30 settembre 2011

L'inqualificabile chiusura di Passepartout


Ammetto la mia ignoranza televisiva, perché da anni ormai non riesco più a guardare la televisione soprattutto a causa dei palinsesti (e dell'invadenza della pubblicità). Ma la mia scarsa pazienza nel ricordare orari e trasmissioni scontava l'eccezione per alcuni contenitori culturali come Passepartout, condotta egregiamente da Philippe Daverio. La notizia è di pochi giorni addietro, ossia la chiusura del programma pur godendo di una perfetta salute di ascolti. 

La RAI soffre da anni una crisi di identità, perdendo il suo ruolo di servizio pubblico e di educatrice del cittadino e con questo tassello aggiunge un surplus davvero preoccupante. Il tabula rasa della cultura che sta attraversando l'Italia dai teatri sino alla TV sembra essere la naturale soluzione all'imbarbarimento del nostro paese.

L'ovvia opposizione a questa inqualificabile chiusura si è spostata anche su internet dove è stato aperto un gruppo Facebook che ha già raggiunto in pochi giorni i 5000 aderenti. Non servirà a nulla ovviamente, ma sarà quantomeno il segnale di un pubblico che non si accontenta solo dello sport e dei giochi a quiz.

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