25 ottobre 2017

Florence Biennale: Earth

Padiglione Spadolini - Florence Biennale (Fortezza da Basso, Firenze)

Nei primi giorni di ottobre ho avuto l’opportunità di visitare il Padiglione Spadolini, spazio aperto ad esperienze artistiche, facente parte del complesso della Fortezza da Basso di Firenze. Riportato ad una condizione zero, il padiglione, ha accolto artisti provenienti da oltre 70 paesi del mondo dando loro la possibilità di confrontarsi in un ciclo artistico espositivo che le opere degli stessi hanno dato vita negli ambienti del padiglione.


Per l’occasione, l’ambiente ha abbandonato il ruolo istituzionale, le regole di mercato, di compravendita, di meritocrazia, ritornando ad una condizione zero, e giocando il ruolo di mediatore tra gli artisti.

I compositori di idee hanno potuto mostrare stile, esperienza ed idee tramite i propri lavori.  

Il tema scelto per quest’anno è stato EARTH creatività & sostenibilità. Mi è piaciuto molto il connubio arte- terra, perché non si è parlato tanto di artisti ma di persone che su questa terra ci vivono, che hanno problemi, che affrontano la vita come tutti e di questa vita e questa terra parlano con le proprie opere.
Penso che il termine creatività comprenda tante cose. Essa è emersa in particolare nei mezzi di comunicazione, a partire dalla fotografia e dalla cinetica, alle tecniche di realizzazione che si sono servite dei più svariati materiali.

Platux, Dream of Florence

Nel corso della mia visita, ad un certo punto, mi sono soffermata su alcune fotografie che ai miei occhi parevano “di vetro”. Mentre le osservavo con attenzione,  un gentile signore si è avvicinato a me e mi ha domandato “Do you like these?”. È iniziata così la mia breve conversazione con Andreas Denstorf in arte PLATUX. Di origine tedesca si definisce un photo artist. Vicino allo stile della pop art ripropone nei suoi lavori, elementi iconografici riconoscibili, ma non scontati come Ponte Vecchio (Firenze) o il Millenium Bridge (Londra) o un frammento marino di Dubrovnik (Croazia). La superficie, come un campo elettromagnetico, attira su di sé materiali differenti come vetro ,carta, metallo,  tela e plexiglass. Platux gira tutto il mondo esponendo i propri prodotti artistici all’interno di gallerie, manifestazioni, musei e fiere. Ho apprezzato molto l’umiltà e i modi magnanimi che sono stati un riflesso tangibile della sua persona durante il nostro piccolo dialogo.

Il concetto di sostenibilità è stato quello più difficile da capire.

Esionov Andrey, Venetian Fairytale

Andrey Esionov pittore nato nella capitale dell’Uzbekistan ha portato con sé alla mostra un’opera che ha decisamente colpito la mia attenzione. Essa rappresenta una persona chinata in avanti, con la fronte leggermente corrugata, intenta a strofinare la superficie di una strada con uno straccio. Esionov non idealizza la realtà ma la fotografa e la blocca sulla tela. Questa è una verità, è una normalità e se l’arte è vita quotidiana perché non andare a ricercare frammenti di vita quotidiana?

Con questa opera sostiene tutte quelle persone che per spirito di sopravvivenza si trovano ad affrontare situazioni di disagio.

Alexander Rozhin parlando di lui dice: «nella pittura ad acquerello gli oggetti del mondo reale impressi da Andrey Esionov, si trasformano in opere d’arte, e questo fatto testimonia il livello di talento, l’abilità professionale e la tecnica di esecuzione. Non clona natura, invece la crea , crea una nuova realtà senza l’utilizzo di alcun strumento ottico, senza apparecchiature cinematografiche e foto, ma solo con mezzi espressivi dell’arte stessa ». (Alexander Rozhin).

Rousseau Mathieu, Les gardiens du temps

La scelta dei partecipanti alla Biennale è stata determinata anche dall’impressione visiva e dalla predilezione cromatica adottata dagli stessi.

Mathieu Rousseau artista canadese, con la sua Les gardiens du temps ha proposto una tecnica del tutto nuova. Visual artist naviga tra astrattismi cromatici e forme figurative suscitando nello spettatore un sublime stupore. Quasi immerso completamente  in una condizione cosmica lontana dalla realtà, si aggrappa a linee fluide che disegnano leoni. Si ravvisa nel titolo un accenno di simbolismo (guardiani-leoni, tempo-sfondo) che dona al dipinto un tocco di magia.

Wallace Steffie, Landscape paintings

Steffie Wallace, pittrice australiana ha esposto una serie di landscape paintings dai toni incredibilmente delicati. L’artista, privando la propria tecnica di mezzi iconografici, ha intrapreso un’attenta ricerca cromatica debuttando con soavi gradazioni che come soffi si distribuiscono sulle sue tele. Raccontando il suo stile dice: « nel trasmettere una risposta emotiva al paesaggio, il mio lavoro riflette l'imprevedibilità della natura con l'accento sull'esperienza transitoria, parallela alla nostra esistenza fisica sulla terra, alla relatività della nostra esistenza fuggevole sulla terra e alla relatività del nostro significato all'interno dell'ambiente naturale ». (Steffie Wallace)

Angela Marchionni, Scaling, Eco Logos; St Amant, nacked jazz; Avidor Nitzan, Sisyphus

I dieci giorni di mostra hanno coinvolto i visitatori con presentazioni di libri e riviste, conferenze, lectio magistralis, premi alla carriera per poi concludere con la cerimonia di premiazione degli artisti partecipanti.

Penso che la Biennale di Firenze sia un’ottima occasione per entrare in confidenza con realtà artistiche lontane, un po’ geograficamente un po’ concettualmente, dal nostro solito vedere.
Avvicinarsi a queste realtà permette di cambiare punto di vista, di arricchire il sapere personale e deliziare gli occhi con qualcosa di nuovo.

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