5 ottobre 2012

Games with a purpose: il caso della lingua italiana



Da più di due anni, l’università di Monaco di Baviera e in particolare il settore di lingua e linguistica italiana, sta sviluppando un progetto interessante, un gioco, uno dei cosiddetti GWAP: Games with a Purpose (giochi con uno scopo). Questi GWAP, oppure: human-based computation games, sono giochi online che utilizzano le capacità degli uomini per ottenere dei dati e raggiungere certi obiettivi.


Questo metodo, chiamato crowdsourcing che riprende l’altro concetto di outsourcing, si basa sul trasferimento di una parte di lavoro di una azienda a degli individui che con quest’ultima non hanno alcun legame. Nel crowdsourcing quindi vengono coinvolti dei volontari umani anonimi. 
Questo nuovo sistema di reclutare personale anonimo e inconsapevole che arreca altresì un beneficio all’azienda o istituzione che ne sfrutta le qualità per le proprie ricerche, è un fenomeno in larga crescita, di cui ognuno di noi può averne o ne farà parte inconsciamente.
 
Il primo esempio di human computation è il gioco ESP nato dal genio di Luis von Ahn dell’Università di Carnegie Mellon. ArtiGo, progetto dell’Università di Monaco di Baviera, facoltà di storia dell’arte, utilizza lo stesso metodo. I giocatori assegnano degli attributi a una immagine data. A gioco terminato la banca dati avrà acquisito le informazioni generali che servono a taggare l’immagine. Questo è infatti un lavoro che servirà ad aiutare la ricerca di immagini da parte degli utenti di internet. E’ infatti risaputo che internet può individuare quasi tutto, eccetto le immagini ed è per questo che attraverso il GWAP di Artigo, il cui sito è www.artigo.org, si sta cercando di ovviare al problema puntando sulla intelligenza collettiva.
 
All’università di Monaco, questo metodo innovativo viene applicato anche alla ricerca linguistica.
Il caso di Metropolitalia, questo il sito: www.metropolitalia.org, appare perciò ancora più interessante per due motivi: è un Game with a purpose il cui fine, e questa è la seconda peculiarità, è quello di registrare la conoscenza degli utenti sulle diverse varietà dialettali presenti sul nostro territorio. Il fatto ancor più sorprendente è che a interessarsi alle varietà linguistiche italiane è un Team dell’Università di Monaco di Baviera in Germania, coordinato dal docente in linguistica Prof. Thomas Krefeld. Metropolitalia funziona così: ad ogni partita saranno presentati tre esempi tipici di espressioni regionali e locali, cioè parole o frasi dialettali e colloquiali. Compito è quello di proporre e quindi indovinare l'origine dell'espressione. Se la scommessa coincide con quella degli altri giocatori verranno accreditati dei punti. Scopo del gioco è quello di accumulare più punti possibili. Più la risposta si avvicina a quella corrispondente, più punti si otterranno.
Va da sé che la piattaforma Metropolitalia va oltre il mero gioco. I giocatori possono anche aggiungere parole o frasi che ritengono tipiche di un qualsiasi luogo. È disponibile anche una funzione di ricerca, con la quale gli utenti possono farsi indicare la provenienza di quell'espressione.

In un tempo in cui internet ha aperto un nuovo modo di considerare la vita e l'uomo, ecco che ora si potrà altresì sfruttare l'intelligenza collettiva per attuare una ricerca in internet, che altrimenti sarebbe impensabile.

Il progetto dell'istituto linguistico della Ludwig-Maximilias-Universität Metropolitalia, si pone lo scopo di raccogliere dati autentici sull'italiano regionale e sui dialetti, tenendo conto anche di parametri quali il sesso, l'età e il livello d'istruzione. Tali informazioni risultano dal tagging effettuato durante il gioco da parte dei giocatori. La piattaforma è indirizzata principalmente agli italofoni sia in Italia che all'estero, che, come contraccambio, impareranno molto sulla propria lingua e sul modo in cui è vista nel mondo di oggi.

Benvenuti, dunque, in una nuova fase dell'era di internet, la quale potrà sicuramente apportare un maggiore numero di informazioni utili sulle diverse identità linguistiche italiane e facilitare la ricerca di immagini in internet, prima impossibile da effettuare.


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