11 gennaio 2014

Discorso sul metodo - René Descartes



Bene vixit qui bene latuit
(Cartesio)

Il buon senso è fra le cose del mondo quella più equamente distribuita, giacché ognuno pensa di esserne così ben dotato, che perfino quelli che sono più difficili da soddisfare riguardo a ogni altro bene non sogliono desiderarne più di quanto ne abbiano. E in questo non è verosimile che tutti si sbaglino; è la prova, piuttosto, che il potere di ben giudicare e di distinguere il vero dal falso, che è propriamente quel che si dice buon senso o ragione, è per natura uguale in tutti gli uomini; e quindi che la diversità delle nostre opinioni non dipende dal fatto che alcuni siano più ragionevoli di altri, ma soltanto da questo, che facciamo andare i nostri pensieri per strade diverse e non prestiamo attenzione alle stesse cose. Perché non basta avere buono l'ingegno; la cosa principale è usarlo bene. Le anime più grandi come sono capaci delle maggiori virtù, così lo sono dei più grandi vizi; e quelli che camminano assai lentamente possono progredire molto di più, se seguono sempre la via diritta, di quelli che correndo se ne allontanano.

Nel 1637 il mondo cambia e non sarà più lo stesso.
Il filosofo e uomo d'armi René Descartes (combattè nella guerra dei 30 anni) o, più brevemente, Cartesio, scrisse Il discorso sul metodo dando il via al razionalismo filosofico, sintetizzato nel celebre motto cogito ergo sum.
Il pensiero è il fondamento stesso dell'esistenza e la radice della conoscenza umana: il dubbio iperbolico può esercitarsi su tutto, ma non sul fatto che l'uomo se dubita, pensa e se pensa, allora è. Da lì si costruisce ogni conoscenza, seguendo la regola dell'evidenza: «non comprendere nel mio giudizio niente di più di quello che fosse presentato alla mia mente così chiaramente e distintamente da escludere ogni possibilità di dubbio».
La conoscenza di Cartesio si esercita partendo dal dubbio, e seguendo il sentiero della ragione (cogito) secondo la regola dell'evidenza e della sua corrispondenza con la realtà (sum).
In tal modo Cartesio inaugura il dualismo, ossia la separazione tra res cogitans (il pensiero) e res extensa (la realtà), addivenendo ad una contraddizione dell'esistenza di due sostanze ultime, laddove la sostanza ultima deve per forza essere una, uno il principio.
Cartesio risolse il problema con il concetto di Dio, creatore sia del pensiero che della materia. Ma apparve subito una soluzione di comodo, in quanto l'idea di Dio derivava dal cogito e non viceversa. Una soluzione quasi blasfema e pericolosa. Come intuì lo stesso Cartesio, che trascorse la vita in un isolamento latitante (lantano=manco, non appaio), onde, traendo dalle esperienze di Galileo e di Giordano Bruno, il convincimento sintetizzato nel famoso motto: Bene vixit qui bene latuit.

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