23 settembre 2023

Laurea: femminile singolare

Storia della prima donna al mondo ad ottenere la laurea, Elena Cornaro, uno dei personaggi precursori delle tante battaglie per il riconoscimento del diritto allo studio e della dignità della donna

Elena Cornèr Piscopia (spesso il suo cognome viene italianizzato in Cornaro) nasce a Venezia il 5 giugno1646, poco dopo la peste che devastò Venezia tra il 1630 ed il 1631, e viene ricordata come la prima donna ad ottenere una laurea al mondo. Secondo alcune fonti, in realtà, altre donne hanno ottenuto una laurea in epoche precedenti, ma non ne abbiamo dati certi.

Elena è la quinta di sette figli. Mentre il padre, Giovan Battista Corner appartiene ad una delle più importanti famiglie del patriziato veneziano, Zanetta Boni, la madre, è, al contrario, una donna di origini umilissime. I due, all’epoca, non sono ancora sposati: Giovan Battista vive, dunque, more uxorio con Zanetta, suscitando non poco scandalo. Si uniranno in matrimonio solo nel 1654, dopo la nascita di tutti i figli. Nonostante la legge parli chiaro, riesce, qualche anno dopo, a legittimare quei figli nati fuori dal matrimonio. La Serenissima con le casse vuote a causa delle varie guerre, ben si presta ad elargire favori ed a fare grandi concessioni…

Elena ha illustri discendenze. Il trisnonno Alvise, non a caso chiamato ironicamente da tutti “vita sobria”, oltre ad amare la bella vita, era anche un celebre scrittore e mecenate, amico di Angelo Beolco, detto il Ruzante, drammaturgo, attore teatrale e scrittore padovano. Spesso, proprio all’interno della sua residenza faceva rappresentare La Betìa, piuttosto che altre opere del Beolco.
Il bisnonno Giacomo Alvise Corner, invece, era uno scienziato ed era divenuto amico di un tale toscano Galileo Galilei, con cui amava discutere di stelle e lenti.
La famiglia, poi, annoverava anche quattro dogi, nove cardinali ed una regina. Elena, infatti, era imparentata anche con la celebre Caterina Cornaro (1434-1510) che fu regina di Cipro e signora di Asolo.

Alvise Corner

Difficile, dunque, non comprendere come questa giovane sia attratta dallo studio e dalla conoscenza.
Il padre, accortosi del desiderio della figlia, la sprona ed agevola il suo percorso seppur risulti, a quel tempo, un fatto del tutto straordinario che una donna emerga nel campo degli studi.
Elena comincia a studiare, latino, greco, filosofia, letteratura, matematica, musica, teologia… Vengono convocati e scelti i migliori istitutori dell’epoca. Dal rabbino Shemel Aboaf apprende anche l'ebraico e lospagnolo.
È allora che le viene dato l’appellativo di Piscopia, cioè di “colei che ha conoscenze straordinarie e vuole renderci ridicoli”.
Allo stesso tempo Elena sente di voler dedicare la propria vita a Dio e nel 1665 diventa oblata benedettina: in questo modo, pur osservando la regola dell'Ordine, può evitare la reclusione monastica e frequentare i propri studi.


Nel frattempo, si comincia a parlare di lei nel mondo degli studiosi. Viene chiamata in varie accademie, come quella dei Ricovrati di Padova e quella degli Infecondi di Roma. Va, poi, a Siena, Brescia, e nella sua Venezia. La sua fama si estende anche all'estero e diventa così popolare tanto da essere inserita nella raccolta di biografie di personaggi celebri L'Italia regnante di Gregorio Leti, noto letterato dell’epoca.

È il 1677 quando, dopo che la Corner ebbe tenuto a Venezia una pubblica disputa di filosofia in lingua greca e latina, il padre, spinto e supportato anche da alcuni degli insegnanti di Elena, chiede che lo Studio di Padova assegni alla figlia la laurea in teologia. La proposta, però, trova subito l’opposizione del vescovo di Padova, il cardinale Gregorio Barbarigo, la cui autorizzazione, in qualità di cancelliere dell'Università, è vincolante.

Secondo il Barbarigo, una donna non può laurearsi, soprattutto in teologia: la cosa avrebbe gettato discredito sull’università di Padova. Inoltre, sarebbe stato uno sforzo inutile, perché, comunque, non avrebbe potuto insegnare. Ma Il padre di Elena non cede, ne nasce una lotta a suon di scambio epistolare. Alla fine, si raggiunge un compromesso: il vescovo concede alla ragazza di laurearsi in filosofia.

il 25 giugno 1678 Elena Cornaro sostiene, finalmente, la sua tesi di laurea. Lo fa all’interno della Cappella della Beata Vergine nella Cattedrale. Viene, infatti, allestito un uditorio più grande per dar modo ad un folto pubblico di assistere all’evento. Nonostante i professori intendano proclamarla per acclamazione, Elena chiede di essere trattata alla stregua dei suoi colleghi uomini. Finalmente, dunque, con una cerimonia minore rispetto alle altre, le vengono consegnate le insegne dottorali: l’anello in segno di sposalizio con la scienza e con il sapere; la cappa d’ermellino dei dottori; l’alloro a simboleggiare la riuscita negli studi; il libro che, però, è chiuso, perché non può trasmettere il suo sapere. La Piscopia ce l’aveva fatta, ma molta strada ancora c’era da fare per le donne… Elena Cornaro Piscopia viene rappresentata nei ritratti proprio con le insegne dottorali, tra cui spicca un libro appoggiato sulla sedia chiuso.

Dopo la laurea, Elena si trasferisce a Padova definitivamente andando ad abitare nel prestigioso Palazzo Corner - di cui fa parte l'odierno museo Loggia e Odeo Cornaro - fatto costruire dal trisnonno Alvise.
Porta con sé, tra l’altro, una testuggine regalatale dal padre di ritorno da un viaggio nel Mediterraneo per conto della Serenissima.
Il suo fisico, già minato dai lunghi studi e dalle prove ascetiche a cui la famiglia la sottopone per farle raggiungere gli obiettivi preposti, comincia a cedere e comincia ad ammalarsi spesso e per lunghi periodi. A Padova, però, prosegue negli studi per lei diventati obiettivo di vita. La sua salute si aggrava e muore a soli trentotto anni il 26 luglio 1684; La bellissima chiesa di Santa Giustina, sita in Prato della Valle, accoglie lesue spoglie.

Giovan Battista fece realizzare un cenotafio in ricordo della figlia che fece posizionare nella navata centrale della Basilica del Santo a Padova. Il cenotafio era costituito da diverse statue in marmi colorati di filosofi, dottori della chiesa, allegorie delle virtù, disposte su più livelli a simboleggiare l’alto valore morale di Elena. Al centro, poi, campeggiava la statua di Elena a grandezza naturale. Col tempo distrutto, rimase solo la figura di Elena che nel 1773 fu posta all’interno dell’Università di Padova (il Bo) grazie alla donazione diCaterina Dolfin, moglie di Andrea Tron, procuratore di San Marco e riformatore allo Studio. Oggi è possibile ammirarla ai piedi dello scalone Cornaro, nel Cortile Antico di Palazzo Bo. Omaggio, dunque,alla prima donna laureata al mondo, ma anche simbolo di emancipazione femminile.
Di Elena rimangono solo delle poesie pubblicate postume, dato che aveva disposto di distruggere tutti i suoi manoscritti.

Nel 1994 le è stato dedicato il Cratere Piscopia di 26 km di diametro sul pianeta Venere Adottato dall'IAU, International Astronomical Union Unione Astronomica Internazionale ovvero l'autorità riconosciuta per assegnare i nomi a stelle, pianeti, asteroidi e altri corpi celesti, e la sua sede centrale è a Parigi.

Il 30 agosto 2021 le truppe USA lasciano l’Afghanistan. Il potere torna in mano ai Talebani e per le donne il tempo comincia a scorrere all’indietro… di nuovo… Forse dopo 343 anni c’è ancora tanto da fare!

Monica Montedoro

3 commenti:

Maria Teresa ha detto...

Davvero interessante!!

Anonimo ha detto...

Che bell'articolo !

Anonimo ha detto...

Bravissima scritto in maniera chiara e lineare! Molto interessante ho scoperto tante cose che non sapevo!