27 settembre 2011

Ritratto di Robert de Montesquiou - Giovanni Boldini


Foggia elegante, portamento da gentiluomo del demi-monde parigino, tratto preciso e moderno. Stiamo parlando del Ritratto di Robert de Montesquiou eseguito da Giovanni Boldini nel 1897. Sono gli anni della belle époque rappresentati nella sua elegante nobiltà da Boldini, pittore italiano trasferitosi a Parigi, dove farà fortuna presso i salotti della nobiltà.


Boldini in questo ritratto rappresenta un uomo importante, uno scrittore e poeta dandy che aveva la sola "colpa" d'essere un cosiddetto invertito. Anche per questa ed altre caratteristiche Marcel Proust lo identifica con il Barone di Charlous all'interno della Recherce:

Un uomo con gli occhi fissi, tutto curvo, era posato sul fondo, e faceva per stare dritto gli sforzi che avrebbe fatto un bambino cui si fosse raccomandato di comportarsi bene. Ma il suo cappello di paglia lasciava vedere un'indomita foresta di capelli completamente bianchi; dal mento gli fluiva una barba bianca simile a quelle che la neve mette sulle statue dei fiumi dei giardini pubblici. Era, accanto a Jupien che si faceva in quattro per lui, il signor di Charlus, convalescente d'un attacco apoplettico di cui non avevo saputo nulla [...] e che, a meno che prima non si fosse tinto, e gli avessero prescritto di non sobbarcarsi più a tale fatica - aveva reso visibile e brillante, come in una sorta di precipitato chimico, tutto il metallo che sprizzavano e di cui erano sature, come fossero geyser, le ciocche di puro argento, ormai, della sua capigliatura e della sua barba, mentre aveva imposto al vecchio principe decaduto la maestà shakespeariana di un re Lear.

Ma anche colui che ha ispirato il personaggio di Des Esseintes in À rebours di Joris Karl Huysmans e che vantava amicizie come: D'Annunzio, Gustave Moreau, Whistler e molti altri. E forse era per questa ragione che Jean Lorrain, che non aveva mai avuto buoni sentimenti né per il pittore né per Montesquiou scrisse riguardo al dipinto: «Quest'anno M. Robert de Montesquiou ha affidato il compito di riprodurre la sua elegante silhouette a M. Boldini, l'incallito deformatore di donnine con tic nervosi, detto anche il Paganini del Peignoir.» E aggiunge infine: «Questo povero M. de Montesquiou, che M. Boldini ci mostra quest'anno al Champ de Mars, ipnotizzato nell'adorazione del suo bastoncino...» Il bastone citato che viene guardato con tanta attenzione dal soggetto del quadro era appartenuto a Edmond de Goncourt per essere acquistato dopo la morte del conte da Salvator Dalì.

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