22 novembre 2009

Le fibre ottiche e il CCD

Il Premio Nobel per la Fisica di quest'anno è andato all'anglocinese Charles Kao: «per il pioneristico progresso riguardante la trasmissione di luce in fibre ottiche per la comunicazione». E a Willard Boyle (canadese) e George E. Smith (americano): «per l'invenzione di un circuito semiconduttore per la raccolta di immagini - il sensore CCD».

I premi Nobel per la Fisica di quest'anno provengono totalmente da laboratori privati, Charles Kao infatti lavorava presso Standard Telephones and Cables di Londra dove ipotizzò la possibilità di soppiantare i cavi in rame nella trasmissione dei segnali. Le fibre ottiche erano la nuova promessa, esse sfruttano la rifrazione della luce attraverso un angolo di incidenza piccolissimo determinando pochissime perdite, consentendo nel contempo l'invio di molte più informazioni. Per superare i problemi iniziali, Kao comprese che l'attenuazione del segnale dipendeva soprattutto dalla purezza del materiale. Nel 1970 infatti, dopo vari studi l'azienda americana Corning Glass iniziò a produrre la prima fibra ottica seguendo proprio le indicazioni di Kao. Da allora le fibre ottiche sono entrate nell'uso quotidiano della telefonia e di internet.

Willard Boyle e George E. Smith lavoravano presso i laboratori di ricerca della Bell Laboratories, gli stessi prestigiosi laboratori che hanno sfornato cinque premi Nobel. I due ricercatori hanno concentrato la loro ricerca sulle capacità dei semiconduttori in grado di rilasciare cariche elettriche proporzionali all'intensità della radiazione elettromagnetica che li colpisce. Il CCD infatti "interpreta" la luce che lo colpisce, inviando un segnale che digitalmente poi riproduce un'immagine. Il CCD, in effetti ha rivoluzionato totalmente la fotografia ma anche gli altri campi di applicazione, basti pensare all'astronomia e alle immagini del telescopio spaziale Hubble.

Dei premi ampiamente meritati, che onorano tre scienziati che hanno rivoluzionato il nostro modo di vivere.

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