26 ottobre 2011

L'incredibile storia di un cranio - Giuseppe Bonaviri (Romanzo - 2006)


A guardarla, la luna pareva si stesse gonfiando nel suo interno fiato astrale. Porporina disse: «Jehova, facciamo di noi stessi una sola persona fuori da ogni tempo.» Quando i due amanti si unirono e il tempo si sfigurò in tanti punti-eventi, la luna assieme a loro fiottò.
Una Sicilia meravigliosa, magica come le parole usate per descriverla, la presenza costante di un vento sognante che aleggia sulle pagine soffuse d’un odore metafisico, un gruppo di scienziati geniali e malinconici; gli elementi base di un cocktail dal sapore incantato.
Un gruppo internazionale di scienziati lavora in un centro di biologia negli Stati Uniti, sperimentando e fantasticando clonazioni, innesti tra fiori e piante sugli uccelli, manipolazioni di DNA. Tra i personaggi, i principali sono Porporina, catanese, e Jehova, cretese. I due sono innamorati, tra loro, del loro lavoro, della natura. E sentono, insieme agli altri ricercatori, il bisogno di trovare la formula armonica (e mefistofelica) della fusione con cui mondo minerale, vegetale e animale possano essere la perfezione, una cosa sola. Al gruppo si unisce Iside (attenzione ai nomi dei personaggi, rivelano le loro qualità e i loro caratteri), un'altra singolare scienziata che tiene gelosamente nascosto un cranio umano di cui si era innamorata. Il teschio di Toto, così sono chiamate le ossa di un probabile soldato siciliano morto in Africa durante la guerra del '40 - '45, è un'attrazione quasi morbosa per Iside. C'è un che di necrofilo, di orgasmico in questo rapporto. Comunque, i tre amici e tutta l’équipe decidono di clonare Toto e di farlo partorire dal ventre di Iside.

Per realizzare l’abominevole parto, sommeranno le loro conoscenze e i loro sogni e dal miscuglio di cellule d’uccelli, di polvere di stelle, di fiori e cellule umane - la somma tra il cielo e la terra - nascerà un mostro. Data alla vita la creatura, la storia si sofferma e si completa su Jehova, sul suo viaggio nel Mediterraneo, sulla sua malinconia e i dubbi sulla sua scoperta scientifica.

I capitoli brevissimi, lo stile classico e trasognato, gli evidenti richiami a Dante, a Boccaccio, alla mitologia, al romanzo epico e picaresco, l’inebriante erotismo, le spiazzanti note autobiografiche dell'autore disseminate su tutto il romanzo, ubriacano felicemente il lettore. E non è un caso che più che la storia, colpiscano le descrizioni dei paesaggi, delle sensazioni dei personaggi, degli amplessi. 

Giuseppe Bonaviri, un altro siciliano da scoprire…

Le foto e i post, se non diversamente specificato, sono state realizzate da Salvatore Calafiore e si possono trovare, insieme ad altro, su: http://salvokalat.blogspot.com/


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