22 febbraio 2010

Sacro e profano

La notizia apparsa sui giornali siciliani di qualche giorno fa, di per sé è fin troppo ordinaria e aggiungo fin troppo politica per essere riportata sul blog di Elapsus, ma il suo contenuto inevitabilmente mi tocca. Sto parlando della provocazione fatta dall’Assessore Regionale alla Formazione Mario Centorrino, economista e docente universitario a Messina, in occasione della prima tappa degli Stati Generali della nuova Autonomia in Sicilia. Egli ha affermato che: «Le ideologie sono ormai superate. Destra e Sinistra, tutti assieme, almeno per un anno prendiamoci una pausa. Non leggiamo più per un pò Camilleri, Tomasi di Lampedusa o Sciascia perchè sono una sorta di '"sfiga" nei confronti della Sicilia. Ci vuole ottimismo».

Detto provocatoriamente ci starebbe pure, soprattutto perché si citano per una volta degli scrittori che hanno arricchito il complesso dibattito sulla sicilianità. Sotto questo aspetto ne sono contento, perché per una volta la letteratura e la cultura assumono un ruolo centrale persino in un dibattito politico. Peccato che il senso di quelle parole nasconde un significato molto più triste: si vuole cioè usare la metafora della sfiga di una certa sicilianità, per avallare un impasto politico anomalo come quello attualmente presente in Sicilia. Non entro nel merito della questione, avrete modo di conoscere gli sviluppi politici nei giornali. Ma è pur vero che per una volta, tra le tante acrobazie pseudo retoriche usate dalla politica, si riesca a tirare in ballo persino la letteratura.

Forse è meglio così, lasciamo che questa vicenda sia unica, proprio per separare nettamente ciò che è sacro con ciò che è profano...

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