20 giugno 2017

Quel che si cela in una piazza


Qualche mese fa visitando Licata, in provincia di Agrigento, mi sono imbattuto in un'opera apposta nella centralissima piazza Sant'Angelo. La piazza era stata ristrutturata da poco tempo e la rappresentazione quindi era recente, aggiunta con l'intento di trasmettere un significato.
L'opera è formata da due quadrati sovrapposti (4+4) a formare una stella a otto punte, circondata da un cerchio su cui sono incisi i quattro elementi fondamentali: aria (aer), acqua (aqua), fuoco (ignis) e terra (terra). Oltre ad essi vi erano altri quattro elementi: siccità (siccitas), umidità (humiditas), calore (calidas), freddo (frigiditas). Personalmente conoscevo solo i primi quattro elementi, mentre degli altri quattro seppur intuibili non comprendevo la ragione per cui fossero associati ai primi. 





Spinto dalla curiosità di saperne di più ho fatto delle ricerche, trovando su internet questa rappresentazione schematica che chiaramente richiama alla forma dei quadrati e agli elementi costitutivi.
I quattro elementi sono ovviamente quelli supposti in epoca greca, che identificano la realtà per come la conosciamo. Ad essi fu Empedocle di Agrigento ad aggiungere altri quattro attributi: così alla terra è associato l'attributo della secchezza e del freddo, come al fuoco quella del caldo e del secco e via discorrendo...

Il concetto verrà poi sviluppato secondo la Teoria degli umori che avrebbe identificato anche quattro caratteri umani: sanguigno, flemmatico, melanconico e collerico. A questa visione venne associata l'idea di poter curare le malattie secondo l'equilibro tra le varie caratteristiche umane. Ma ad esse venivano associate anche le quattro stagioni e a sua volta si chiamava in causa l'astrologia con la divisione dei dodici segni zodiacali secondo i quattro elementi fondamentali. Con la scienza moderna questa visione viene abbandonata, anche se l'antroposofia di Steiner la recupererà nei primi del novecento.

Al di là degli approfondimenti necessari all'argomento, che certamente è ben più vasto delle poche parole spese, c'è una curiosità che mi sovviene... Chi ha pensato di aggiungere in quella piazza tale rappresentazione? Perché inserirla? Non so dare una risposta precisa, ma posso certamente dire che chi ha pensato a questo contenuto voleva lanciare un messaggio, o quantomeno stimolare una riflessione; riflessione che comunemente non viene sfiorata dall'uomo della strada, ma che rimane lì, in attesa di suscitare una ricerca che possa investire l'aspetto interiore di qualcuno che voglia coglierlo. 
E' stato davvero curioso e inatteso per me, trovare uno spunto così interessante e profondo in un paese della Sicilia che fino a quel momento apprezzavo più che altro per qualche piacevole scorcio panoramico.

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