10 novembre 2010

Appunti di un venditore di donne


Ogni città nasconde una faccia oscura. Così pure il nuovo thriller di Giorgio Faletti, Appunti di un venditore di donne (edito da Baldini Castoldi Dalai editore) in cui ci si imbatte in una Milano anche con più di una faccia oscura. Facce che tendono a palesarsi in quel periodo in cui gli italiani vivono anni tremendi, fatti di piombo, proprio nei giorni del sequestro Moro. Un periodo di fuoco in cui gli accaduti sono mille e più, dove la politica non può che avere un ruolo primario e oscuro come quella faccia che ogni città nasconde e che Milano porta in sé proiettandosi nel pieno del decennio successivo, gli anni ’80, trasformandosi nella cosiddetta "Milano da bere": teatro d’eccessi e fiumi d’alcool che innondano locali fra i più sfrenati, nonché cabaret animati da comici i cui affari sono diretti da una figura losca, misteriosissima e intrigante, riconoscibile da un difetto fisico che pare l’abbia reso duro e sprezzante, cambiandolo non poco. Lo chiamano il Bravo, uomo intriso dai suoi stessi affari che ruotano intorno alle donne che vende, intrattenendo misterici intrecci. La sua vita tutta è un continuo attraversamento in un girone fondo e maledetto, abitato da personaggi che vestono la disperazione e stranezze tutte da scoprire. Uno squarcio di normalità, Bravo, però, riesce a vivere solo nel momento in cui condivide con il vicino di casa una singolare passione, i crittogrammi… Poe docet!

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