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28 marzo 2018

Meno male che Augias c'è


E' da un pò di tempo che desideravo spendere due parole su un grande giornalista e scrittore come Corrado Augias: prendendo a prestito un motivo fin troppo abusato, mi viene da dire meno male che Augias c'è! Rispetto alla trasbordante consuetudine di una televisione da pollaio, Augias conduce (oserei dire incredibilmente visti i tempi!) la trasmissione culturale «Le Storie». Una trasmissione condotta con toni non solo pacati, ma educatamente puntuali e criticamente corretti.

16 gennaio 2018

Montanari vs Franceschini ovvero idealismo e realpolitik

montanari e franceschini

Ieri sera è andata in onda una puntata (per me) più interessante del solito su Otto e mezzo condotta dalla solita Lilly Gruber. Gli ospiti erano il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e lo storico dell'arte ed editorialista Tomaso Montanari (di cui ricordo le splendide puntate su Rai 5 dedicate al Bernini). 

2 maggio 2017

La cultura contro le verità liquide


Poco tempo fa ho visto un servizio che parlava della cosiddetta Banca dei semi in Norvegia. Per la precisione il luogo si chiama Svalbard Global Seed Vault e si trova appunto in una delle isole Svalbard. La sua costruzione risale al 2006 e nel tempo il suo utilizzo si è esteso a quasi tutte le nazioni al mondo. Pochi anni dopo la sua apertura giravano su internet delle informazioni poco verificate che consideravano la notizia come una bufala. Qualche articolo di giornale, o dei blog appoggiavano questa tesi ritenendola complottista, solo negli ultimi anni l’informazione ha raggiunto i canali ufficiali divenendo credibile.

19 giugno 2016

Detective Montalbano


Che Montalbano fosse una serie di successo lo sapevamo già, che abbia modificato la percezione della Sicilia e dei siciliani pure. Ma provare a vedere questa serie con gli occhi degli americani è una cosa un po' diversa.

2 settembre 2014

Ai confini della realtà (1959)


Dopo la pausa estiva riprende Rai 3 la serie TV Ai confini della realtà. Prodotta alla fine degli anni '50 fu una vera e propria novità nel panorama cinematografico dell'epoca, fu una vera rivoluzione, una pellicola all'avanguardia con i tempi tanto da poter essere riproposta ancora oggi.

23 febbraio 2014

L'assenza di un modello


La puntata di ieri di Otto e mezzo è stato un raro esempio di televisione di approfondimento. Ospiti in studio c'erano Vittorio Zucconi e il sociologo Domenico De Masi il quale ha argomentato parlando della società contemporanea dando degli spunti di riflessione davvero impeccabili.

2 gennaio 2014

La fabbrica del consenso


La figura di Noam Chomsky è enorme. Stiamo parlando di un linguista, filosofo e teorico della comunicazione, ma anche di un importante attivista politico. Un intellettuale americano che per indipendenza di pensiero potrebbe essere paragonato al nostro Pasolini. In termini assoluti il paragone è forzato, ma in merito alle lotte sociali la capacità di entrambe di comprendere i meccanismi della modernità è evidente.

14 agosto 2013

Il primo talent sulla letteratura

E alla fine è arrivato. Si chiama Masterpiece, il talent show sulla letteratura. Verrà trasmesso (ovviamente) su Rai3, e dovrebbe partire la prossima stagione televisiva. Per partecipare bisogna essere degli aspiranti scrittori con, come si dice in questi casi, un libro nel cassetto; non avere mai pubblicato; presentare un romanzo – non una raccolta di racconti – tra le 150.000 e le 800.000 battute.

24 gennaio 2013

Lo sceneggiato televisivo L'idiota di Dostoevskij


E' grazie alla memoria di internet, all'interessamento di qualche anonimo utente che la storia della televisione si salva divenendo accessibile a tutti... Facendo una ricerca su Youtube ho trovato, con mio sommo piacere, alcuni degli sceneggiati televisivi prodotti dalla RAIPer chi ha una certa età questi sceneggiati erano un appuntamento fisso in quella TV dell'epoca ad un solo canale ed in bianco e nero. Ma la bellezza di quelle produzioni consisteva soprattutto nel vero ruolo culturale che allora la RAI svolgeva.

9 giugno 2012

Secondo me Nino Frassica è geniale


«Ho fatto una dieta a Milano, con un dietologo milanese, e in due mesi ho perso 4.000 euro».
Forse non sarà molto condiviso questo mio giudizio, ma secondo me Nino Frassica è geniale. A parte i trascorsi anni ottanta con Arbore e la sua banda, che hanno comunque segnato la storia della TV italiana e che poco conosco, la sua comicità surreale mi sembra sottovalutata. Sono molti oggi a frequentarla ma lui era uno dei pochissimi a proporla già in quei trascorsi arboreschi.

27 novembre 2011

L’ultimo (grande) maestro


Da tempo lamentavo che anche il “salotto” di Fabio Fazio su RaiTre – Che tempo che fa – non ospitasse altro che eleganti marchette televisive: il nuovo libro dello scrittore, il nuovo film del regista, ecc., essendo del tutto scomparse le interviste senza scopo di lucro. Ma ieri, sabato 26 novembre, ecco apparire Ettore Scola, l’ultimo grande maestro del cinema italiano.

14 ottobre 2011

Lezioni di economia


Vorrei proporre un suggestivo parallelo: Romano Prodi come Michele Misseri.
Il “professore” – Prodi, non Misseri – è stato protagonista della prima di tre puntate che La7 ha organizzato, dal titolo Il mondo che verrà; praticamente delle lezioni di economia, sullo sfondo dei cambiamenti mondiali. Dice bene Aldo Grasso sul «Corriere» quando sostiene che Prodi sembra «ringiovanito»; lucido, sciolto e soprattutto CHIARO nel parlare – lo ricordate da premier, bofonchiante e indaffarato com’era? 

Anche “zio Michè” – proprio lui, quello del delitto di Avetrana – sembra ringiovanito; dopo la detenzione e il ritorno a casa (da solo) ha messo su occhiali da intellettuale, qualche chilo, ha perso qualche anno e sfoggiato un’autorità che nessuno, in famiglia, sembrava volergli riconoscere. Insomma, fuori dalla politica l’uno, e dalla famiglia l’altro, sembrano stare molto meglio.

10 ottobre 2011

I sentimenti “buoni”


La TV italiana, si sa, è sempre stata “buonista”, piaciona; ingenuamente in lotta contro un mondo “brutto sporco e cattivo”, da combattere coi sentimenti buoni – quelli di una volta – le virtù dell’educazione, della mediocrità, e di un garbato razzismo. È tutta un’esaltazione di pii sentimenti, moralità e religiosità ostentata che mi ricorda – chissà perché – il manganello fascista.

Dalla «TV del dolore» mi sembra si sia passati, in questi ultimi flatulenti anni, alla «TV del pianto». Nel senso che tutti piangono; ma la cosa più sorprendente è che non fanno finta – no – piangono per davvero! Dunque non parlo dell’intrinseco connotato televisivo – la finzione – ma dell’emozione. Non mi pare che in passato si sia visto un tale plotone di occhi umidi come in questi ultimi anni.

30 settembre 2011

L'inqualificabile chiusura di Passepartout


Ammetto la mia ignoranza televisiva, perché da anni ormai non riesco più a guardare la televisione soprattutto a causa dei palinsesti (e dell'invadenza della pubblicità). Ma la mia scarsa pazienza nel ricordare orari e trasmissioni scontava l'eccezione per alcuni contenitori culturali come Passepartout, condotta egregiamente da Philippe Daverio. La notizia è di pochi giorni addietro, ossia la chiusura del programma pur godendo di una perfetta salute di ascolti. 

La RAI soffre da anni una crisi di identità, perdendo il suo ruolo di servizio pubblico e di educatrice del cittadino e con questo tassello aggiunge un surplus davvero preoccupante. Il tabula rasa della cultura che sta attraversando l'Italia dai teatri sino alla TV sembra essere la naturale soluzione all'imbarbarimento del nostro paese.

18 gennaio 2011

Il falso progresso



L’ultima “lettera dal nord” di Antonio Scurati – la rubrica che tiene all’interno della trasmissione televisiva Parla con me – è una breve ma acuta analisi della contemporaneità, dall’undici settembre alla crisi internazionale.

12 gennaio 2011

Lo «strategismo» commerciale


La bella Manuela Arcuri, con una performance artistica indegna perfino per lei, impazzava nelle reti televisive fino a poco tempo fa, pubblicizzando il romanzo di Luigi Alfonso Marra Il labirinto femminile, quando della reazione ironica (impressionante per mole) che ha scatenato gli internauti è giunta notizia anche ai giornali.


25 dicembre 2010

Due domande retoriche

1 – Esisterà un 24 o 25 dicembre futuri senza che Italia 1 programmi per l’ennesima volta Una poltrona per due con Eddie Murphie e Dan Aykroyd?

2 – Esisteranno 24 o 25 dicembre futuri senza avere i palinsesti televisivi di ogni rete ostaggio di filmetti per famiglie traboccanti vomitevoli buonismi da indottrinamento nazista?

30 novembre 2010

Un "Match" tra Monicelli e Moretti


Il 14 dicembre 1977 andò in onda un interessante "scontro" tra Mario Monicelli e Nanni Moretti nella trasmissione Match presentata da Alberto Arbasino. Era una TV di altri tempi, con un Monicelli sempre tagliente ma molto più giovane di come lo ricordiamo fino a ieri. Ma c'è anche un giovanissimo Moretti, quasi irriconoscibile nel suo look ma in fondo sempre uguale nel suo modo di essere.

8 novembre 2010

The Walking Dead: la serie televisiva sugli zombi

The Walking Dead

Negli ultimi anni (sperando non sia una moda o un terreno fertile a cui attingere in mancanza d’idee) ci sono state delle felici trasmutazioni di graphic-novel in film, videogiochi e serie tv. Non fa eccezione la graphic-novel The Walking Dead, da cui è tratta una serie televisiva al cardiopalma, fascinosa e superbamente realizzata (attualmente in onda in America e in Italia su FOX TV) dedicata agli zombi, in cui i morti impongono la loro avanzata verso la vita, infrangendo la dilemmatica soglia fra la vita e la morte. Dove in questo caso la morte è incarnata nell’incisiva fisicità di esseri zombificati, fra i cui lineamenti devastati è possibile rintracciare quelli che prima erano dei nostri amici, mogli, fidanzate, figli, colleghi di lavoro, vicini di casa. Identificazione del ruolo nell’orrendo, divenendo, questa, la forza stessa della serie televisiva, intessuta in quel quotidiano di volta in volta deframmentato, sorta di prigione a cielo aperto, quando i personaggi si trovano di tra i grattacieli, fra gli isolati, sul giardino prospiciente a belle villette a schiera; o al chiuso, come in grandi saloni, scantinati, ospedali, persino nell’opprimente vano di un carrarmato, quando non v’è altro luogo ove tentare di fuggire dall’orda di affamati non-morti. Luoghi che inevitabilmente si rivelano sempre a portata di zombi, con un incedere magnificamente lento (gradito ritorno alla caratterizzata andatura degli zombi Romeriani, dopo una miriade di film con morti viventi dal passo fulmineo, con rimandi agli zombie-movie del maestro, come l’uomo di colore, etc.), sembrano consapevoli di poter comunque arrivare prima o poi al loro pasto più amato: i vivi!


19 ottobre 2010

La TV piange se stessa. Sesso, bugie e videotape

«Forse il pubblico» pensava Adriano «sa che la sua presenza ècondizionata dalla sua capacità di battere le mani e di saper crearequell’atmosfera che è indispensabile non soltanto allo spettacolo (il quale senza applausi scoprirebbe forse la sua povera natura), ma
anche necessaria alle sue stesse illusioni. Il pubblico applaude se
stesso».Ennio Flaiano, Adriano
Se il caso di Avetrana fosse stato un romanzo forse la penna di Simenon avrebbe più di altri saputo tratteggiarne i chiaroscuri: la provincia sonnolenta, la famiglia, le sottili perversioni travestite da normalità. Ma quel che Simenon non avrebbe mai saputo rendere è leggere questi fatti con lo “sguardo” di Warhol. Si, perché ci vogliono un paio d’occhi come i suoi – quelli di Warhol – per capire, al di fuori della dinamica “omicidiaria”, i moventi drammaturgici del carnefice: che sia lo zio, la cugina o la TV.