28 settembre 2023

La ricerca dell'umano nell'abisso del mondo

La nuova opera di Hanya Yanagihara usa la crudele e sfacciata realtà per parlare dell’essere umano. Lasciando da parte la staticità, l’immobilismo e una certa rigidità del passato, l’umanità raccontata fa i conti con la fragilità e, proprio grazie a questo, ritrova la speranza.

Nella frenesia caotica della società contemporanea, dove la tecnologia e la velocità del cambiamento sembrano dominare ogni aspetto della nostra vita, il romanzo A Little Life tradotto in Una vita come tante di Hanya Yanagihara emerge come una poderosa lente attraverso la quale esaminare i problemi sociali e psicologici che ci circondano. Questa epica narrativa, che segue la vita di Jude St. Francis e dei suoi più cari amici: William, JB e Malcom, nel corso di diverse decadi, offre un'occasione straordinaria per una profonda riflessione sulla solitudine, il trauma, la disuguaglianza e la ricerca dell'essere umano nell'abisso della modernità.

Una delle tematiche maggiormente sviscerata è la sofferenza, e Yanagihara non esita a gettarci nel profondo baratro della disperazione attraverso l’esistenza del protagonista. 

La cosa più brutta che un uomo possa fare a un altro uomo è nascondergli la verità.

Questa affermazione risonante ci invita a considerare come la negazione della realtà e la mancanza di comunicazione sincera possano infliggere ulteriori ferite psicologiche, sottolineando l'importanza della verità come strumento di guarigione e comprensione reciproca.

La solitudine nell'era delle connessioni digitali

Il secondo componente sviluppato nella narrazione è la solitudine, un'esperienza che molti individui vivono nonostante le apparenze di costante connessione attraverso i social media e le comunicazioni digitali. Yanagihara dipinge vividamente il ritratto di Jude, un uomo con un passato traumatico, ricco di abbandoni, abusi e sacrifici, circondato solamente in età adulta da amici che lo amano, ma incapaci di penetrare nelle sue profonde ferite interiori. Questo riflesso della solitudine moderna evidenzia come le connessioni superficiali possano mascherare una profonda disconnessione emotiva, sottolineando la necessità di relazioni umane genuine e di sostegno sincero e continuo.

Il peso del trauma e la resilienza umana

Solo progressivamente viene portata in primo piano la storia di Jude, e il ritmo narrativo accelera, diventa vorticoso e scandito da continui flashback sul suo passato e sui suoi traumi.
Esperienze estreme e ripetute che inevitabilmente influenzano la sua personalità in formazione, la sua idea di sé, le sue relazioni interpersonali e il rapporto con il suo corpo, vissuto come disgustoso, immorale, e colpevole.
Jude sperimenterà tutti i sintomi tipici del C-PTSD: memorie vivide e intrusive, evitamenti, autolesionismo, poco controllo degli impulsi, dissociazione e svariati tentativi di togliersi la vita.


Il romanzo ci mostra come l’insieme dei traumi possa avere un impatto duraturo sulla psiche umana, portando a una serie di conseguenze psicologiche e comportamentali. Tuttavia, attraverso la sua lotta costante per sopravvivere e trovare un senso di appartenenza, Jude incarna anche la resilienza umana.
La paura di vivere è più terribile della paura di morire,” riflette Yanagihara. Questa citazione ci spinge a considerare il coraggio richiesto per affrontare le sfide quotidiane e le battaglie interiori, suggerendo che la vita, nonostante le sue difficoltà, è un dono prezioso da abbracciare.
In aggiunta, veniamo spinti a considerare la forza interiore, un elemento necessario per superare i traumi e le difficoltà che possono incombere sul nostro cammino, offrendo una visione ottimistica della capacità umana di guarire.

Disuguaglianza e discriminazione: una realtà inesorabile

La narrazione mette in luce anche le questioni di disuguaglianza e discriminazione che persistono nella società odierna. Jude, essendo un uomo che durante l’arco della storia si riscopre gay, affronta la discriminazione e la violenza basate sull'orientamento sessuale, sottolineando quanto sia importante continuare a lottare per l'uguaglianza e il rispetto di ogni individuo, indipendentemente dalla loro identità.

La ricerca della luce nell'oscurità

Anche nella profondità dell'oscurità, Yanagihara ci invita a cercare la luce. “Dov'era la speranza? In qualche luogo al di là del dolore”, ci domandiamo insieme ai quattro amici della storia.
Nonostante le tenebre che perdurano in gran parte del romanzo, “Una vita come tante” ci invita a considerare la ricerca persistente della felicità e della bellezza nel quotidiano di tutti i giorni. L’esistenza dei personaggi è caratterizzata da momenti di intensa gioia e connessione, dimostrando che, anche nelle circostanze più difficili, l'umanità ha la capacità di trovare la luce in fondo al tunnel.

Con estrema delicatezza l’autrice scava nella debolezza, nell’imperfezione nel suo senso più assoluto, e forse proprio questa delicatezza rischia di renderla una storia per pochi, per quella minoranza che non si è ancora arresa a una visione del mondo disincantata e indifferente.

In conclusione, questo vasto romanzo ottocentesco, brutale e modernissimo per i suoi temi, è un libro avvincente e ipnotico che ha trascinato lettori e critica per il suo vigore narrativo, ci offre uno specchio sincero sulla società contemporanea e sui problemi sociali e psicologici che la affliggono. È una storia che restituisce all’arte quello che dovrebbe essere il suo vero obiettivo: cercare di generare una catarsi nel lettore, e Yanagihara c’è riuscita pienamente. Trasmette una grande tristezza e, insieme, una profonda gioia.
La vita dei personaggi divenuti quasi reali, ci spinge a riflettere sulla nostra stessa vita, sulle connessioni interpersonali e sulla ricerca della felicità nel disordine del mondo. È un richiamo all'umanità e alla compassione, un'opera che ci sfida a guardare oltre le apparenze e a cercare il profondo significato che risiede in ognuno di noi. In un'epoca in cui il mondo sembra diviso, frammentato, letteralmente spaccato a metà, “A Little Life” ci ricorda che c'è sempre speranza nell'unità e nel tanto desiderato semplice amore genuino.

Alessia Presterà 

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ciao Alessia, quanta verità è espressa in questo testo!
Tendo più di tutto a soffermarmi sul tema delle discriminazioni: ancora oggi, nel 2023, quello che manca più di tutto nelle persone è l’empatia verso il prossimo. È triste sentire che se sei omosessuale, sei affetto da depressione ecc, vieni considerato diverso e non ricevi l’aiuto e il sostegno dagli altri se ne hai bisogno.
Penso che questo sia uno degli argomenti più di attualità che ancora non si riesce a “superare”.
Il libro che hai citato, Una Vita Come Altre, penso sia un vero e proprio capolavoro anche per questo motivo, tratta molti temi complicati e li mette in luce in una storia veramente molto struggente.
Complimenti per l’articolo!!