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Cattivi maestri: Giuseppe Pagano |
Domani penserò alla morte […] I miei amici parleranno/ di piccoli affari domestici/ quando mi seguiranno al cimitero/ E non vale avvertire: non venite!/ Ci vengono/ E verranno magari da lontano/ e parleranno di cose segrete/ che io non saprò mai:/ le coincidenze dei treni/ o i progetti di nuove città. Almeno sghignazzassero pensandomi/ vivo e scurrile e triviale/: Mi sentirei ancora presente/ come quando parlavo con loro/ di merda e di amori e di arte/ Una volta ero un uovo maturo/ Ma sarà bello non sentire/ il pianto di Paola/ Sarà sottile sottile/ e maledirà Dio
Giuseppe Pagano, Università Bocconi, Milano, 1937-41_foto da: Corriere.it
C’è un uomo dal volto incavato e due occhi che la sofferenza, il dolore e la resa, ha ormai quasi spenti. Non ne può più. Scrive, stremato. Ha esaurito tutte le energie. Di più, vuole morire.
Un uomo così non potrebbe mai essere Giuseppe Pagano; la sua sfrontata vitalità, la sua incondizionata passione non gli consentirà mai dinieghi, tentennamenti. Soprattutto nei momenti decisivi.
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Cattivi maestri: Giuseppe Terragni |
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Facciata della Casa del Fascio di Como_Foto di Stefano C. Manservisi (Flickr)
Immaginate una forma di governo particolarmente oppressiva, diciamo una dittatura; immaginatela retorica e reazionaria. Immaginate la maggiore crisi economica mondiale che l’occidente abbia mai avuto. Immaginate ora un architetto dalle stravaganti idee che operi nel suddetto regime e alle suddette angustie economiche. Cosa resterà di questo architetto, della sua “ricerca” se, come se non bastasse, interrompa la sua carriera professionale a soli 39 anni?
Se l’architetto è Giuseppe Terragni rimarranno svariati capolavori e il privilegio d’essere stato il primo (e il più rappresentativo) razionalista italiano.
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L’architettura italiana e la “sindrome di Manganelli” |
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Giorgio Manganelli (dal sito Biografieonline.it)
Leggete questo:
Se ogni discorso muove da un presupposto, un postulato indimostrabile e indimostrando, in quello chiuso come embrione in tuorlo e tuorlo in ovo, sia, di quel che ora si inaugura, prenatale assioma il seguente: CHE L'UOMO HA NATURA DISCENDITIVA. Intendo e chioso: l'omo è agito da forza non umana, da voglia, o amore, o occulta intenzione, che si inlàtebra in muscolo e nerbo, che egli non sceglie, né intende; che egli disama e disvuole, che gli instà, lo adopera, invade e governa; la quale abbia nome potestà o volontà discenditiva.
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