12 febbraio 2010

(ri)leggere Papini

Cosa ha fatto Papini perché Henry Miller nella sua opera d'esordio, e una delle più note, Tropico del cancro, lo citi per due pagine intere e ne parli in questi termini: «Occorreva qualcosa per rimettermi in accordo con me stesso. Ieri sera l'ho scoperta: Papini». Di Papini Miller ammira la libertà che, nello scritto che cita, egli reclama a gran voce, un po' come quella che lo scrittore americano andava cercando a Parigi.
Di recente ho scoperto questa opinione: «sospetto che Papini sia stato immeritatamente dimenticato». Chi l'ha detta? Non uno studioso italiano ma uno dei maggiori scrittori del Novecento: Jorge Luis Borges.

Non è che dietro la figura di Papini che, devo ammettere, conoscevo solo per le sue frequentazioni futuriste e la sua instancabile attività di fondatore di riviste, si nasconde un grande scrittore?

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