Samarcanda (Uzbekistan) si è suggellata l’immagine vivida delle decorazioni a piastrella dai colori sgargianti, degli arabeschi floreali nei pishtak delle moschee (le decorazioni attorno ai portali) e nei richiami all’armonia geometrica dell’intera arte islamica. Le moschee, nonché certi edifici islamici, possono essere considerati come la “sublimazione architettonica” della filosofia islamica, così come le cattedrali gotiche lo erano per l’Occidente cattolico. Non a caso il termine arabo hindesah indicava originariamente la misura, poi per estensione la parola è stata associata alla geometria e all'architettura, segno del legame indissolubile tra le due cose.

12 giugno 2017

Nozioni sull'arte del costruire dal De Architectura di Vitruvio


Secondo un giudizio pressoché unanime, Il De Architectura è considerato un testo indispensabile per lo studio dell'edilizia romana. L'opera viene scritta negli anni in cui Roma si ricopriva di molte opere architettoniche, permettendo all'erudito Vitruvio di esaminare da vicino tecniche e metodi.

18 aprile 2017

Come in un elogio romano: Villa Adriana descritta da Antonio Nibby nel suo "Viaggio antiquario ne' dintorni di Roma"


L'archeologo e topografo romano Antonio Nibby (Roma 1792 – Roma 1839) nella composizione di quest'opera, decise di indagare con gli occhi e con le fonti, sugli aspetti che resero Roma e i suoi dintorni un pittoresco capolavoro ancora oggi visibile. Lo studioso in punta di piedi s'incamminò tra le vie, in un percorso lento, meticoloso, catturando ogni dettaglio. 

9 marzo 2017

Il condizionamento futurista nel cinema


Immersa in un profumo di modernità l'Italia novecentesca usciva dalla civiltà contadina cercando qualcosa di nuovo.
Prendevano piede le rombanti automobili per le strade, gli scioperi e i diritti. Il cittadino novecentesco faceva capolino su una realtà che poteva dargli molto ; un gruzzoletto di denaro ottenuto dalla lotta sociale, poteva permettergli di frequentare sale cinematografiche o caffè letterari. L'innovazione plasmava i mestieri, le persone e le attività e per questo anche l'arte doveva abbandonare i modelli ottocenteschi e "rinfrescarsi" .
Primi tra tutti i futuristi italiani lanciarono la novità con un'arte trasgressiva.

24 novembre 2016

L'emblema musivo tra Palestrina e Ravenna


La decorazione musiva fiorisce in varie realtà nel corso della storia, occupando un importante posto in tribuna tra le arti figurative. Le sue fattezze mutano a seconda del contesto in cui si colloca, ma grazie ai pregiati materiali utilizzati, molti modelli sono arrivati fino ai giorni nostri riportandoci un valido esempio di tecnica ornamentale.
La vasta gamma di cromie che compongono le superfici donano a chiese e palazzi un tocco elegante e di prestigio.