17 settembre 2011

Onore al coraggio (che succede in Italia?)


Di merito non so se si possa parlare perché, a dir la verità, non ho mai letto nessun libro dei Wu Ming; però certamente si può lodare il coraggio e l’audace senso dell’umorismo.
Dunque, nel 2009 esce Altai, romanzo storico che in parte si ricollega al precedente Q. In questi mesi è disponibile una riedizione di Altai, che oggi ho avuto modo di sfogliare in una libreria della mia città. Che c’è di strano? Prima di rispondere a questa domanda ricordo la “calorosa” attenzione che il quotidiano «Libero» ha solitamente riservato ai libri di questo inconsueto collettivo – probabilmente marchiati del peccato originale di apparire, al quotidiano destrorso, dei pericolosi comunisti. Nel sito del gruppo è infatti riportata questa citazione: «E poi, come diavolo scriveranno a dieci mani i favolosi cinque? Capitan Sovietico scrive un capitolo e SuperGuevara un altro? Oppure scrive tutto l’Uomo Maoista e gli altri fanno l’editing?».

Come tutti sappiamo le fascette che cingono i libri vengono aggiunte per segnalare la vittoria di un premio importante, una critica lusinghiera o qualunque altra cosa che possa invogliare il probabile lettore all’acquisto. Ma a questa riedizione del romanzo la fascetta di Altai reca la seguente citazione di «Libero»: «una boiata, proprio come Q».

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