5 febbraio 2009

Famiglia naturale o convenzionale?

Si lasci l’incipit ad una citazione tratta dal secondo capitolo de L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato di Friedrich Engels:

«Lo studio della storia primitiva […] presenta condizioni in cui gli uomini vivono in stato di poligamia e allo stesso tempo le loro donne in stato di poliandria e i figli comuni vengono perciò considerati anche una cosa comune a loro tutti; e queste condizioni, a loro volta, percorrono esse stesse un’intera serie di modificazioni fino alla loro dissoluzione finale nella monogamia.»

In un’epoca di silenziosi scontri ciclopici (perdonate l’ossimoro), di battaglie che vedono trincerati giganti ideologici, sembra chiaro come la soluzione al conflitto non possa avvenire attraverso la lotta armata. Se infatti da una parte l’"Assolutezza"delle leggi divine e metafisiche non si può nemmeno mettere in "dubbio", e se dall’altra il "Relativismo" filosofico e il pluralismo culturale faticano a trovare un’epifania "assoluta" nelle società occidentali (figuriamoci in quelle orientali e medio - orientali…) il nodo appare di difficile scioglimento. Eppure, inevitabilmente, il corso della storia, le scoperte scientifiche, la progressiva conoscenza, modificano, chiariscono e sbrogliano fili di lana che solo l’ipocrisia e la paura dell’uomo hanno, nel corso dei secoli, ingarbugliato. Si veda, ad esempio, il problema legato al tema della famiglia. Ancora oggi, e i proclami di certuni che ci tempestano sui mass media diventano persino intollerabili…, si sostiene che l’unica, la vera, la "naturale" famiglia sia quella composta da un padre, da una madre e dai loro figli.


Senza scomodare Hegel, è innegabile che il ruolo della famiglia, oggi, nelle nostre società, sia di fondamentale importanza per una miriade di fattori legati all’economia e alla cultura di base (giusta o sbagliata che sia) della società stessa. Sembra quasi che il matrimonio monogamo, solo se tra un uomo e una donna, sia avvertito come portavoce di responsabilità distinte, come mezzo di un’autorità gerarchica che si trova per definizione già al di fuori dell’insieme parentale. La famiglia, in estrema sintesi, appare ridotta a filtro e intercessione dell’autorità dello Stato: un microcosmo, fatto di leggi e giudici, che rispecchia e si pone da tramite ad un macrocosmo.

Francisco Goya, La famiglia Osuna. Fenomeni storici, economici, sociali e di costume hanno contribuito a modificare la famiglia nelle società occidentali

Tuttavia, al contempo, è pure innegabile che stiamo vivendo una feroce crisi di questa visione. Negli ultimi decenni abbiamo assistito infatti alla "naturale" comparsa, o meglio all’affermazione, di profonde trasformazioni nella società e nelle strutture familiari. E altri tipi di famiglia, tra cui quella omosessuale (alla quale diversi stati europei, ma non la “vaticana” Italia, hanno di fatto già esteso alcuni dei diritti precedentemente riconosciuti solo alle coppie eterosessuali), o quella poligama occultata ma impaziente di desiderio, stanno battendosi per vedere riconosciuti i loro diritti.


Brevissimamente un poco di storia, magari ci aiuterà a capire meglio la derivazione di questi modelli contrapposti. La "moderna" famiglia occidentale, quella che si ritiene "naturale" per intenderci, deriva in larga misura dall'antica famiglia ebraica, patriarcale e legata da severi precetti religiosi descritti nei libri dell’Antico Testamento. Soltanto con la riforma protestante questa concezione meramente religiosa dei legami familiari fu in parte sostituita da una visione più civile e laica. Per fortuna, come si scriveva poc’anzi, le scoperte scientifiche e antropologiche, ancora una volta, hanno ribaltato quelle che fino a poco tempo prima si ritenevano verità intoccabili. E dalla seconda metà dell’ottocento celebri antropologi si sono avventurati nello studio dell’origine non naturale per la cultura attuale dei rapporti amorosi e sessuali. Il testo più celebre in merito è di certo di Friedrich Engels. Il filosofo tedesco, nel 1884, riprendendo i risultati della Società antica (1877) di Henri Lewis Morgan, scrive L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato. Secondo il fondatore con Marx del socialismo scientifico, l’umanità, prima ancora della nascita della famiglia ebraica, era passata da una fase primitiva disorganizzata, caratterizzata dalla promiscuità sessuale (poligamia e poliandria), allo stabilimento della famiglia consanguinea e alla conseguente formazione dello Stato. Non sarà questa la sede per affrontare il testo engelsiano e come molti (persino le femministe) ne hanno perso memoria. Ci preme solo sottolineare l’origine storica e non naturale della famiglia monogamica per Engels e per l’antropologia moderna (ma anche per la sessuologia…).

Henry Lewis Morgan visse a lungo tra gli Irochesi e scoprì che tra gli indiani del Nord America vi erano numerosi legami di parentela. Da qui i suoi studi sulla famiglia e sulla sua formazione.

Si sa che tutto ciò che ha una genesi è storico, non è naturale ed è destinato a finire. Ciò era quanto prevedeva Engels a proposito della famiglia, della proprietà privata e dello Stato. Alla luce di quanto detto, non sappiamo se simili vaticini possano avverarsi; ci vengono in mente solo alcune domande. Forse la feroce crisi che sta investendo l’idea di famiglia naturale è preludio di qualcosa che, volenti o nolenti, accadrà? Forse è per questo motivo che si continua a non accettare che l’idea di famiglia naturale sia solo una menzogna? Perché così facendo si metterebbe in crisi la società tutta? Oppure perché se iniziassero a crollare alcuni dogmi, altri, ben più importanti, potrebbero cadere?


A proposito, dopo tanto dire, sarebbe il caso di spiegare l’etimologia della parola famiglia. È un termine maschile che deriva dal latino famulus, ovvero domestico, servitore, schiavo domestico, e familìa è l’insieme degli schiavi che appartengono a un uomo…

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