13 maggio 2021

Il potere del calligramma

I calligrammi rappresentano spesso delle forme d’arte d’avanguardia ma traggono origine dalla letteratura ellenistica dove venivano già realizzati dei cosiddetti carmi figurati utilizzati principalmente come gioco e divertimento tra i più eruditi.

I poeti alessandrini provavano a comporre nuove forme poetiche giocando con la letteratura classica; questa infatti si svuota della funzione civile ed educativa e non è più indirizzata alla polis perché le conquiste di Alessandro Magno e le successive divisioni dell’Impero, portarono alla formazione di molteplici regni dopo la sua morte.

Tra questi autori dobbiamo menzionare Simia da Rodi considerato l’inventore di questo genere; il componimento L’uovo oltre ad avere la forma di un uovo deve essere letto secondo un particolare ordine dettato proprio dalla conformazione : alla prima riga segue l’ultima, alla seconda la penultima, la terza e la terzultima fino ad arrivare al cuore dell’uovo. 

Grazie alla poesia visuale cambia anche il ruolo della lettura che diventa più attiva perché il lettore non soltanto assorbe un contenuto ma riesce a crearne uno per sé  e visualizza il messaggio contenuto nei versi. Nell’età moderna cambiano il fine e l’utilizzo del calligramma che sfida l’ordine del reale e la razionalità andando ad indagare le possibilità quasi infinite offerte da una pagina bianca cercando di sviluppare nuovi significati ed aprendo nuovi orizzonti artistici.

Grazie alle nuove tecnologie e alla nascita del cinema, dell’illuminazione elettrica e il passo veloce dell’industrializzazione del mondo produttivo, cambia anche la percezione dello spazio e del tempo; l’uomo si ritrova sempre di più a guardare se stesso e il mondo con occhi nuovi sempre curiosi ma sicuramente più critici.

Tra questi artisti moderni che si dedicarono al calligramma Guilaume Apollinaire rappresenta sicuramente quello più enigmatico, complesso e fondamentale per lo sviluppo dell’arte moderna in Europa. Apollinaire potrebbe essere considerato un decadente perché nato nel periodo in cui la Grande Guerra stava per spazzare via ogni certezza fin lì costruita.

Apollinaire

Era figlio naturale di un ufficiale borbonico e di una nobildonna polacca naturalizzata russa; forse proprio a causa della sua mancata conoscenza delle radici che in tutta l’esistenza cercò spasmodicamente il nuovo, la modernità che in quell’epoca di transizione sfociava quasi con violenza. Nacque a Roma ma dopo la separazione dei genitori vagò per la Francia seguendo la madre ed è proprio a Parigi che Apollinaire scoprì le avanguardie europee, Cubismo e Futurismo e consolidò la passione per la metafisica. Il poeta diventa un vero e proprio avventuriero della cultura, si trasforma spesso in una sorta di cavaliere errante fra le varie discipline trasformandosi in un amante della mitologia celtica e bretone, della cabala e dell’Astrologia.

Fondò il giornale Les soirées de Paris e scrisse anche alcune opere teatrali allusive con riferimenti erotici davvero sopra le righe.

Apollinaire però fu soprattutto un poeta che cercava costantemente un contatto fra la parola e l’immagine in un momento storico in cui l’arte visiva considerava dei concetti come la velocità, il dinamismo e la simultaneità. Nel suo ultimo anno di vita l’artista rivoluzionò ancora una volta la poesia con la marcia furente della modernità eliminando la punteggiatura, adottando il verso libero, così nacquero i Calligrammes, delle poesie figurate che potevano essere viste come un mezzo per donare dinamismo alla parola scritta in un’epoca in cui la velocità era la protagonista della storia.

Apollinaire gettò le basi per l’arte cinetica ma non riuscì a vederne gli sviluppi perché morì a Parigi pochi giorni dopo la fine della Grande Guerra, ucciso dalla spagnola.

I suoi calligrammi più conosciuti sono La cravatta e l’orologio dove il poeta cercò di comprendere la cambiata concezione del tempo andando al di là dei versi ordinatamente scritti.

La cravatta e l'orologio

Il calligramma ha davvero il potere di evocare delle immagini come se uscissero dalla semplice carta per dare all’arte non soltanto la potenza ma anche l’atto, la cinetica che permette di evocare il movimento continuo ed incessante dei pensieri nella mente dell’uomo. Queste immagini sono molto potenti e ci permettono di esprimere delle sensazioni senza la “forzatura” della punteggiatura e il rispetto delle righe. 

Questo fantastico mezzo ci permette di lasciar fluire la fantasia e la creatività senza rispettare nessuno schema; possiamo così provare anche noi a metterci davanti ad un foglio bianco ed aspettare che la mente guidi la mano nel meraviglioso flusso dei pensieri per dare vita ad un’immagine che spesso evocherà un nostro pensiero recondito ma essenziale come lo spirito artistico che è in ognuno di noi.

Il mio primo calligramma è questo, di mattina, all’alba con la mia tazzina di caffè nero bollente.

Pamela Del Bianco

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