10 ottobre 2010

Riba awards. Metà premio all'Italia


Il Museo MAXXI di Zaha Hadid a Roma (foto di Simone Cecchetti, dal sito fondazionemaxxi.it)

Il 15 e 16 Ottobre la fondazione SUM (istituto italiano di Scienze Umane) ha promosso un convegno dal titolo Un osservatorio sulla cultura del Paese; c’erano nomi molto rispettabili come: Stefano Rodotà, Marc Fumaroli, Gianrico Carofiglio e Pupi Avati. Il secondo giorno i lavori si sono concentrati su un tema monografico: L’architettura italiana. A discuterne – i soliti nomi, per la verità – Vittorio Gregotti, Franco Purini, Gae Aulenti, ma anche Rafael Moneo e Joseph Rykwert. 


È interessante che, quantomeno, si provi ad affrontare la questione dell’architettura in Italia – parlare di architettura italiana mi sembra troppo – in un panorama ove non mancano le qualità: mancano soprattutto le opportunità per emergere.
Nel frattempo il RIBA (Royal Institute of British Architects) ha assegnato il RIBA European Awards al museo MAXXI di Zaha Hadid. L’architetto è una anglo-iraniana, ma l’opera, com’è noto dalle due inaugurazioni e dall’attenzione mediatica che ha prodotto, è stata realizzata a Roma. Un premio a metà, dunque, per l’Italia, che ha mostrato come sempre di essere incapace di gestire efficacemente realizzazioni complesse (come l’Expò di Milano) visto che il concorso di architettura è stato bandito nel 1998. Complimenti, solo dodici anni!
Si spera almeno che il successo della struttura (testimoniato non solo da questo premio), e il grande numero di visitatori che ha già accolto facciano fare a chi di dovere delle elementari riflessioni…



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