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14 novembre 2017

Un gioiello razionalista

Scala palazzo delle poste palermo

Non posso negare una certa ammirazione nei confronti dell'architettura razionalista italiana degli anni 30. Le linee essenziali di certi edifici di Roma, come il cosiddetto Colosseo quadrato all'EUR o la monumentalità dello stadio dei Marmi, non mi lascia indifferente. Non si tratta di un'associazione mentale verso l'architettura di regime, quanto di considerare la volontà degli architetti di allora di fare un'architettura di qualità e nello stesso tempo all'avanguardia.
Uno degli esempi poco noti di architettura razionalista si trova a Palermo, stiamo parlando del Palazzo delle Poste sulla centralissima via Roma. Questo edificio normalmente è visitabile solo nell'ambito delle sue funzioni di sede delle Poste Italiane, pertanto molte delle sale sono inaccessibili al pubblico. Ma lo scorso mese, grazie alla manifestazione Le vie dei tesori alcune delle sue stanze sono state finalmente aperte al pubblico...

29 agosto 2017

La decorazione islamica come simbolo di penetrazione del messaggio divino

Moschea dello Scià, Isfahan
Muqarnas e decorazioni della Moschea dello Scià a Isfahan

Da quando ho avuto il privilegio di visitare Isfahan (Iran) e Samarcanda (Uzbekistan) si è suggellata l’immagine vivida delle decorazioni a piastrella dai colori sgargianti, degli arabeschi floreali nei pishtak delle moschee (le decorazioni attorno ai portali) e nei richiami all’armonia geometrica dell’intera arte islamica. Le moschee, nonché certi edifici islamici, possono essere considerati come la “sublimazione architettonica” della filosofia islamica, così come le cattedrali gotiche lo erano per l’Occidente cattolico. Non a caso il termine arabo hindesah indicava originariamente la misura, poi per estensione la parola è stata associata alla geometria e all'architettura, segno del legame indissolubile tra le due cose.

12 giugno 2017

Nozioni sull'arte del costruire dal De Architectura di Vitruvio


Secondo un giudizio pressoché unanime, Il De Architectura è considerato un testo indispensabile per lo studio dell'edilizia romana. L'opera viene scritta negli anni in cui Roma si ricopriva di molte opere architettoniche, permettendo all'erudito Vitruvio di esaminare da vicino tecniche e metodi.

18 aprile 2017

Come in un elogio romano: Villa Adriana descritta da Antonio Nibby nel suo "Viaggio antiquario ne' dintorni di Roma"


L'archeologo e topografo romano Antonio Nibby (Roma 1792 – Roma 1839) nella composizione di quest'opera, decise di indagare con gli occhi e con le fonti, sugli aspetti che resero Roma e i suoi dintorni un pittoresco capolavoro ancora oggi visibile. Lo studioso in punta di piedi s'incamminò tra le vie, in un percorso lento, meticoloso, catturando ogni dettaglio. 

30 giugno 2011

Cattivi maestri: Giuseppe Pagano


Domani penserò alla morte 
[…]
I miei amici parleranno/
di piccoli affari domestici/ 
quando mi seguiranno al cimitero/ 
E non vale avvertire: non venite!/
Ci vengono/ 
E verranno magari da lontano/
e parleranno di cose segrete/ 
che io non saprò mai:/
le coincidenze dei treni/ 
o i progetti di nuove città. 
Almeno sghignazzassero pensandomi/
vivo e scurrile e triviale:/ 
Mi sentirei ancora presente/
come quando parlavo con loro/ 
di merda e di amori e di arte/ 
Una volta ero un uovo maturo/ 
Ma sarà bello non sentire/ 
il pianto di Paola/
Sarà sottile sottile/ 
e maledirà Dio

Università Bocconi

Giuseppe Pagano, Università Bocconi, Milano, 1937-41_foto da: Corriere.it

C’è un uomo dal volto incavato e due occhi che la sofferenza, il dolore e la resa, ha ormai quasi spenti. Non ne può più. Scrive, stremato. Ha esaurito tutte le energie. Di più, vuole morire.

Un uomo così non potrebbe mai essere Giuseppe Pagano; la sua sfrontata vitalità, la sua incondizionata passione non gli consentirà mai dinieghi, tentennamenti. Soprattutto nei momenti decisivi.

26 settembre 2010

Cattivi maestri: Giuseppe Terragni

Casa del Fascio di Como
Facciata della Casa del Fascio di Como_Foto di Stefano C. Manservisi (Flickr)
Immaginate una forma di governo particolarmente oppressiva, diciamo una dittatura; immaginatela retorica e reazionaria. Immaginate la maggiore crisi economica mondiale che l’occidente abbia mai avuto. Immaginate ora un architetto dalle stravaganti idee che operi nel suddetto regime e alle suddette angustie economiche. Cosa resterà di questo architetto, della sua “ricerca” se, come se non bastasse, interrompa la sua carriera professionale a soli 39 anni? 
Se l’architetto è Giuseppe Terragni rimarranno svariati capolavori e il privilegio d’essere stato il primo (e il più rappresentativo) razionalista italiano.


20 marzo 2010

L’architettura italiana e la “sindrome di Manganelli”

Giorgio Manganelli
Giorgio Manganelli

Leggete questo:
 
Se ogni discorso muove da un presupposto, un postulato indimostrabile e indimostrando, in quello chiuso come embrione in tuorlo e tuorlo in ovo, sia, di quel che ora si inaugura, prenatale assioma il seguente: CHE L'UOMO HA NATURA DISCENDITIVA. Intendo e chioso: l'omo è agito da forza non umana, da voglia, o amore, o occulta intenzione, che si inlàtebra in muscolo e nerbo, che egli non sceglie, né intende; che egli disama e disvuole, che gli instà, lo adopera, invade e governa; la quale abbia nome potestà o volontà discenditiva.

Tra il 1964 e il 1990 un pazzo s'è aggirato per gli anditi oscuri della letteratura italiana, l'autore di questo e d'altri manicomi verbali: Giorgio Manganelli.