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30 settembre 2016

Francesco Borromini. Anabasi architettonica, catabasi umana


Roma e l'arte hanno spesso camminato insieme, alternandosi nel tempo, in uno scambio di ispirazioni reciproche. L'una ha plasmato paziente, come il più minuzioso degli artigiani, un colle di grano in un manto di marmo durante il periodo che ancora oggi viene chiamato dagli studiosi come Seculum Augustum. L'altra col fascino perpetuo di una città che è nata, sin dal suo primo respiro, con l'ombra del sangue fratricida è stata vortice e centro di correnti artistiche che hanno portato uomini e artisti a toccare le vette della fama quasi al pari degli dei, a discapito di altri che nel buio hanno saputo trarne la luce del loro genio, ma non loro stessi.

26 settembre 2016

La pittura pompeiana precorritrice dei tempi

Il sorriso malizioso di una giovane americana, il commento divertito di un ragazzo alla fidanzata che osserva un satiro itifallico o lo sguardo attento di un gruppo di visitatori davanti ad un affresco bucolico di Pompei... Nel Museo Archeologico di Napoli, ma anche in altri musei sparsi nel mondo (per non parlare dell'area di Pompei) queste scene sono famigliari; il fascino dell'Antico giunto fino a noi ci mostra un mondo altro fatto di credenze e costumi scomparsi. Ma al di là di questo aspetto, delle sfumature storiche o delle evocazioni che le didascalie ci possono raccontare con precisione, c'è qualcosa che più di tutto mi ha sconvolto la prima volta che mi sono trovato davanti ad una pittura pompeiana.

9 marzo 2016

Maria Lai: legami, paesaggi, storie e parole


Nata a Ulassai nel 1919, Maria matura la sua passione per l’arte elaborando la solitudine in cui la confina la sua salute troppo cagionevole, il disagio dell’inserimento scolastico e il dolore scaturito dalla perdita precoce dei suoi fratelli. Quello che ne esce però, è tutto fuorché tristezza: l’arte di Maria Lai è un inno alla vita, al lieto fine e alla speranza, che attinge da quelle fiabe e da quelle leggende in cui ama evadere e perdersi e che devono essere raccontate perché, come ha affermato, sono «bozzoli di verità».


20 settembre 2015

Il portento della mitopoietica in "C'era una volta in America"


Oggi il termine Mito ha numerose accezioni e forme di applicazioni, risultando impossibile una definizione unica. In passato d’altronde filosofi e scrittori si sono avvicendati a dare un’idea di mythos. In Omero era sinonimo di «progetto, macchinazione». Per Vico era in grado di esprimere la genuina concezione del mondo. Mentre Creuzer vi individuava la presenza di simboli archetipici che accolgono l’eterna verità dell’uomo e del mondo. Pìù in generale invece nel periodo classico il Mito si stabilì intorno all’idea di racconto riguardante dèi ed eroi. Avventure mitiche che si spingevano finanche nell’aldilà. La Mitopoietica in fondo altro non è che la capacità dello spirito umano atta a produrre, appunto, narrazioni mitiche. Sicché come in letteratura anche nel cinema si sono avuti sfaccettati esempi di questo tipo di narrazioni. Ma un regista che più di qualunque altro ha colto l’essenza dell’epopea del Mito, elevandola al sublime, è stato Sergio Leone. «Il cinema dev'essere spettacolo, è questo che il pubblico vuole. E per me lo spettacolo più bello è quello del mito». Con queste parole Leone dà una precisa definizione del suo cinema, e di ciò che era per lui quest’arte, che sin da piccolo respirò, a pieni polmoni, grazie ai film pionieristici del padre, anch’esso regista.

18 luglio 2015

Conversazione con Cézanne (Mercure de France: 01/06/1921)

autoritratto Cézanne

Pubblicata presso l'editore parigino «Mercure de France» nel 1921, Conversazione con Cézanne è una deliziosa disquisizione su passato, presente e futuro delle arti figurative intrapreso da due tra i pittori più rappresentativi della loro epoca, Émile Bernard e, appunto, Paul Cézanne. Il dialogo, spesso dai toni critici e provocatori, mette a nudo le peculiarità delle due diverse esperienze pittoriche: da una parte lo studio minuzioso delle opere del passato da riproporre in chiave moderna, tipico di Bernard; dall'altra la volontà di riprodurre la realtà tralasciando qualsiasi influenza scolastica e accademica, fondamento del pensiero di Cézanne. Il breve soggiorno di Bernard a Aix-en-Provence diventa così un pretesto per un confronto con il maestro dell'impressionismo francese, dal quale si evincono affinità e divergenze di punti di vista, spaziando dalla filosofia alla teologia, dall'arte classica al delicato tema della rappresentazione naturale.

11 aprile 2015

Le opere d'arte cancellate dalla storia recente


Gli spaccapietre

Gli spaccapietre di Courbet (1849)

Appare evidente quanto gli eventi storici, le guerre e gli incendi, abbiano devastato città e distrutto opere d'arte di cui rimpiangiamo l'assenza. Uno degli esempi più noti di questa lacerazione è senza dubbio l'incendio della Biblioteca di Alessandria d'Egitto, dove la perdita di migliaia di manoscritti ha cancellato fin troppi tasselli della cultura del passato. Tuttavia su certi eventi storici si è, in un certo qual senso, indulgenti dato che l'importanza di preservare le opere è un concetto acquisito solo in epoca moderna; un po' come per le spoliazioni medievali dei monumenti greci e romani... Ciò che desta rabbia e stupore invece è quando la perdita è avvenuta in epoca moderna per cause accidentali, per conflitti o per mera stupidità umana: proprio come accade oggi in Iraq presso i siti archeologici sumeri.
In questo articolo si mostreranno alcune opere d'arte il cui valore è talmente grande da non poter immaginare il fatto che non esista più nessun originale.

11 febbraio 2015

“I am a sender”: il Fluxus ‘firmato’ Joseph Beuys

Joseph Beuys

La cesura in forma artistica dal mondo di ieri a quello della moderna azione delle arti si compie dopo il 1945. Data singolare e precipua per le sorti storiche e culturali dell'intero mondo, una data di non ritorno per ogni forma culturale che successivamente sarà investita di valori, quesiti e riflessioni più profonde. La data di non ritorno segna idealmente il passaggio forzato ad una modernità tanto agognata, sognata, cercata che contrasta con la violenza e la disumanità dell'obiettivo raggiunto. Essere moderni ed essere schiavi di questo processo, dei mezzi e degli oggetti della modernità è il paradosso che l'arte tende a risolvere con altrettanti mezzi salvifici: l'ironia, una nuova ermeneutica artistica e un occhio sulla realtà capace di penetrarla e in essa leggere la più controversa delle opere dopo il 1945, ossia il rapporto dell'uomo con i suoi oggetti nello spazio di questa modernità.


23 dicembre 2014

Steve McCurry: riflessioni sulla moltitudine di vite esistenti attraverso uno sguardo


Steve McCurry, India
India © Steve McCurry

Se osservi un paio di occhi grandi, verdi o neri, innocenti o magari rimarcati da rughe vistose, come in un gioco di specchi puoi entrare in differenti dimensioni di vita, ognuna in rapporto ad una cultura, a un luogo, a un modus vivendi. Ritraendo il volto delle persone, se ne documenta un vissuto, un bagaglio pesante o leggero che sia, chiarito senza la necessità di usare parole bensì dall'universale linguaggio degli occhi.


16 giugno 2014

Interpretazione “scientifica” di un quadro di Pollock


Pollock

In una mia recente visita al Museum of Modern Art di New York (MOMA), famoso per l'esposizione delle Demoiselles d'Avignon di Picasso e della Notte stellata di van Gogh, a parte gli altri capolavori, sono rimasto folgorato soprattutto da un quadro di Jackson Pollock One: number 31. In questo articolo infatti vorrei soffermarmi proprio su questa tela, perché tra tutte è stata in grado di stimolare diverse considerazioni che precedentemente non avevo immaginato e che vorrei condividere con i lettori di Elapsus.

25 aprile 2014

Matisse ed il senso religioso della vita

Quando si pensa a Henri Matisse, viene facile e quasi scontato, associarlo unicamente alla sua esperienza come leader del movimento fauvista. Una buona occasione per comprendere meglio il suo originale percorso artistico, è fornita dalla mostra Matisse: la figura – La forza della linea, l'emozione del colore, organizzata a Ferrara presso Palazzo dei Diamanti. Visitabile fino al 15 giugno 2014, l'esposizione racconta il pittore attraverso cento capolavori - fra sculture, opere pittoriche e litografie - organizzati in progressione cronologica e provenienti da musei e collezioni private di tutto il mondo.

28 gennaio 2014

Renoir e la sensualità della vita moderna

La lettrice
La lettrice (1876)
Completa, puntuale e toccante: così può essere descritta la mostra Renoir – Dalle collezioni del Musèe d'Orsay e dell'Oragerie, visitabile presso la Galleria d'Arte Contemporanea di Torino fino al 23 febbraio 2014. La mostra è la felice prosecuzione di una stretta collaborazione fra il polo museale torinese, quello francese e Skira editore, iniziata già nel 2012 con l'esposizione dedicata ad Edgar Degas.

16 ottobre 2013

La Barca Sublime dei Savoia: le mostre diventano teatro



Quando si parla di beni culturali in Piemonte, viene facile pensare quasi subito alla Reggia di Venaria Reale. Il restauro iniziato nel 1997 e costato circa 300 milioni di euro, ha permesso il totale recupero del complesso della Reggia e dei Giardini, diventando «il più importante progetto europeo per il restauro e la valorizzazione di un bene culturale e del suo territorio».

1 agosto 2013

I minuti che riportano alla scelta: lo shock di Marina Abramović e Gillian Wearing

Marina Abramović     Gillian Wearing
Marina Abramović   Gillian Wearing

Venute al mondo per smuovere le nostre coscienze attraverso lo shock artistico, Marina Abramović - classe 1946, di Belgrado – e Gillian Wearing – 1963, Birmingham – sono due artiste equidistanti di uno stesso piano orizzontale. Simbolo di una società mutata troppo in fretta, i contorni amorfi, liquidi – per riprendere la fortunata definizione del sociologo Bauman – e a tratti horror di una modernità mutilata, spiccano nelle loro opere per contrastare la ferma (finta) mobilità di esistenze in fuga eppure inscatolate. 

27 giugno 2013

Il mondo fluttuante delle stampe giapponesi (ukiyo-e)

altUkiyo-e di Toyohara Chikanobu

Una delle forme d'arte che ha reso celebre la vita e i paesaggi giapponesi sono senza ombra di dubbio gli ukiyo-e, le stampe giapponesi. Questa modalità espressiva nata in epoca Edo, cioè dal 1600, ha conosciuto un rapido sviluppo in tutto il paese per giungere poi in Europa dove ha influenzato la pittura degli impressionisti prima e l'art nouveau poi.


19 aprile 2013

Robert Capa: attimi di guerra

Robert Capa
Nell'agosto del 1943, un gruppo di soldati americani arriva a Troina, in Sicilia. In un panorama brullo e desertico, un giovane militare si accuccia accanto ad un vecchio che, con un lungo bastone, gli indica la direzione presa dai tedeschi in fuga. Quanto sarà durata la complicità fra i due? Pochi minuti probabilmente, il tempo di sapere che strada fare per inseguire il nemico. Eppure, nell'aria vagamente divertita del giovane – forse per quella mano posata sulla spalla dal vecchio, in un gesto di intima correità - balena un guizzo di simpatia autentica, una gratitudine fraterna che forse solo la guerra è in grado di far nascere fra chi libera e chi viene liberato.

9 marzo 2013

PartendoDaZeroProject: artisti di tutto il mondo unitevi!

Ne Il sistema dell'arte contemporanea, Francesco Poli afferma:

Il numero delle gallerie che sono tali di nome (non avendo alcuna importanza all'interno del vero mercato) è dappertutto abbastanza consistente. [...] La principale attività dei gestori di queste gallerie è quella di organizzare mostre personali o collettive a pagamento. Un lavoro di questo tipo non richiede, per funzionare, che un locale adatto. Non è necessaria, infatti, nessuna competenza artistica da parte del gallerista, [...] il costo della mostra in posti del genere, per un artista, varia a seconda della collocazione della galleria, dell'ampiezza e del lusso delle sale, delle spese per il catalogo e la pubblicità, e della durata della mostra (mai più di un mese). [...] Il suo unico interesse è attirare il maggior numero di partecipanti, tutti di mediocre livello, essendo, ovviamente, l'iscrizione a pagamento.

È ormai piuttosto frequente, per un giovane artista, ricevere inviti di questo tipo da parte di gallerie più o meno quotate. Devo ammettere che anche nella mia casella di posta elettronica sono finite spesso sgradevoli convocazioni ad eventi analoghi. L'ultima, rappresentativa dell'irritazione collettiva dei numerosi utenti contattati, recava la risposta di uno di questi: anche se dall'evento in questione fosse derivato un guadagno di 700 euro – scriveva l'interlocutore - di certo non ne avrebbe dati 500 ad una galleria che non si curava nemmeno di mettere in copia carbone gli indirizzi degli altri artisti. La superficialità che ha portato a commettere il clamoroso errore, è stata forse l'ultima goccia per un artista che, come molti altri, non sarà magari il novello Cattelan, ma nel proprio lavoro ci crede.

27 gennaio 2013

Gli altri mondi nella collettiva Coexist


 Anna Caruso e Massimo Quarta
Da sinistra le opere di Anna Caruso e Massimo Quarta

Il progetto artistico curato da Ivan Quaroni, il noto critico milanese che ha teorizzato l'Italian Newbrow, per E-lite studiogallery, la galleria leccese che promuove le sperimentazioni in atto nel campo dell'arte figurativa, sta riscuotendo un notevole successo di pubblico e critica.

27 dicembre 2012

L'Urban Art di Massimo Mion


Big bad wolf di Massimo Mion
Big bad wolf di Massimo Mion

L'Urban Art nasce negli Stati Uniti agli inizi degli anni Settanta da un fenomeno artistico denominato Graffitismo che continua ancora oggi ad essere uno degli aspetti più caratteristici delle aree metropolitane di tutto il mondo.
Le rappresentazioni iniziali non sono altro che delle scritte, delle tag, ovvero le firme degli autori o delle crew che per un bisogno di autoaffermazione o di protesta decidono di rivendicare un diritto o un'area d'appartenenza nei ghetti newyorkesi.
Ben presto quest'arte si trasforma in un fenomeno alla moda, da seguire ed imitare e mentre alcuni, ancora oggi, continuano a considerarla solo una forma di vandalismo, l'Urban Art riceve consensi da parte di critici e intellettuali che vedono in questi disegni un'originale forma d'arte portatrice di grandi contenuti sociali.
Keith Haring, Jean Michel Basquiat, Banksy, sono solo alcuni dei nomi più celebri che hanno fatto e che continuano a fare dell'arte di strada un vero e proprio manifesto alla libertà d'espressione.

13 dicembre 2012

Le pittrici del Seicento

Uomo offre dei soldi a una giovane donna di Judith Leyster
Uomo offre dei soldi a una giovane donna (1631) di Judith Leyster

Il Seicento è un secolo dove la possibilità di esprimersi attraverso l'arte da parte delle donne comincia timidamente a divenire realtà. Sono soprattutto i paesi protestanti a concedere più spazi, con ruoli e possibilità espressive di primo piano del tutto sorprendenti per l'epoca. Nei paesi cattolici invece la donna è costretta a superare molti più ostacoli, ma non per questo l'espressività ne è ridimensionata.
Le vite e le vicende delle pittrici di quest'epoca sono in molti casi avvincenti e curiose, e permettono di scoprire una storia dell'arte fin troppo trascurata. 


8 agosto 2012

La vita di Rosalba Carriera in un romanzo storico, intervista all'autrice


Autoritratto di Rosalba Carriera
Autoritratto di Rosalba Carriera (1715)

Tra i tanti artisti che la storia dimentica c'è da annoverare sicuramente Rosalba Carriera pittrice vissuta tra il 1673 e il 1757 e profondamente legata alla città di Venezia. Amica del famoso pittore Antoine Watteau e apprezzata ritrattista, la sua vita ha attratto l'interesse della scrittrice Valentina Casarotto che ha pubblicato il romanzo Il segreto nello sguardo - Memorie di Rosalba Carriera prima pittrice d'Europa. Di seguito la nostra intervista.