14 aprile 2012

Andrea Camilleri omaggia Edoardo Persico

Una copertina di Casabella del 1935, progetto grafico di Persico

Lo so, leggendo il titolo di questo post vi starete chiedendo: «chi diavolo è Edoardo Persico?» – e probabilmente, al posto della parola «diavolo», ne avete adoperata una che identifica un preciso “dettaglio” anatomico maschile.
Edoardo Persico è stata una meteora nella cultura italiana degli anni trenta. Critico d’arte che ha sostenuto e lanciato il Gruppo Sei di Torino si è poi, via via, dedicato prevalentemente all’attività di critico d’architettura, arrivando a dirigere con Giuseppe Pagano la rivista «Casabella». Grafico raffinatissimo, autore di memorabili progetti espositivi e di interni, multiforme animatore culturale, amante della letteratura, Persico ha segnato un’epoca della critica d’architettura italiana.


Difficile è stata la sua vita coniugale almeno quanto la precarietà economica che ha patito, la sua breve vita è cessata nel 1936 in circostanze misteriose. Molto misteriose. E qui arriva Andrea Camilleri.
Nell’ultimo numero di «Casabella» l’editoriale è affidato alle parole stralciate dall’ultimo libro dello scrittore siciliano, Dentro il labirinto. Un libro, questo, che, apprendo da «Casabella», «è diviso in due parti. Nella prima Camilleri ha raccolto le informazioni disponibili riguardanti la figura di Edoardo Persico e la sua morte misteriosa e prematura. Nella seconda ha trattato il labirinto che queste informazioni disegnano come un’occasione narrativa». Camilleri descrive la morte di Persico legata al suo antifascismo intransigente, secondo l’opinione più diffusa. Il critico napoletano venne trovato morto nella vasca da bagno della sua modesta abitazione milanese. Aveva trentacinque anni.

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